Come faccio a capire se sono gay? In tanti lo chiedono a Google, ecco il parere dell’esperto

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La rete diventa sempre più il luogo in cui provare a dare risposta alle domande più delicate.

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Su Corriere.it si parla di omosessualità in rete, in particolare delle ricerche gli utenti fanno su Google, cercando risposte a dubbi e curiosità sul loro orientamento sessuale.

Come faccio a capire se sono gay? è una delle domande più poste al motore di ricerca Google, immaginiamo soprattutto da parte degli utenti appartenenti a fasce di popolazione giovane e giovanissima. Un tema delicato, perché può associarsi a vissuti particolarmente significativi e momenti anche di profonda sofferenza.

Giustamente Elena Tebano mette le cose in chiaro: “La prima cosa da chiedersi è perché si pensa di poter essere gay (o lesbiche). Per qualcosa che sentiamo o perché (magari secondo gli altri) non corrispondiamo al “giusto” modello di eterosessualità?”.

Importante insomma sgombrare il campo dalle influenze esterne: spesso, soprattutto tra bambini e ragazzi, il fatto di avere gusti e preferenze poco comuni scatena una serie di giudizi molto duri da parte del gruppo. Ma “il fatto di essere più o meno “maschili” o più o meno “femminili” non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale. Ovvero con la risposta alla domanda: chi mi piace? Chi mi attrae?”.

Lo psicoterapeuta Federico Ferrari chiarisce che passi avanti nella consapevolezza possono essere fatti: “Cercando di mettersi in contatto con ciò che si prova, senza farsi prendere dalla “paura”. E provando a capire cosa ci suscita l’idea di immaginarci con una persona del nostro sesso. Solo se ti rassicuri infatti puoi vedere quali sono realmente i desideri e le emozioni che ti suscitano questi pensieri. L’importante è sapere che non c’è una risposta giusta o sbagliata”.

Importante prendersi del tempo, senza arrivare a conclusioni avventate, come giustamente sottolinea lo stesso Ferrari: Non è detto che un’attrazione debba definire l’identità. Dipende prima di tutto dalla varietà e dall’intensità delle attrazioni (…). Poi nella continua esplorazione dei propri sentimenti si possono incontrare sorprese, eccezioni, affrontare nuove fasi della vita in cui ci si concede di entrare in contatto con parti di sé rimaste a lungo negate. C’è la bisessualità, c’è la fumosità, c’è la fluidità. Ognuno si fa la stessa domanda “di chi posso innamorarmi?”. Ma se anche la risposta è uguale, il modo di viverla cambia per ciascuno. Inoltre “Essere” gay o lesbiche è un’identità più complessa, che parte dall’assumere la propria preferenza emotiva e affettiva, oltre che sessuale, per le relazioni omosessuali, per poi aderire ad un’appartenenza sociale, che è codificata e protettiva”.

Insomma, sarebbe meglio mettere l’individualità davanti alle etichette e alle definizioni. Definire e definirsi è sicuramente un bisogno e un impulso naturale, ma imparare a vedere i limiti di questi meccanismi è, secondo gli esperti, la chiave del benessere e della maturità affettiva.

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