LA LEGIONE STRANIERA

Una mostra fotografica celebra l’esercito più tenebroso che c’è. Chi si arruola nella Legione è costretto a perdere la propria identità ma soprattutto a una stretta convivenza maschile.

Fame di testosterone? La tua non è prorpio fame ma più voglia di un uomo che non deve chiedere mai? Bene, la soluzione non è pratica ne semplice: arruolarvi nella Legione Straniera. L’ispirazione arriva da una mostra della fotografa Giorgia Fiorio (quella che cantava la canzone gay Avrò nel Sanremo 1983), che ha per soggetti degli esemplari di maschio davvero notevoli: i legionari. Diciamoci la verità, Richard Gere in Ufficiale e gentiluomo fu per molti un grande sogno erotico. Un militare che sa piangere, dove lo troviamo?

Davvero una bella invenzione questa della Legìon Etrangè, nata in Francia nell’800 e ancora viva e pulsante oggi: un esercito non sorvegliato dallo stato che può essere mandato in guerra da un momento all’altro.

I maschi che si arruolano nella Legione sono una sorta di manna gay dal cielo: belli, sodi e sempre a torso nudo (almeno in foto). Sempre con la pistola in mano (in tutti i sensi), questi maschi sono anche degli stuzzicanti tori fonte di fantasie erotiche: non hanno nome, ne identità.

Molti di loro si sono arruolati per perdere la loro identità…

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Molti di loro si sono arruolati per perdere la loro identità e, quindi, un passato burrascoso. Provengono da ogni parte del mondo e ognuno di loro ha la freddezza che si addice a chi sa di dover uccidere, altro punto di fascino non indifferente. Su di loro è stato scritto un libro non male che si intitola The naked soldier dove vengono raccontati episodi scabrosi, con atti di nonnismo e sevizie a sfondo sessuale.

Ai cinefili verrà in mente un vago riferimento a Bernardo Bertolucci e al suo Ultimo tango a Parigi, in cui si glorificava l’accoppiamento bestiale senza alcuna concezione su nome o identità, solo la pura essenza del corpo. E i corpi di questi uomini hanno parecchio da dire: tatuaggi tribali, cicatrici, pelo in abbondanza.

Ma chi sono questi splendidi esemplari di maschi selvaggi? Senza dubbio non degli stinchi di santo. Molti sono ex carcerati che vedono nella legione straniera la possibilità di rifarsi una vita e forse una nuova esistenza, senza regole morali, ma con dictat imposti dall’alto. Spesso nudi e sempre assieme raramente riescono a vedere una donna e si coalizzano in corporazioni continue.

Alcuni di loro sono anche intellettuali, laureati e scrittori che hanno deciso di dare un taglio al sistema, sovvertendo le regole culturali e decidendo di non scrivere più.

Ma se vi saltasse in mente di prendere parte della Legione straniera ricordatevi che ci sono delle regole, come, ad esempio, quella di rinunciare alla propria identità e nazionalità. Non solo: niente matrimonio e un’ ottima resistenza fisica. Naturalmente se non ci sono i presupposti e le regole non vengono rispettate ci sono terribili punizioni.

La multi etnia nella Legione straniera è una cosa all’ordine del giorno: turchi, cinesi, italiani debbono convivere assieme e dividersi lo stretto necessario. Dopo un po’ di tempo, per forza di cose, tutti parlano tra di loro. Alcuni affermano che la legione straniera sviluppa quel senso di sano cameratismo maschile tanto lontano dalla realtà sociale odierna. I soldati scherzano tra di loro al rancio, nelle pause e sotto le docce. E senza dubbio, pur di vederli, noi saremmo disposti ad arruolarci, peccato che i gay vegono scartati alla prima selezione.

di Gabriele Gainsbourg