I valdesi: “Sì alle unioni omosessuali e alla pluralità di famiglie”

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Il documento è stato approvato definitivamente nelle scorse ore.

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AGGIORNAMENTO: il documento è stato ufficialmente approvato nelle scorse ore. Viene introdotta, alla luce della recente legge Cirinnà, la benedizione liturgica per le coppie unite civilmente che ne facciano richiesta (salvo alcuni requisiti, necessità di almeno uno/a dei partner di essere membro di Chiesa). I membri della commissione, come Paola Schellenbaum, parlano di momento storico: “Con questo strumento ratifichiamo formalmente l’evoluzione in materia di tutela delle persone dello stesso sesso lungamente auspicata dalle chiese metodiste e valdesi, che già nel 2010 avevamo introdotto la possibilità di benedire le relazioni di coppia omosessuali”.

Si è discussa ieri, lunedì 21 agosto 2017, al Sinodo Valdese la posizione ufficiale dei protestanti italiani (valdesi e metodisti) in materia di coppie di fatto, comprese quelle omosessuali.

Dalla discussione di ieri a Torre Pellice (provincia di Torino) dedicata a questo argomento, è emersa la predisposizione di valdesi e metodisti a riconoscere la pluralità di famiglie presente nella società anche da un punto di vista ecclesiastico (in parole povere: sì alle unioni civili) e a proseguire nell’impegno affinché i diritti ancora mancanti possano presto trovare pieno accoglimento.

Si tratta del primo documento, elaborato dalla “Commissione famiglie”, dal 1971 e, come spiegano il pastore Paolo Ribet e Paola Schellenbaum (rispettivamente coordinatore e membro della Commissione che ha prodotto il testo), “è frutto di un impegno che va avanti dal 2011 e che ha portato le riflessioni su questi temi nelle comunità locali e nelle chiese di tutta Italia”. Anche il moderatore della tavola valdese, Eugenio Bernardini, si è detto soddisfatto: “Il documento si adatta ai cambiamenti della società e, pur passibile di ulteriori miglioramenti, è un importante giro di boa: continua ora il compito culturale nel Paese perché ci sono ancora altri passi in avanti da fare”.

L’assemblea non è ancora giunta all’approvazione del testo, che dovrebbe arrivare a giorni. Ma il messaggio che lancia è forte e chiaro: “Invitiamo chiese e credenti a impegnarsi affinché il cammino di consapevolezza, apertura e accoglienza si estenda alle nuove forme di relazione che sono già in essere nella società, con una particolare attenzione alle diverse sensibilità in ambito interculturale di cui le chiese sono protagoniste e testimoni”.

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