Astoria Vini: l’azienda che sostiene il Treviso Pride e riceve minacce omofobe non si lascia intimidire!

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L'azienda, leader nel settore, ha sostenuto il Pride nonostante le minacce: ecco perché.

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Ci aveva incuriosito la vicenda che ha coinvolto Astoria, azienda trevigiana leader nel settore vitivinicolo, durante il Treviso Pride. Main sponsor dell’evento, il marchio aveva ricevuto una lettera minatoria anonima, firmata “I Normali” (LEGGI >): in un italiano contorto e poco comprensibile la lettera critica l’azienda che figura come uno degli sponsor principali dell’imminente manifestazione del Pride. Sulla loro pagina Facebook quelli dell’Astoria hanno messo le cose in chiaro: “in Astoria non dividiamo il mondo in “normali” o ‘particolari’, ma in singole persone, con nome e cognome, da rispettare sempre e comunque anche quando hanno comportamenti, colore, cultura diversi dalla nostra”.

“Condividiamo questa lettera che ci è arrivata in azienda, per ribadire, a chi non l’avesse capito,
che in Astoria non…

Pubblicato da Astoria Wines su Mercoledì 15 giugno 2016

Un gesto importante, soprattutto se inserito nel contesto retrogrado e discriminatorio che pervade la provincia di Treviso. Abbiamo deciso di saperne di più dei principi di quest’azienda e abbiamo intervistato la responsabile Marketing e Comunicazione del marchio, Carlotta Polegato.

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Astoria, un’azienda “storica” e legata ad una produzione tradizionale come quella enologica partecipa al Pride di Treviso della scorsa estate, una città con pochissima vita associativa gay friendly: più unico che raro. Com’è nata questa iniziativa?

Astoria da sempre sostiene l’uguaglianza e di parità dei diritti. Avevamo già sostenuto il primo Pride di Venezia: quando è stato confermato il Treviso Pride ci sembrava doveroso esserci. Come azienda del territorio il legame con la manifestazione e con le persone che lo organizzavano era ancora più forte. Dopo il Pride c’è stato il supporto al Gay Wedding di Roma – primo evento del settore wedding Lgbt-oriented, manifestazione che ha riscontrato un grande successo.

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Avete persino subito un attacco omofobo per questo, puoi dirci cosa è successo?

È arrivata una lettera anonima nel nostro Store il cui significato era del tutto illogico: i “normali” (così si sono firmati), avendo saputo che Astoria sosteneva e promuoveva il Treviso Pride, criticavano la nostra iniziativa a tal punto da mettere in discussione l’acquisto dei nostri prodotti.

Astoria non è attiva solamente nel mondo LGBT. Quali altre iniziative a sfondo sociale supportate?

Sono ormai tanti anni che Astoria si impegna nel mondo del sociale: questo perché abbiamo fatto dell’impegno per l’uguaglianza e i diritti la nostra filosofia. Oserei dire che Astoria i valori di uguaglianza ce li ha nel Dna: lo slogan della nostra azienda è “I have a dream”, famosa frase di Martin Luther King. Uno dei nostri tanti impegni infatti è la lotta al razzismo, portato avanti col consolidato sostegno al Festival Ritmi e Danze dal Mondo e al Festival del Cinema Africano. Altre iniziative sono le collaborazioni continue con la Nave Ospedale, che opera sulla costa Pacifica colombiana, con Ivan Cordoba per il sostegno alle sue raccolte fondi e con Onlus umanitarie.

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È curioso il fatto che un’azienda dell’area del Montello, nel profondo Veneto, abbia questa filosofia davvero innovativa: cosa ne pensano i dipendenti, fornitori etc.?

I nostri collaboratori sono entusiasti dell’operato dell’azienda e piano piano si sono riconosciuti nella filosofia aziendale. Ciò ci permette di essere un gruppo che crede in quello che fa. Questo poi ci conferisce un plus anche a livello comunicativo: molti clienti e fornitori ci apprezzano proprio per questo.

Avete mai avuto reazioni particolari da altre aziende come la vostra per le vostre iniziative di comunicazione?

Abbiamo riscontrato una forte solidarietà da parte di alcune aziende nel territorio, ma rimaniamo l’unica azienda che persegue con orgoglio questa strada.

Praticate anche diversity management all’interno dell’azienda?

Sì ed è tra le nostre priorità implementarle: il diversity management è fondamentale per dare concretezza alle nostre idee e ai nostri valori.

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Veniamo ai vostri prodotti, ve lo siete meritati: qual’è il prodotto di punta? E in cosa si differenziano le vostre linee di prodotto?

Ci troviamo nel cuore della zona del Prosecco Superiore DOCG, per cui il nostro core business sono le bollicine del Prosecco DOCG Millesimato nella versione Extra Dry e Brut e il Marzemino passito di Refrontolo DOCG. Ma a raggiungere i maggiori riconoscimenti quest’anno è l’Arzanà Cartizze DOCG della casa trevigiana, che si conferma il più amato dai sommelier grazie al suo gusto morbido, agli aromi di fiori bianchi, pera, pesca, con un finale agrumato. Dopo aver ottenuto il massimo punteggio, 4 rosoni, in “Venetia” (la guida dei sommelier del Veneto), anche la Fondazione Italiana Sommelier lo inserisce nella nuova edizione di Bibenda, valutandolo tra i migliori spumanti d’Italia, e assegnandogli, unico tra i DOC e DOCG, il valore massimo di 5 grappoli, simbolo dei vini eccellenti.

Quali sono i vostri prossimi appuntamenti o eventi a sfondo sociale?

Il prossimo evento che stiamo organizzando è  Capodanno 32, la notte “INpossibile” 2017, insieme a Ritmi e Danze dal Mondo con spettacoli, danze etniche e contenuti culturali.

Per un matrimonio o una unione civile: meglio champagne o prosecco?

Non vorrei sembrare sciovinista, ma credo che un bel calice di Prosecco si adatti a tutti i gusti e possa accompagnare tutte le portate, dall’aperitivo al dolce. Per cui… assolutamente Prosecco!

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