Bohemian Rhapsody, Rami Malek riporta in vita Freddie Mercury – la gallery

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Uscirà a fine novembre Bohemian Rhapsody, biopic musicale sui Queen e sul leggendario Freddie Mercury.

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72 anni e non sentirli. Il 5 settembre di 72 anni fa nasceva una leggenda, un’icona del rock prematuramente scomparsa a causa dell’AIDS. Freddie Mercury, deceduto nel 1991 a soli 45 anni.

Il 29 novembre, dopo oltre 10 anni di lavorazione, uscirà anche nelle sale d’Italia Bohemian Rhapsody, biopic musicale sui Queen e sull’inarrivabile figura di Freddie, con Bryan Singer alla regia. Cacciato quest’ultimo a riprese quasi concluse con Dexter Fletcher in sua sostituzione, il film mostrerà la nascita della celebre band inglese, fino ad arrivare al mitologico Live Aid del 1985, quando Freddie, Bryan May, Roger Taylor e John Deacon fecero la Storia.

Ed è proprio qui, a Wembley, che si terrà l’anteprima mondiale della pellicola, il prossimo 23 ottobre, quest’oggi trainata da nuove immagini ufficiali e dall’arrivo a Roma dei suoi due indiscussi protagonisti. Rami Malek, incredibilmente somigliante a Mercury con baffoni e dentoni, e Gwilym Lee, chiamato ad interpretare il chitarrista May.

Malek ha recentemente assicurato che l’omosessualità di Freddie, così come la sua malattia, saranno ampiamente trattati all’interno del film, centrato anche sull’amore ‘platonico’ tra Mercury e Mary Austin, donna di una vita che il cantante non ha mai abbandonato. Una volta conquistata la fiducia dei veri Queen, Rami ha fatto di tutto affinché il film andasse in porto, tanto da metterci dei soldi in prima persona. L’ombra di Freddie, così ingombrante e intimidatoria, ha pesantemente segnato l’intera lavorazione, con il divo di Mr. Robot che ha studiato lezioni di canto e di piano per un anno e mezzo, imparando al dettaglio tutti i movimenti di Mercury e il suo accento.

Tutti conoscono l’aspetto macho, audace, impertinente di Freddie Mercury, così come tutti l’abbiamo visto. Ma credo che nessuno conoscesse la parte più intima di Freddie. Ho provato a cercare l’elemento attraverso il quale identificarmi con lui, con questo giovane nato a Zanzibar, scolaretto in India, tornato a Zanzibar e in fuga verso l’Inghilterra. L’immigrato che cerca la propria identità è una cosa che ci accomuna, avendo io una famiglia che viene dall’Egitto. L’essere umano alla ricerca della propria identità, anche sessuale, questo ci ha unito“.

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