TROPPO AVANTI: I DISCHI DEL FUTURO

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Goldfrapp, The 6ths, Bent. Ecco le recensioni dei loro lavori, i siti web. Perché qui si scommette sul futuro della musica. Tutta da ascoltare, e ne vale la...

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"Troppo avanti". Si, perché con questo titolo vogliamo presentare (quando vale la pena) brevi recensioni di dischi forse più difficili da trovare, senz’altro particolari da ascoltare. E poi, via, cosa vuol dire difficili nell’era della grande Rete? Se non li trovate potete ordinarli in un negozio che fa importazione, comprarli via web ad Amazon, BN, FNAC, approfittare del prossimo viaggio all’estero vostro o di un amico. Essere avanti costa qualche sacrificio… sacrificio?!?

Anyway, per segnalazioni e domande, scrivetemi in tutta libertà: dark_rumi@yahoo.it

GOLDFRAPP, "FELT MOUNTAIN".

La pubblicità ruba l’anima: il disco non è ancora uscito e questa musica – ipnotica e straziante – è già colonna sonora dello spot-auto con le modelle difettose…

Sembra venire da un altro pianeta, sospesa com’è nel vuoto assoluto. "Felt mountain" è un disco altamente suggestivo: un po’ Julee Cruise/atmosfere Twin Peaks, ricorda i grandi compositori di colonne sonore (Nino Rota, John Barry… e il confronto non è esagerato). O se vogliamo riderci sopra, a me fa venire in mente quella specie di jodel con cui scappavano i marziani in Mars Attacks!.

Forse sono le immagini montanare di copertina a dirla meglio: questa musica viene dalle profondità della terra. Atmosfere sospese e sottilmente angoscianti si fondono con l’aria fresca e la natura. Come se Heidi spaventata ricantasse "Cime Tempestose" di Kate Bush senza ottimismo.

Come formazione, Goldfrapp è realmente una miniera: Alison Goldfrapp (vocalist, e autore, aveva già lavorato al primo album di Goldie) e Will Gregory (musicista) si sono scambiati musiche su cassetta per un po’ di tempo, per assicurarsi d essere sulla stessa lunghezza d’onda poi si sono chiusi 6 mesi in ritiro. Il risultato è la montagna interiore, Felt Mountain. www.mute.com/goldfrapp

THE 6THS, "HYACINTHS AND THISTLES".

E’ uno dei nomi con cui incide Stephin Merritt, uno tra i migliori autori della scena indipendente americana, ancora poco conosciuto da noi. Come Pessoa, l’instancabile Merritt cambia nome (ad es. Future Bible Heroes, Magnetic Fields, Gothic Archies) a seconda dello spirito e dell’intenzione. E coln l’alias The 6ths – scelto apposta per essere difficile da memorizzare e pronunciare, darling! – l’immodesto chiede ad altri artisti di cantare le sue canzoni e fargli un tributo.

CHE TRIBUTO, QUEST’ALBUM! La trasognata Sarah Cracknell dei Saint Etienne, Gary Numan (sì, proprio lui a fare rima tra sailor -marinaio- ed Elizabeth Taylor ), Marc Almond in versione hawaiana, un Momus che scioglie il cuore, la folksinger Odetta con quella voce a sabbie mobili… ciascuno interpreta una canzone di malinconia diffusa e non sottomessa. Come il titolo predice, "giacinti e cardi" cioè rose e spine, canzoni sulle difficoltà d’amore (come nel precedente triplo CD "69 love songs"). L’amore va, viene, si ferma, ce lo ricordiamo, è una maledizione, ritorna, è una benedizione.

Merritt è uno scrittore di mano felice che ha deciso di aggiungere la musica ai suoi ritratti, come Noel Coward o Cole Porter… finalmente "out and proud". Felicemente dichiarato, i suoi diritti editoriali sono rappresentati da una società che si chiama "Gay and Loud". C’è una canzone "Just like a movie star" dove un uomo implora amore a un altro uomo, dicendogli che è bello come James Dean e lui vuole esser protetto come Sal Mineo. A voi la scoperta: per un lungo caldo inverno d’amore, questo disco ha tutto le sfumature per arrivare a maggio (può servire anche come richiamo).www.houseoftomorrow.com sthephinsongs.wiw.org

BENT, "PROGRAMMED TO LOVE".

Che bello, non trovare le parole per definire un disco!!! (la musica dovrebbe esistere per togliere le parole, o no?) Il duo inglese Bent, partito con la meravigliosa "I love my man" in molte compilation lounge, tip-hop, neo-ambient, presenta oggi "Programmed to love", album che scappa ad ogni tentativo di incasellamento. A differenza di Goldfrapp, qui mancano addirittura i paragoni possibili.

Qualcosa del passato può vagamente essere associato, ma non per la musica, quanto per atteggiamento verso la vita: gli Air, Gentle People, Candyflip, i primi Pink Floyd, o King Crimson il country più intimista…

Indifeso, educato, lirico, ricco di fantasia, "Programmed to love" è un album di petali, di sussurri che diventano protagonisti. Cowboys dell’anima, persone capaci di cogliere lo straordinario della vita quotidiana, con titoli surreali, buffi, prepotentemente evocativi "Cicloni in amore", "Ali di cioccolato", "Roccia sbagliata", "Pedone invisibile"… Ti metti a tuo agio, e sembra di ascoltare un disco realizzato da due amici che finalmente che l’hanno fatta, e pure bene!

E poi, quel nome da froci per un gruppo che non lo è!!! "Bent" è uno nomignolo spregiativo per chiamare gli omosessuali, titolo di una famosa pièce teatrale qualche anno fa sull’amore nei campi di concentramento. Nel loro sito i due Bent dicono "il nostro nome non ha nessuna implicazione gay, lo abbiamo scelto perché è un ricordo d’infanzia… anche se adesso cominciamo ad accorgerci che ce l’ha…") Che bella, la vita presa con un sorriso. www.bent-world.com

di Paolo Rumi

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