Asti Pride: prima parata per la città piemontese

Sabato 6 luglio ci sarà anche Asti a festeggiare. Innumerevoli i commenti omofobi che hanno accompagnato l’organizzazione della parata.

Per la prima volta, la città di Asti ospiterà il suo gay pride. Organizzato per sabato 6 luglio, sono attese 4.000 persone e l’appuntamento è fissato alle ore 16:00 da piazza Campo del Palio. L’organizzazione dell’Asti Pride però non è stata facile. Nonostante il benestare del Comune che ha dato il patrocinio, sono stati infiniti i commenti di stampo omofobo che hanno investito la manifestazione. Lo sa bene Patrizio Onori, uno degli organizzatori della parata, il quale ha spiegato che:

gli insulti e le manifestazioni di intolleranza ci pongono davanti a due sentimenti contrastanti. Da una parte ci dispiace l’odio che viene riversato sui social, dall’altra la stessa intolleranza ci sprona a continuare il percorso fatto. 

Ma gli insulti hanno un risvolto positivo, almeno in parte. Quando una persona, estranea alla comunità LGBT+, si chiede perché organizzare un pride, mostrare le offese ricevute sono la migliore risposta che si può dare.

L’obiettivo dell’Asti Pride

Patrizio Onori, spiega che l’Asti Pride sarà anche una manifestazione dalla connotazione politica, perché le 4.000 persone attese marceranno per dei diritti oggi negati ma garantiti dalla nostra Costituzione. Il pride difatti chiede

un pieno riconoscimento di quanto previsto agli articoli 2 e 3 della Costituzione. Non siamo partitici, ma se ci saranno messaggi contro alcuni esponenti dell’attuale panorama politico è perché sono nostri avversari per quanto riguarda i riconoscimenti dei nostri diritti. All’epoca ci battemmo anche contro la senatrice Binetti, del PD. 

Dalla parte del pride anche Giovanni Boccia, presidente del Consiglio Comunale di Asti, il quale appoggia la manifestazione nonostante non condivida alcune sigle che saranno presenti. Il presidente Boccia, in una lettera inviata al direttore di Atnews.it, condivide e sostiene il patrocinio del Comune, oltre a un personale appoggio alla manifestazione, critica i “leoni da tastiera” che da dietro uno schermo di un computer o di uno smartphone hanno lanciato commenti indicibili sull’appuntamento di sabato, come già reso noto.

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