È il mese del Pride e Trump apre un convegno omofobo

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Dal presidente americano un nuovo atto di disprezzo verso le persone LGBT, a quasi un anno dall'attentato di Orlando.

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Oltre il fumo delle contraddittorie dichiarazioni concilianti e di supporto, Donald Trump continua la sua campagna di alienazione dei temi LGBT dall’agenda della Casa Bianca.

Nonostante l’avvicinarsi dell’anniversario della strage di Orlando, il presidente Trump ha deciso di partecipare alla conferenza del gruppo religioso e omofobo Faith and Freedom Coalition, per la gioia del suo ultraomofobo vicepresidente Mike Pence (chiaramente anch’egli presente tra gli speaker).

L’associazione della destra religiosa si oppone al matrimonio egualitario e il suo leader Ralph Reed è noto per aver paragonato il via libera della Corte Suprema americana alla decisione presa dalla stessa quasi duecento anni prima in favore dell’abolizione della schiavitù: “Una decisione imposta perché sanno che il Paese non è con loro”.

Dopo gli anni della presidenza Obama, Donald Trump ha interrotto la proclamazione ufficiale del mese di giugno comePride Month”, con cui Washington celebrava le battaglie per l’uguaglianza condotte dalla comunità LGBT. Al suo posto l’inquilino della Casa Bianca ha preferito indicare un più virile e repubblicano “Mese nazionale della proprietà della casa”.

A rispondergli la presidente del GLAAD Sarah Kate Ellis: “Quest’amministrazione non è amica della comunità LGBT. Mentre la Casa Bianca cerca sistematicamente di cancellare le persone LGBT dal tessuto di questo Paese, in questo Pride Month dobbiamo mettere in campo ciò che sappiamo fare meglio: essere visibili e marciare per l’uguaglianza”.

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