Claudia Zanella: “Fate come me e avrete una vita migliore”

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Claudia Zanella parla della sua scelta di vita e spiega, passo passo, quello che tutti dovremmo fare per vivere in un mondo migliore.

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Sapevate che l’industria del bestiame è responsabile della deforestazione amazzonica e del 18% delle emissioni totali di gas serra nell’atmosfera? E che per produrre un solo chilo di carne bovina, vengono utilizzati più di quindicimila litri d’acqua, mentre ogni giorno muoiono più di cinquemila bambini per malattie connesse alla mancanza di acqua potabile? E che un terzo dei cereali che vengono prodotti nel mondo è destinato agli animali da allevamento e che se questi cereali fossero donati agli uomini potrebbero sfamare più di tre miliardi di persone? Ecco a far chiarezza su questo tema arriva in tutte le librerie digitali e non, l’attrice, nonché naturopata scientifica, Claudia Zanella con il libro ‘Meglio un giorno da vegana’. Una perfetta guida da avere sempre a portare di mano per sapere se quello che state per ingerire, vegetale e non, farà bene a voi e al mondo che vi circonda.

Per amor di battuta: ‘Meglio un giorno da vegana’ che un giorno da?

(Ride, ndr) Che cento da onnivora! Il detto meglio un giorno da lupo, che cento da pecora, mi ha sempre divertito ed è così che è nato il titolo del mio libro.

Cosa ti ha spinta a cambiare così drasticamente vita: da onnivora a vegana?

In verità non è stato così drastico come si può immaginare. È successo circa dodici anni fa, mentre ero a Trastevere dopo aver girato un film. Avevo una fame incredibile ed era tutto chiuso, tranne un piccolo ristorante macrobiotico/vegano. Io, detto tra noi, non sapevo neanche cosa significassero quei due termini, ma essendo l’unico posto aperto a quell’ora entrai senza starci a pensare troppo. Dentro trovai la proprietaria che, tra un piatto e l’altro, mi iniziò a parlare del perché delle sue scelte e lì mi resi conto che non sapevo davvero nulla di alimentazione. E da quel momento, oltre ad appassionarmi a questa materia, iniziai il mio percorso di transizione: da macrobiotica a vegetariana fino a diventare vegana. 

E perché hai deciso di portare la tua passione in libreria?

Perché dopo più di dieci anni di studio, su uno stile di vita sano, mi sembrava giusto condividere il verbo e perché ho provato a rispondere, una volta per tutte, alle domande che ricevo da anni. Per ora ho pensato ad un libro, ma chissà che un domani non arrivi, magari, un format televisivo interamente dedicato all’alimentazione. 

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Cosa rispondi a chi dice che essere vegani, oramai, è una moda?

Al di là che non lo è, cosa vuoi che ti dica? Ci sono così tante mode deleterie in giro, che almeno questa non sarebbe affatto una brutta moda, anzi. Se un individuo diventasse vegano, anche per un solo anno, sai quanti animali salverebbe?

Non noti una certa lotta interna tra vegani e vegetariani?

Questa lotta la trovo solo nei vegani estremisti che io, solitamente, detesto. Quando mi confronto con loro, talvolta, mi verrebbe voglia di non esserlo più e prima o poi, se continuano così, ci riusciranno. 

Ma qual è il loro problema nei confronti dei vegetariani?

Secondo loro i vegetariani non fanno abbastanza! Mangiando uova e latticini usufruiscono di prodotti alimentari che vengono da sofferenze animali. 

E tu non condividi la loro tesi?

In parte, ma essere vegetariani è già un piccolo traguardo rispetto a chi mangia animali.

Nel tuo libro spieghi l’importanza di avere un’alimentazione sana e un atteggiamento mentale sempre positivo. Ma come si fa ad averlo se tutto va nel verso sbagliato?

Ci sono momenti così per tutti e sarebbe anormale non averne. E  quando tutto va nel verso sbagliato ci sono solo due possibilità: o si resta a casa, a deprimersi, o si cerca di trovare a tutti i costi una soluzione. Anche nella situazione più brutta, c’è sempre una possibilità di cambiamento. Tanti anni fa avevo una visione più negativa, mentre oggi con tanto impegno vedo sempre una piccola luce anche in un tunnel buio. 

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Lo yoga può esser d’aiuto?

Scherzi? Fondamentale! È una disciplina orientale antichissima, basata sui movimenti del corpo e sulla respirazione controllata. Praticando Yoga, oltre al discorso fisico, ci si può calmare e si possono ‘sfiammare’ le nostre cellule.  

Sempre nel libro parli anche dell’importanza di piccole eccezioni alimentari. Ma quante possono essere, ad esempio, in un mese?

Almeno una a settimana, soprattutto per chi mangia sempre bene, altrimenti sai che noia? Ovviamente parlo non di cibi animali, ma magari di pizza e patatine fritte.

Quali sono tre alimenti che non dovrebbero assolutamente mancare nelle nostre cucine?

Riso integrale, considerato dalla cucina macrobiotica una medicina vera e propria, l’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, ricco di Omega 9, e le noci.

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