Doveva essere una serata di festa, tra convivialità e rievocazioni storiche, quella organizzata in occasione del Calendimaggio di Assisi, una delle manifestazioni più amate dell’Umbria. Invece, durante una cena tra partaioli della Magnifica Parte de Sotto, si è consumato un episodio di omofobia che ha turbato profondamente la comunità. Un giovane sarebbe stato infatti vittima di insulti omofobi da parte di alcuni partecipanti, fatto che ha suscitato indignazione e una presa di posizione netta da parte dell’organizzazione.
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Assisi, insulti omofobi durante cena tra partecipanti del Calendimaggio
La storica rievocazione medievale del Calendimaggio di Assisi sarebbe stata parzialmente oscurata da un grave episodio di omofobia. Durante una cena tra partecipanti della festa, un giovane sarebbe stato oggetto di insulti omofobi da parte di alcuni presenti. I dettagli sull’aggressione verbale non sono stati resi pubblici, ma quanto emerso è sufficiente per condannare con fermezza l’accaduto e riportare l’attenzione sulla necessità di contrastare ogni forma di discriminazione, anche nei contesti tradizionalmente percepiti come inclusivi.
A intervenire con forza, denunciando pubblicamente l’episodio e prendendone le distanze, è stato il consiglio direttivo della Magnifica Parte de Sotto, che in un post su Facebook ha espresso “profonda amarezza” per l’accaduto. In una nota ufficiale, il gruppo ha definito l’episodio come “inaccettabile”, ribadendo che quanto successo non può essere tollerato in alcun modo, poiché “colpisce non solo alla dignità della persona coinvolta, ma anche i valori fondanti del Calendimaggio e della nostra comunità”.
La solidarietà de La Parte de Sotto
La presa di posizione della Magnifica Parte de Sotto è stata netta. Oltre a esprimere piena solidarietà al ragazzo che sarebbe stato vittima di insulti omofobi, la fazione che rappresenta la parte bassa di Assisi ha voluto condannare “senza riserve ogni forma di discriminazione, linguaggio offensivo e atteggiamento omofobo”.
L’organizzazione ha inoltre ribadito con forza che inclusione, rispetto e fratellanza sono i pilastri della partecipazione alla festa: “Nessuna tradizione può giustificare la violenza verbale o l’emarginazione. Le parole contano, e quando diventano strumenti di esclusione e violenza, feriscono profondamente. Feriscono la persona che le riceve, ma anche tutta la comunità che vuole costruire qualcosa di bello insieme”.

L’importanza (e il rispetto) delle diversità
La Magnifica Parte de Sotto non si è limitata solo a denunciare l’increscioso atto di omofobia, ma ha colto l’occasione per ribadire l’importanza delle diversità, anche per il Calendimaggio di Assisi, “festa del popolo, di unione, di identità condivisa nella pluralità delle sue voci. È proprio nella diversità che troviamo la nostra ricchezza e il nostro futuro”.
Gli organizzatori hanno poi rivolto un invito ai partecipanti all’evento annuale, ad adottare un comportamento in armonia con lo spirito della stessa festa, ovvero “di accoglienza, rispetto e partecipazione”, ricordando al tempo stesso la “responsabilità di costruire uno spazio sicuro, dove ognuno possa sentirsi parte della comunità senza paura di essere sé stesso”.
Un invito a scusarsi: “Serve coraggio e maturità”
I responsabili della Parte de Sotto hanno poi lanciato un messaggio chiaro a chi ha pronunciato le frasi offensive: riflettere sull’accaduto e chiedere scusa, non solo alla vittima, ma a tutta la Parte “ferita nei suoi valori più profondi”. Il messaggio è un appello alla responsabilità, ma anche alla possibilità di riparazione, nella speranza che episodi simili non si ripetano.
Il caso ha suscitato attenzione anche oltre i confini cittadini, perché tocca una questione ancora troppo presente nella società italiana: l’omobitransfobia quotidiana, spesso minimizzata, persino in contesti che dovrebbero essere inclusivi. “Difendiamo lo spirito di accoglienza che ci rende orgogliosi di far parte della Parte de Sotto. Siamo una Comunità: e lo siamo solo se nessuno resta indietro e si sente escluso”, si conclude il comunicato.
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