MICHAEL JACKSON SOTTO PROCESSO

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Scontri in aula nella causa contro la popstar. Lo psicologo dà credibilità alel accuse della piccola vittima. E un testimone si accapiglia con l'avvocato del divo.

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WASHINGTON – Si mettono male le cose per Michael Jackson. Lo psicologo che per primo aveva ricevuto dal giovane accusatore della popstar la confessione delle moleste sessuali subite ha affermato oggi durante il processo, come testimone dell’accusa, che è “estremamente insolito per un ragazzo della sua età inventare abusi omosessuali di tale portata”.
Lo psicologo Stan Katz ha detto di avere svolto sessioni con il giovane accusatore e col fratello minore per determinare “se avevano subito abusi e molestie sessuali”. Katz ha sottolineato che le vittime di abusi sessuali tendono a fare dichiarazioni contraddittorie e che le loro accuse non sono facili da provare per l’assenza di prove fisiche di molestie. “In questi casi si ottengono raramente prove fisiche – ha detto lo psicologo – i palpeggiamenti non lasciano contusioni, abrasioni o seme”. Lo psicologo ha detto che “è estremamente insolito per un ragazzo della età dell’accusatore ammettere di avere avuto una relazione privata di tenore omosessuale”.
Durante il contro interrogatorio Katz ha ammesso di avere discusso con la famiglia le possibili ramificazioni di una azione legale contro Michael Jackson. In precedenza vi erano state scintille in aula al processo contro Michael Jackson. Un testimone dell’accusa, Jamie Masada, proprietario a Hollywood di un club per comici, ha avuto uno scontro verbale con l’avvocato del cantante, Thomas Mesereau Jr, perchè voleva attribuirgli cose mai dette.
Masada, l’uomo che aveva messo in contatto Jackson col bimbo malato di cancro diventato poi l’accusatore del cantante, ha tracciato un quadro positivo della madre del ragazzo raccontando che in passato la donna aveva rifiutato offerte di denaro. “Ho bisogno di amici e di preghiere non di soldi”, avrebbe detto la donna ad un misterioso benefattore.
Ma Mesereau aveva ricordato a Masada, nel contro interrogatorio, che in passato il testimone aveva parlato della brama di denaro dei genitori del ragazzo. “Non mettete nella mia bocca parole mai dette – aveva replicato, con tono risentito, Masada – Lasciamo emergere la verità”.
Sul banco dei testimoni è apparsa anche Cynthia Ann Bell, che faceva la hostess sugli aerei privati noleggiati da Jackson e che portava al cantante (che aveva paura di volare) liquidi alcolici celati in lattine di bibite. La donna ha detto di non avere mai visto il cantante dividere il contenuto alcolico delle lattine con i ragazzi che viaggiavano con lui sull’aereo.
La hostess ha detto che quella degli alcolici nella lattina era stata una sua idea. La donna ha detto di non avere mai visto Michael Jackson comportarsi in modo improprio, in aereo, con i ragazzi che viaggiavano con lui.
Uscendo dall’aula, alla fine della deposizione, la hostess ha stretto la mano al cantante.
Jackson, accusato di molestie sessuali da un minorenne, rischia una condanna a venti anni di carcere.

di Daniele Nardini

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