Malta: gay a rischio licenziamento in scuole cattoliche

Il sindacato degli insegnanti di Malta ha denunciato alla stampa dell’isola di essere dovuto intervenire varie volte per evitare che istituti religiosi licenziassero insegnanti omosessuali.

LA VALLETTA – Almeno quattro volte negli ultimi cinque anni il sindacato degli insegnanti di Malta è dovuto intervenire per preservare il posto di lavoro a degli insegnanti omosessuali che rischiavano di venire licenziati da scuole cattoliche. Lo ha rivelato il presidente del sindacato stesso John Bencini alla testata giornalistica Malta Today. Da quanto emerso pare che i più razzisti e omofobi fossero non tanto i dirigenti degli istituti stessi quanto piuttosto i genitori degli alunni, che avrebbero fatto pressioni presso le scuole affinché si liberassero dei professori ‘sgraditi’. In particolare in uno dei casi l’insegnante sarebbe stato anche insultato dagli studenti stessi con scritte offensive sulla lavagna. Bencini, secondo cui l’orientamento sessuale di ogni docente è un fatto privato che non deve interferire sul suo lavoro, afferma che casi simili non si sono mai verificati in scuole pubbliche. In tutti e quattro i casi di cui si è occupato il MUT (Malta Union of Teachers) il posto di lavoro è stato infine mantenuto. Secondo Bencini in un altro caso a rischiare il licenziamento sarebbe stata una professoressa, in quanto sposatasi con un uomo di fede musulmana.

A seguito della rivelazione all’opinione pubblica di queste vicende è intervenuto Dominic Scerri, delegato dall’Arcivescovo per le scuole cattoliche, il quale ha chiesto al sindacalista di fornire i nomi dei quattro istituti cattolici nei quali si sarebbero verificati questi fatti, in modo da potersi occupare personalmente del caso. Scerri ha affermato di non sapere niente di tutto ciò e ha poi aggiunto: «Non abbiamo linee guida sugli insegnanti riguardo al loro orientamento sessuale. Non interferiamo nelle loro vite private. Richiediamo solamente che siano consapevoli di insegnare in scuole cattoliche e che il loro comportamento sia, come richiesto, appropriato.» Precisazione comprensibile ma anche un po’ tendenziosa, dal momento che il “comportamento appropriato” del corpo insegnante in una scuola si presuppone sia un requisito per tutti i docenti, etero o omosessuali che siano. Solo che, a quanto è dato sapere, nessun insegnante eterosessuale ha mai rischiato di perdere il posto per via del proprio orientamento sessuale… (Roberto Taddeucci)

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