CLICHÈ GAY

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Sterotipi, illazioni, generalizzazioni. Ok, sono solo fesserie. Però 'creano' e definiscono la nostra cultura di riferimento. Meglio conoscerli allora. Tanto mica vi riguardano…

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Forse sono rigidi e obsoleti, ma i cliché aiutano a definire la nostra cultura. Che cosa sarebbe la comunità gay senza tutti quegli stereotipi più o meno simpatici con cui viene identificata? E poi mica solo i gay ce li hanno, i cliché! Pensate a cosa sono i tedeschi senza birra e wurstel o gli spagnoli senza la corrida… E se qualche etero omofobo vi prende in giro perché in casa avete tutta la discografia di Mina, fate spallucce e chiedetegli come spiega lui il fatto di essere un gran bevitore di birra, di vestirsi senza alcun gusto, di leggere solo la Gazzetta dello Sport e andare allo stadio ogni domenica! Che diamine, quando ci vuole, ci vuole…

Allora, se i cliché servono a qualcosa, è importante conoscerli. Vediamone alcuni di quelli più tipici del finocchio medio, certo che NESSUNO di noi si riconoscerà spontaneamente, ma forse sotto tortura…

. La T-shirt attillataNessun indumento è più tipico della buona vecchia magliettina striminzita. Ereditata direttamente dal look di James Dean, è uno strumento essenziale per evidenziare i bicipiti pompati in palestra. Il ‘classico’ la vuole bianca, per mettere in evidenza l’abbronzatura. Come dici? Non è ancora estate? Tesoro, mamma non ti ha detto che esistono le lampade? Ma attento: se usi l’abbronzante assicurati di esserti asciugato del tutto prima di infilarti nella tua t-shirt. Non c’è niente di più efficace delle striature giallo-arancio che interrompono il candore della magliettina per rivelare che sei davvero cheap.

2. Il taglio tatticoAnche se ora vedete in giro tutte queste creste dritte, la scelta più sicura rimane una bella rasatura dei capelli a livello 1 che trasforma ogni ragazzetto anonimo in uno stallone tenebroso e provocante. Inoltre, alcuni tratti del volto vengono evidenziati dal taglio tattico, come ad esempio una bella mascella squadrata o degli zigomi sensuali. E allo stesso tempo questo taglio aiuta a mascherare quella chiazza senza capelli che si comincia a intravedere quando si superano i trenta o i quarant’anni. Una pelata può essere molto sexy quando è nascosta con un taglio a livello 1 o una rasatura totale: pensate a Bruce Willis!

3. Una montagna di video pornoVi ricordate i tempi in cui sentivate dei brividi in tutto il corpo (ok, è vero: specialmente ‘lì’) solo sfogliando il catalogo Postal Market della mamma, ovviamente alle pagine dell’intimo maschile? L’home video negli anni ’80 ha prodotto un grande mutamento, portando nelle nostre case un esercito di maschi senza remore pronti a cimentarsi in attività “uomo a uomo” che avrebbero spedito all’altro mondo chiunque non fosse preparato a vederli. Una vera manna dal cielo! E non credete al gay che vi dice di non possedere una montagna di video porno: da qualche parte ce l’ha, solo che non vuole condividerla con voi!

4. In discoteca, come in ParadisoPensate alle prime discoteche gay della storia. Seminascoste, quasi clandestine, sono luoghi in cui ha cominciato a farsi largo il concetto stesso di divertimento per gli omosessuali. Da subito sono diventati sinonimo, anche presso gli etero, di trasgressione, follia, allegria e sfrenatezza. Oggi le discoteche gay sono capannoni enormi, visibili da tutta la città, frequentate da migliaia di persone ogni sera, ma ancora definiscono il senso del divertimento per i gay e non solo. Non dovremmo essere orgogliosi di questo?

5. Kylie, regina del popChi avrebbe mai detto che quella ragazza della porta accanto australiana con i capelli scompigliati avrebbe un giorno potuto rivaleggiare persino con Madonna alla conquista del cuore dei gay? Eppure è stata la stessa Material Girl a sancire il suo successo, portando in concerto più volte una t-shirt con il nome della Minogue. Insomma è lei che ora definisce lo spartiacque gayo del pop: chi di voi può in tutta sincerità affermare di non aver mai ballato come una pazza al suono di uno dei brani travolgenti della Kylie?

6. CruisingE’ un aspetto essenziale della nostra vita da single. E a volte anche di quella di coppia. Un tempo la cosiddetta promiscuità dei gay era indicata dagli etero bigotti per stigmatizzare la perversione del mondo gay. Ma oggi i tempi sono cambiati: il porno etero è visibile in tv facilmente, le ragazzine si vestono come delle dive del sesso, e sembra che i programmi di intrattenimento non sappiano parlare d’altro. Allora come può un etero sollevare il suo indice accusatore? Godetevi il vostro diritto al cruising finché ce la fate, purché proteggiate voi stessi e gli altri con gli opportuni accorgimenti (sì, stupidi, stiamo ancora parlando del preservativo!).

7. La mammaCosa saremmo senza di loro? Che sia un serial killer con una terribile alitosi o un caporedattore di Novella 2000, la mamma perdonerà e accetterà sempre suo figlio. Il detto secondo cui le mamme sanno sempre tutto forse ha qualcosa a che fare con un loro sesto senso, o col fatto che sono delle grandi impiccione, o semplicemente col fatto che hanno casualmente scoperto la vostra montagna di video porno. Anche i papà hanno il loro ruolo, naturalmente, sempre che non vi caccino di casa a sedici anni perché siete ‘froci’. Ma avete mai visto un gruppo di padri che ballano in una sfilata del Gay Pride? No, appunto… Grazie, mamma.

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