Syria: «Vivo il mondo omosessuale con naturalezza»

di

Dopo tre anni di silenzio torna Syria con "Un altra me". Ne parla a Gay.it e chiarisce quelle voci insistenti sulla sua presunta omosessualità.

11642 0

Dopo 6 album produzioni ricche di collaborazioni con grandi nomi della musica, Syria sceglie per il suo album, ‘Un’altra me’, i gruppi indipendenti, dai Northpole ai Blume. Canzoni raffinate, melodiche, ed intimamente malinconiche che rispecchiano una nuova Syria, matura e più profonda. Nell’album anche uno straordinario inedito di Sergio Endrigo.

Perché la scelta del titolo "Un’altra me" per il tuo nuovo album?

Sono passati 3 anni dall’uscita del mio ultimo cd, anni in cui ho avuto modo di fare esperienze nuove, conoscere gente diversa, andare in giro ed ascoltare concerti. Mi sono fatta i cavoli miei e sono riuscita a scoprire che dentro me c’era anche qualcos’altro che ancora non sapevo di essere.

Hai preso in prestito anche brani di altri artisti. Perché questa scelta?

Ho selezionato e raccolto canzoni di artisti indipendenti. Apparentemente mi sono avvicinata ad un genere musicale diverso, e la scelta delle canzoni ‘prese in prestito’ da altri gruppi è ricaduta su dei brani più poetici e meno pop. Tutto questo lavoro di selezione è stato possibile anche grazie alla sensibilità di Cesare Malfatti dei La Crus.

Nel tuo album ci sono canzoni dei Northpole, Blume, Mambassa e molti altri. Da cosa è caratterizzata la musica dei gruppi indipendenti?

Nelle loro canzoni trovo tutto molto poetico: dal modo di scrivere a quello di porsi e di raccontare le cose che a me affascina tanto. In loro ritrovo sempre un po’ di me e del mio modo di essere. È per questo che ho scelto quei gruppi.

Quanto è cambiata Syria da quando cantava "Sei tu" sul palco di Sanremo nel ’97?

Se penso ai miei esordi ho un immagine di grande tenerezza. Sono entrata in questo ambiente con tante paure, poi con il tempo ho cercato di prendere decisioni sagge e adeguate al mio modo di essere e sentire. Non rinnego nulla del mio passato, ma mai come ora mi viene voglia di guardare avanti e non indietro.

Hai ricevuto apprezzamenti anche dai temibili critici musicali…

È vero. Mi rendo conto che dopo 11 anni di carriera probabilmente ho trovato la chiave giusta. Sono tante le recensioni positive che ho letto su di me e su questo mio ultimo lavoro discografico e la cosa mi fa molto piacere.

Ho avuto l’impressione che tutto l’album sia pervaso da un filo conduttore rappresentato dalla malinconia. È così?

È vero. Nell’album c’è quella stessa malinconia che anche io stessa cerco quando scelgo ed acquisto un cd. Mi piace molto sentire racconti e melodie sentimentali.

In "Un’altra me" c’è anche l’inedita "Momenti" di Sergio Endrigo. Com’è arrivata a te questa canzone?

È stata una cosa molto strana. Si avvicinava Sanremo, mi domandavo cosa fare, se partecipare o meno. Una notte ho sognato Endrigo, che ho avuto modo di conoscere quando ero piccola, perché veniva spesso a casa mia essendo lui molto amico di mio padre. Da bambina non ho avuto modo di apprezzare la grandezza di quel signore, ovviamente non capivo. Ciò che mi è sempre rimasto impresso è l’odore forte di sigaro che lasciava in casa. Ho cercato Claudia, sua figlia, e le ho chiesto se aveva qualche canzone del padre conservata in un cassetto. È così lei mi ha fatto questo regalo meraviglioso che è "Momenti". Questa è una canzone che ho ricevuto dal cielo, perché ci sono state delle coincidenze troppo strane.

L’hai presentata a Sanremo?

Si, l’ho proposta a Baudo, che però non l’ha capita. Ma non vi mi va di fare polemiche. Mi spiace solo perché sarebbe stata un ottima opportunità di parlare e ricordare un grande artista come Sergio Endrigo.

A proposito di Sanremo, cosa ne pensi della manifestazione e della esclusione del pezzo della Bertè?

Salvo poche persone che hanno preso parte a questa manifestazione. Di Loredana Bertè non posso che dire bene, perché è una grande artista. Tuttavia mi fa una grande tenerezza, e penso che non si meriti tutto questo accanimento mediatico. È un’artista che vive in maniera troppo profonda la sua posizione. Mi fa male vedere un personaggio così importante che viene esibito perché fa audience.

Sei amica di Ivan Cotroneo, uno scrittore che ha raccontato magistralmente nel suo libro "Cronaca di un disamore" la fine di una storia omosessuale. Lo hai letto?

Certo. Una storia travolgente che mi ha emozionato. Ha descritto l’amore omosessuale in maniera molto forte, ma non mi ha colpito molto il fatto che si trattasse di una storia gay. Trovo tutto così normale, non mi piace ghettizzare, ormai l’amore omosessuale è davvero alla portata di tutti, ed io stessa vivo il mio rapporto con l’amico gay piuttosto che con l’amica lesbica con grande naturalezza. L’amore gay, non so come dire, esiste, è una realtà, è naturale e non riesco a scinderla dal resto.

Nonostante tu sia impegnata sentimentalmente con un uomo ed abbia una figlia, da anni si vocifera su tuoi presunti rapporti lesbo…

Addirittura ho sentito che qualcuno mormorava di una mia storia con Marina Rei. Devo sfatare e dire che non è vero. Il fatto che io abbia molte amiche lesbiche e molti amici gay può suscitare curiosità e far nascere idee del genere, ma sinceramente non ho questa attitudine, insomma non mi viene.

di Michele Sabia

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...