PEDOFILIA: DALLA PARTE DEI RAGAZZI

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Intervista a Maria Corbi, giornalista a contatto con le vittime dei pedofili.

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Maria Corbi è giornalista romana de La Stampa e per il quotidiano torinese sta seguendo con altri la vicenda del giro di prostituzione minorile e pedofilia scoperto a Roma. Ha intervistato molti dei ragazzini coinvolti nell’inchiesta e quindi, più di altri, ha il polso della situazione "dalla parte dei più deboli".

Maria, che cosa sta venendo fuori in questa inchiesta?

Il quadro di questa inchiesta è un vasto giro di ragazzini coinvolti in una storia di prostituzione minorile. Ci sono stati, però, dei casi in cui questi ragazzi e ragazzini erano minori di quattordici anni, per cui il reato è quello di pedofilia. Comunque si tratta di un quadro gravissimo, di ragazzini con una situazinoe economica e culturale di assoluto disagio alle spalle, e che quindi sono facile preda di una serie di personaggi senza scrupoli che per poche lire (hanno scritto 800.000 lire, ma in realtà i ragazzi con cui ho parlato hanno detto che molte volte erano 50 o 100.000 lire) vengono sfruttati sessualmente. Ora, è chiaro che se anche alcuni di loro dichiarano di essere omosessuali, questo non vuol dire che debbano essere sfruttati: l’automatismo è ridicolo.

Si è parlato di persone che al tempo di questa vicenda erano tutte sotto i sedici anni…

Erano tutti sotto i sedici anni, e alcuni sotto i quattordici. Come il primo di questi ragazzi, quello che noi abbiamo chiamato Giorgio, che è stato quello violentato da Roberto Marino, anche se lui dice che non è stato affatto violentato… L’accusa però in questo caso è violenza sessuale: il fatto che il ragazzo dica di non aver subito violenza, per la legge è assolutamente irrilevante, perché sotto i quattordici anni c’è comunque presunzione di violenza. E la verità è che questi che ora sono in galera, hanno sfruttato questi ragazzi: se poi questa fosse davvero un’organizzazione terroristica, o se semplicemente fossero dei folli che amavano andare su internet e raccogliere materiale sui siti pedofili, come dicono i loro avvocati, questo lo svelerà l’inchiesta.

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