Diritti: giornalista uzbeco parla dal carcere

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Il giornalista uzbeco, Ruslan Sharipov, attualmente detenuto in prigione per aver sfidato il governo, ha potuto finalmente parlare con i giornalisti per la prima volta.

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Il giornalista uzbeco, Ruslan Sharipov, attualmente detenuto in prigione per aver sfidato il governo, ha potuto finalmente parlare con i giornalisti per la prima volta. Sharipov ha parlato ieri di come sia stato forzato a confessare colpe di sodomia e di aver avuto sesso con minori, in seguito alle torture subite dalle guardie.
Ha detto di essere innocente, e che il caso contro di lui è motivato politicamente, visione questa sostenuta da molti gruppi di difesa dei diritti umani, che affermano che il governo sta cercando di mettere a tacere Sharipov usando accuse tipiche come la pedofilia, per distrarre gli altri paesi e le organizzazioni che potrebbero essere coinvolte.
Parlando ai giornalisti dalla sua cella, Sharipov ha detto che le guardie della sua prigione lo hanno costretto a scrivere lettere in cui annunciava il suicidio e di averlo minacciato di ucciderlo se non si fosse dichiarato colpevole delle accuse contro di lui. Poi lo hanno costretto ad allontanare i suoi avvocati e amici dal tribunale, in modo che potessero condannarlo agevolmente.

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