Venezia 76: Il Queer Lion Award 2019 va a ‘El Príncipe’ di Sebastián Muñoz

La vita carceraria per un prigioniero gay: il regista Sebastián Muñoz ha saputo trasmettere la vera sofferenza di quegli anni in Cile.

Il 13esimo Queer Lion Award, il premio collaterale di Venezia 76, è stato assegnato al film “El Príncipe” di Sebastián Muñoz (Cile, Argentina, Belgio). Ecco parte del comunicato della giuria, che motiva così la sua decisione:

El Príncipe è un accorato spaccato della vita in una prigione cilena, alla vigilia dell’ascesa al potere di Allende nel 1970, nel quale gli intensi rapporti emotivi tra prigionieri fanno da contrappunto alla selvaggia brutalità della vita carceraria.

Guidato da un eccezionale Alfredo Castro, l’eccellente cast offre interpretazioni emozionanti partendo dalla potenza di una sceneggiatura, in grado di trasmettere la paradossale accettazione di affetti gay in ambito carcerario, in un periodo nel quale ciò non era socialmente accettabile.

Il debutto alla regia di Sebastián Muñoz è un’esplorazione, audace e dalla forte carica erotica, della storia recente che mette a nudo un’anima di inattesa tenerezza.

Il Queer Lion Award verrà consegnato al regista Sebastián Muñoz, venerdì 6 settembre, ore 18:00, presso lo spazio Italian Pavilion, Sala Tropicana, Hotel Excelsior.

La giuria era composta da:

  • Brian Robinson (Regno Unito – British Film Institute)
  • Giacomo S. Pistolato (Italia – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)
  • Federico Boni (Italia – scrittore, giornalista, critico)

I film in concorso erano in tutto 9:

  • El Príncipe di Sebastián Muñoz (Cile, Argentina, Belgio)
  • Rialto di Peter Mackie Burns (Regno Unito, Irlanda)
  • House of Cardin di P. David Ebersole, Todd Hughes (Usa, Francia)
  • Bombay Rose di Gitanjali Rao (Regno Unito, India, Francia, Qatar)
  • Moffie di Oliver Hermanus (Sud Africa, Regno Unito)
  • Barn di Dag Johan Haugerud (Norvegia, Svezia)
  • Lingua Franca di Isabel Sandoval (Usa, Filippine)
  • Psykosia di Marie Grahtø (Danimarca, Finlandia)
  • Ema di Pablo Larraín (Cile)