L’EMOZIONE DEL NUDO

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Nel 1995 espone in un locale gay di Milano, poi alla libreria Babele e oggi è tra i fotografi del mensile gay "Pride". Abbiamo deciso di incontrare Raffaele...

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MILANO – Raffaele Buccomino è schivo, non appare mai. Il suo sito è eloquente: è il suo lavoro che parla per lui.
Ne è trascorso di tempo da quando, nel 1995, espose alcuni dei suoi scatti al Company, storico locale gay di Milano, tanto che oggi il fotografo ha maturato appieno quella raffinatezza che, allora, si intravedeva soltanto.

Buccomino sa catturare lo sguardo. Il fotografo non provoca, non usa artifici e non insiste sulla malizia. Cattura, con stile e semplicità, la dolcezza che nascondono gli uomini che posano per lui.
I modelli anche se nudi non paiono indifesi davanti al suo obbiettivo. Sono coscienti di essere ammirati ma il loro segreto non è nel corpo che osa mostrasi. Il loro segreto è nell’emozionante tenerezza, priva di connotazioni carnali, che esprimono. Il suo lavoro è la sintesi di una delle prospettiva sul sentimento che esprime un uomo che ammira senza timore un altro uomo. Ecco ciò che ci ha raccontato.
Come nasce la tua passione per la fotografia?
Nasce da un desiderio. Avrei voluto fermare l’attimo in cui tutto ciò che immaginavo si sarebbe potuto realizzare, per un secondo sarebbe stato solo mio, e di nessun altro.

Volevo gustare l’emozione che mi avrebbe suscitato. A 15 anni mio padre mi regalò la mia prima macchina fotografica. Ogni volta che scattavo non vedevo l’ora di poter vedere il risultato.
Che cosa fotografavi?
Iniziai a fotografare i paesaggi che mi circondavano, soprattutto i paesaggi metropolitani. Ero attirato da palazzi dimessi e dalle impalcature per le nuove costruzioni. Col tempo incominciarono ad attirarmi i volti delle persone che incrociavo per strada. Li guardavo negli occhi e cercavo di capire cosa stessero pensando rispetto all’espressione che assumevano.
Delle persone in genere o degli uomini in particolare?
Di tutti, uomini e donne.
Avresti mai immaginato di arrivare al nudo? Come ci sei arrivato?

Non pensavo sarei arrivato al nudo, prima facevo altre cose. Ci sono arrivato quasi per gioco fotografando alcuni amici. Mi resi subito conto che i loro sguardi visti attraverso l’obbiettivo catturavano tutta la mia attenzione e questo amplificava in modo eloquente la loro espressione a volte maliziosa, a volte di tenerezza.
Cosa vorresti esprimere con i tuoi scatti?
Spesso vedo che le persone sono attratte dalla fisicità a volte fine a se stessa. Preferisco l’espressività di un volto che comunica emozioni più forti di un corpo statuario. Cerco di trasmettere il sentimento attraverso l’intensità dello sguardo.
Usi modelli non abituati a posare. Raccontaci cosa accade sul set.

In verità è molto semplice. Cerco di immaginare una posa che vada bene per quel tipo di ragazzo a seconda dell’espressività che mi comunicano gli occhi. All’inizio c’è un po’ di imbarazzo, ma poi vedono che la cosa li diverte, soprattutto perché li metto a loro agio.
Oltre a fotografare il nudo spesso sei in locali e discoteche gay ad immortalare le nostre notti. Che realtà incontri?
Penso che ci siano persone che vogliono divertirsi e che vogliono incontrare altre persone, ma a volte tutto è reso difficile dall’apparire a tutti i costi, e forse questo a qualcuno spaventa.
Ma è vero che alle volte non riesci a scattare foto perché chi incontri può ‘apparire’ solo in discoteca e non su un giornale gay?

Purtroppo a volte capita proprio così, ma devo dire che ora si ha meno paura di apparire su una rivista gay. Forse qualcuno ha finalmente capito che non serve nascondersi e che essere ciò che si è fa un gran bene…
Torniamo alla fotografia. Cosa consigli a chi muove i primi passi in questo mondo?
Non credo di potermi permettere il lusso di dare consigli. Aiuta molto amare totalmente quello che si fa. E’ necessario amare l’immagine che si forma nel proprio pensiero e nella propria testa, prima di realizzarla.
Quali sono i fotografi che un aspirante deve conoscere assolutamente?
Due fotografi che ora mi piacciono molto sono: Jan Saudek e Robert Mapplethorpe. Suscitano in me delle forti emozioni.
Dicci un segreto. Come convinci i modelli a spogliarsi?
Non ci sono segreti. Comunico con loro come ci si incontra con un amico, cerco di farli sentire a loro agio e devo dire che subito si instaura un rapporto di rispetto e voglia di fare ognuno il proprio lavoro. Loro i modelli e io il fotografo.
Raffaele Buccomino cerca modelli. Per contattarlo è possibile scrivergli a raffaele.buccomino@libero.it.

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