Arcigay apre i giochi per eleggere presidente e segretario

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Due diversi documenti dovranno convincere i delegati della più grande associazione gay d'Italia ad eleggere un nuovo presidente o a confermare quello che uscì vincitore nemmeno tre anni...

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Si avvicina il XIV congresso nazionale di Arcigay, che si svolgerà a Ferrara dal 23 al 25 Novembre, e i candidati alla carica di di segretario e presidente hanno affidato alla rete i testi delle due mozioni che dovranno convincere i delegati inviati dai circoli di tutta Italia a votarli.

A sfidarsi sono il presidente uscente Paolo Patané con Paolo Ferigo – "Liberiamo l’Eguaglianza", è il titolo del loro documento programmatico – ed il presidente del circolo di Ferrara Flavio Romani insieme a Michele Breviglieri – "Uguaglianza e Libertà" è invece il nome della loro mozione -.

L’arrivo all’appuntamento congressuale con tre mesi di anticipo rispetto alla normale scadenza triennale del mandato (il XIII congresso a Perugia si era svolto nel febbraio del 2010) è solo uno dei diversi sintomi della crisi che pare stia attraversando l’associazione. Sembrano essersene accorti i candidati dirigenti che declinano in maniera piuttosto differente l’antidoto necessario per vedere la nascita dell’Arcigay del futuro.

Da una parte, nella mozione di Patané si legge un’attenta analisi della complessa situazione politica generale, dalla quale evidentemente le questioni LGBT non possono prescindere, oltre alla difesa delle scelte, dell’operato e dei risultati ottenuti da Arcigay in questi ultimi tre anni. Patanè ricorda, ad esempio, la linea tenuta ferma sull’indipendenza dai partiti, quella della rivendicazione del matrimonio gay, senza però tralasciare gli obiettivi già conseguiti come Europride 2011 ed i progetti e le iniziative in collaborazione con l’Unar e con Ilga Europe.

Dall’altra, il testo della mozione che fa capo a Romani si fa interprete di una richiesta di riforma profonda dell’associazione che secondo alcuni avrebbe smesso di essere rappresentativa ed incisiva, finendo in certi casi per essere addirittura marginale. Le proposte da mettere immediatamente in atto comprenderebbero una profonda revisione della struttura associativa, del rapporto fra segreteria e singoli circoli, ed il recupero dello spirito di network dell’associazione. Impossibile non leggere in queste proposte una chiara stoccata all’avversario rispetto ai pesanti dissidi fra dirigenza nazionale ed il circolo romano.

Fare delle previsioni su quale delle due squadre vincerà la partita non è semplice. Dalla lista dei sostenitori delle mozioni, sembrerebbe emergere un Paolo Patané con un consenso meno marcato rispetto al congresso di Perugia nel 2010 dal quale uscì presidente. Certamente i dissidi interni e lo scontro frontale con la dirigenza del circolo romano e con l’allora presidente Fabrizio Marrazzo, espulso e poi reintegrato nel suo ruolo di socio e consigliere nazionale dal Tribunale Civile di Bologna, non sembrano agevolare la rielezione. Nel campo degli sfidanti, se si confrontano gli attuali sostenitori con quelli che tre anni fa sfidarono Patanè, il risultato sembra essere la perdita del sostegno di diversi circoli del centro-nord che in passato avevano sostenuto la mozione oggi di minoranza.

Non resta dunque che aspettare novembre per scoprire se i delegati decideranno di confermare la fiducia al presidente uscente o di scegliere la strada del più radicale cambiamento.

di Andrea Contieri

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