Sorrento Pride 2019: il Comune è pronto a concedere il patrocinio alla parata

Significativa la decisione del sindaco, dopo la negazione del chiostro a un’unione civile, nel 2018.

Ieri mattina, il sindaco di Sorrento Giovanni Cuomo ha incontrato una delegazione dell’associazione “Pride Vesuvio Rainbow” e del collettivo “Buonvento tra le Costiere” per decidere assieme quale collaborazione potrebbe nascere tra gli organizzatori del Sorrento Pride 2019 e il Comune. Da parte del Primo Cittadino c’è la buona volontà di concedere prima di tutto il patrocinio dal punto di vista morale. Ma anche di fornire tutto l’appoggio tecnico-logistico che la parata per l’orgoglio richiederà per svolgersi in totale sicurezza.

Quasi certo quindi il sostegno del Comune, che apre così il dialogo istituzionale tra organizzatori e Comune. Il Sorrento Pride 2019 è un evento importante, poiché è la prima volta che la comunità LGBT sfilerà in questa zona. Inoltre, sarà la parata che chiuderà l’Ondapride 2019 in Italia: la manifestazione ha scelto come data il 14 settembre. Apprezzata anche la svolta del sindaco e di tutta l’amministrazione, dando quindi l’immagine di una Sorrento gay-friendly E con un buon riscontro anche dal punto di vista del turismo LGBT.

Il Sorrento Pride rivendica lo scandalo del chiostro negato

La svolta del sindaco Cuomo è stata apprezzata anche in risposta a quanto successo lo scorso anno. In quell’occasione la coppia gay che intendeva celebrare la propria unione civile al chiostro di San Francesco ha ricevuto un secco no, nonostante la location fosse disponibile e da sempre considerata come un luogo dove si possono celebrare i matrimoni civili. A maggio del 2018, fu lo stesso sindaco a negare l’autorizzazione, in quanto il chiostro si trovava accanto a un monastero francescano, e il Comune non trovava opportuno celebrare in quel luogo l’unione civile.

A seguito della denuncia, a metà maggio si è tenuto un flash mob proprio nel chiostro del monastero. La manifestazione pacifica ha visto oltre 200 persone protestare contro la decisione del sindaco. Durante il flash mob c’erano stati baci tra coppie dello stesso sesso e unioni civili simboliche.