Nel pieno di un incontro con i Gesuiti slovacchi dal suo ultimo viaggio apostolico, Papa Francesco è tornato ad incrociare tematiche legate alla comunità LGBT. Il pontefice ha voluto riprendere in mano lo spauracchio della teoria gender, definendolo “pericolosa“, perché a suo dire “astratta rispetto alla vita concreta di una persona, come se una persona potesse decidere astrattamente a piacimento se e quando essere uomo o donna. L’astrazione per me è sempre un problema“.

Ma l’identità di genere non coincide con il sesso biologico. Gli studi di genere nati negli anni ’70 in sessuologia e sociologia rappresentano un approccio multidisciplinare e interdisciplinare allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità sessuale. Solo negli anni ’90 sono stati distorti dalla chiesa cattolica nella tristemente celebre “teoria gender“, con la convinzione che servissero a smantellare la differenza tra uomo e donna con un “progressivo distacco dalla realtà”.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Bergoglio ha poi voluto precisare che “questo non ha nulla a che fare con la questione omosessuale“, aprendo alla pastorale con le coppie gay,  ad “andare avanti nell’incontro con Cristo. Quando parlo dell’ideologia, parlo dell’idea, dell’astrazione per cui tutto è possibile, non della vita concreta delle persone e della loro situazione reale“, ha concluso il pontefice. “L’ideologia ha sempre il fascino diabolico“.

© Riproduzione riservata.