Torre del Lago: l’Idv presenta interrogazione a Maroni

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Per l'assessore al Turismo i locali gay di Torre del Lago sono "un segmento fondamentale" e il presidente Rossi chiede alle autorità locali di intervenire sul territorio. Arcigay...

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Continua a tenere banco la querelle tra l’amministrazione comunale di Viareggio e il Consorzio Friendly Versilia che ha subìto, dallo scorso week end e per 15 giorni, la chiusura di due dei suoi locali di maggior richiamo sulla Marina di Torre del Lago, locali che secondo l’assessore regionale al Turismo Cristina Scaletti (Idv) "per la Toscana tutta rappresentano un segmento fondamentale: è importante che si riesca a parlare dell’attuale situazione che li riguarda e delle valenze che questi locali rivestono; è importante trovare il modo per riuscire a convivere tutti".

"Non è immaginabile che la situazione di grave marginalità sociale di un quartiere vittima del degrado e sempre più in mano ai cartelli della droga, venga imputata ai locali gay e alla movida lgbt, che anzi rappresentano un’importante peculiarità e ricchezza del territorio – ha dichiarato il segretario dell’Idv Toscana Fabio Evangelisti annunciando un’interrogazione parlamentare in merito -. Tagliare le gambe agli storici locali gay di Torre del Lago – commenta Evangelisti – non è una soluzione, anzi è la strada maestra per aggravare un problema che niente ha a che vedere con la comunità omosessuale ma è strettamente legato al traffico di stupefacenti. La riduzione degli orari di apertura e, addirittura, la chiusura per due settimane di due locali rappresentano un duro colpo per la vita economica e sociale di Torre del Lago, che anzi andrebbe valorizzata nelle sue peculiarità e difesa da questa situazione non più tollerabile".

"Come altrettanto assurda – aggiunge Evangelisti – è la richiesta di aprire un Cie avanzata al Governatore Rossi dal Sindaco di Viareggio Lunardini. Stiamo scherzando? Noi di Italia dei Valori siamo da sempre contrari al Cie, in Toscana come nel resto del Paese, perché siamo convinti che non rappresentino né una soluzione né un tampone per i fenomeni migratori italiani”.

“In questo clima esasperato – conclude Evangelisti – è del tutto evidente che l’unico vero problema è legato alla sicurezza, sia essa indistintamente dei turisti, dei versiliesi, dei gay e degli immigrati. E i problemi di sicurezza non si risolvono certo con crociate omofobe o xenofobe".

Nell’interrogazione Evangelisti, dopo avere esposto i fatti di quest’estate e le frequenti denunce della comunità lgbt locale, si rivolge a Maroni chiedendo: "se sia a conoscenza delle problematiche esposte in premessa; se condivide quanto asserito dal Questore nell’ordinanza di sospensione delle licenze dei locali Mamamia e Stupida e se tali affermazioni siano suffragate da prove; se non ritenga nell’immediato di voler rafforzare la presenza delle forze dell’ordine per un più efficace controllo del territorio; se non ritenga di voler favorire l’apertura presso il ministero interrogato di un tavolo che porti a una soluzione condivisa e razionale rispetto a quanto da tempo accade in Versilia e per un intervento rapido potrebbe portare a una soluzione che punisca i delinquenti e che garantisca a turisti (e non) il diritto al divertimento, con le importanti ricadute economiche sulla Versilia".  

L’apertura di un tavolo presso il ministero viene chiesta anche da Arcigay che in una nota chiede al governatore Rossi di fare da tramite con Maroni proprio per l’istituzione di un tavolo "che dia risposte sensate al problema. Un intervento rapido potrebbe portare ad una soluzione che punisca i delinquenti e che garantisca a turisti (e non) il diritto al divertimento, con le importanti ricadute economiche sulla Versilia che conosciamo".

E in attesa dell’incontro convocato per il 30 dall’assessore Scaletti a cui sono stati invitati il sindaco di Viareggio Luca Lunardini (Pdl), il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli (Pd), il Prefetto Alessio Giuffrida e il Consorzio Friendly Versilia, oggi il presidente della Regione Enrico Rossi (Pd) ha risposto alla richiesta di apertura di un Cie da parte di Lunardini. "Il sindaco dovrebbe sapere che non è la Regione che può decidere di aprire un Cie. Può farlo solo il Ministero dell’Interno – scrive Rossi -. Inoltre il sindaco, per essere pienamente coerente con questa richiesta, dovrebbe, nello stesso tempo, dichiararsi disponibile ad ospitare il Cie all’interno del proprio territorio comunale. D’altra parte le mie opinioni sui Cie sono note". "Nell’area di Torre del Lago sembrerebbe attecchita un’attività illegale che vede protagonisti immigrati e mafia per il controllo sia dello spaccio di droghe che dell’abusivismo – continua il presidente -. Quindi, se qui si commettono reati si intensifichino controlli e attività repressiva, si individuino i responsabili e poi si proceda con l’arresto, come previsto dalla legge. Per fare questo non è necessario un Cie". 

"Ciò che serve a Torre del Lago – sottolinea Rossi – è ripristinare la legalità e l’ordine pubblico, con una attenta e seria iniziativa delle forze dell’ordine in grado di intensificare i controlli, individuare eventuali reati e responsabilità. Attività che chiamano in causa precise competenze dello Stato e delle forze dell’ordine presenti sul territorio. Naturalmente anche la Regione può contribuire e fare la sua parte, con gli strumenti, pur limitati, di cui dispone". Il riferimento di Rossi è alla riunione convocata dall’assessore Scaletti, ma il presidente non esclude altri tipi di interventi. Rossi conclude: "Non vorremmo, infine, che questa vicenda assumesse caratteri di una discriminazione verso un luogo aperto e tollerante come quello di Torre del Lago".

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