Le 10 divinità indiane più gender fluid

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Krishna, Agni, Vishnu, Arjuna e gli altri: ecco gli dei e le dee che rappresentano il mondo LGBT nella cultura indiana.

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Il pantheon indiano brulica di divinità maschili femminili ma anche gender fluid. Nei miti e nelle leggende dell’India non è raro imbattersi in divinità che mutano il loro aspetto transitando da un genere all’altro o che comunque intrattengono rapporti creativi e liberi con l’identità di genere. Ecco le 10 più interessanti.

Shiva and Parvati

Il grandi dio Shiva, soprattutto nei tempi antichi, veniva rappresentato anche come essere androgino, frutto della combinazione di Shiva e di sua moglie, Parvati. La fusione sarebbe nata dal desiderio di Parvati di condividere l’esperienza di Shiva. Questa speciale incarnazione di Shiva – che si chiama Ardhanarishvara – altre volte è raffigurata con Shiva da un lato e Parvati dall’altro.

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Arjuna

Il celebre protagonista della Baghavad Gita, Arjuna passa un anno in esilio, condannato a vivere per quell’anno con le sembianze di una donna. Con il nome di Brihannala, si dedica all’insegnamento della danza alla principesse.

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Vishnu/Mohini

Vishnu è uno degli dei principali dell’induismo e a volte si può presentare sotto forma di un suo avatar femminile, Mohini, che ddirittura procrea con Shiva sfruttando questa sua possibile manifestazione femminile, dando vita a Ayyappa. Mohini è un’incantatrice che fa perdere la testa agli uomini.

Bahuchara Mata

Bahuchara Mata viaggiava con le sue sorelle quando venne attaccata da un predone. Le giovani si amputarono i seni, e il predone fu maledetto con l’impotenza, iniziando così a vestirsi e comportarsi come una donna. Oggi, la dea indù è venerata come la creatrice e patrona degli individui transgender, ovvero del cosiddetto ‘terzo genere’.

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Bhagavati-devi

Bhagavati-devi è considerata la dea del cross-dressing e più di 5.000 uomini vestiti da donna la venerano ogni hanno durante il Chamayavilakku festival, secondo una tradizione che dura da centinaia di anni.

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Samba (o Shamba)

Il figlio di Krishna oggi è considerato il patrono degli enunchi e delle persone transgender e il mito vuole che si sia travestito da donna per avvicinarsi più facilmente alla donne e sedurle.

 

Krishna

Altra incarnazione di Vishnu, anche Krishna secondo il mito ha assunto le sembianze di Mohini per sposare l’eroe Aravan, così da soddisfare una delle sue ultime volontà. Dopo la morte di Aravan, Krishna rimane per un lungo periodo in versione femminile, nelle vesti della vedova.

 

 

Agni

Il dio del fuoco, della creatività e della ricchezza secondo il mito è sposato sia con la dea Svaha ma anche col dio della luna Soma. Agni avrebbe ricevuto oralmente il seme di Soma, ricambiandolo sarebbe nato Skanda, il dio della guerra.

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Mitra and Varuna

Figli di Aditi, sono spesso raffigurati come icone dell’affetto fraterno e dell’intima amicizia tra uomini. Alcuni testi antichi rappresentano la relazione omosessuale dei due, scandita dalle fasi della luna. Riponendo alternatamente il seme di ognuno nel corpo dell’altro le fasi lunari iniziano e ricominciano.

Rama

Un’altra origine per la presenza LGBT nella cultura indù viene dal Ramayana, che racconta la storia di Rama, l’eroe che compì un epico viaggio durato 14 anni. Proprio lui imbattendosi in fenomeni queer e combinazioni transgender avrebbe iniziato ad attribuire a queste persone la capacità di emettere benedizioni.

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