STRIPPED, 352 PAGINE DI EROTISMO GAY A FUMETTI

Esce edita da Gmunder un’antologia che raccoglie i lavori di 55 illustratori, grafici e fumettisti contemporanei

Nei paesi anglofoni si usa il termine "dark age" (età buia) per indicare il periodo antecedente alla rivolta di Stonewall, il 28 giugno 1969. Con questa data, ricordata ogni anno in manifestazioni come il gay pride, ha avuto inizio l’epoca in cui la comunità GLBT è ufficialmente emersa dalle tenebre, portando con se la sua cultura e il suo immaginario. Uno dei primi risultati di questa emancipazione, anche sessuale, è stato il proliferare di espressioni artistiche a tematica GLBT: dal cinema al teatro, passando dalla pittura alla letteratura e, ovviamente, coinvolgendo illustrazione e fumetto.

Per quel che riguarda il mondo gay, questa voglia di esternare la propria interiorità si è differenziata in due distinti filoni: uno relativo all’identità e uno relativo all’erotismo. L’arte erotica gay oggi viene considerata un’espressione artistica con un suo valore intrinseco.L’arte erotica gay, supportata da un mercato in continua espansione, è andata via via raffinandosi, e se una volta serviva solo ad arricchire le riviste vietate ai minori, oggi viene considerata un’espressione artistica con un suo valore intrinseco. Probabilmente è questo il motivo che ha spinto l’Editore Gmunder a realizzare un’antologia che raccoglie 55 illustratori, grafici e fumettisti specializzati in erotismo gay. Attenzione però: sono tutti artisti moderni e quasi tutti sono emersi negli ultimi dieci anni. Niente Tom of Finland, per intenderci, ma professionisti che nella maggior parte dei casi sono nati anni dopo la rivolta di Stonewall.

Difficile riassumere in poche righe le 352 pagine di questa antologia che indaga sulla rappresentazione contemporanea dell’erotismo gay, anche perché gli stili sono molto

eterogenei e gli artisti provengono da ogni parte del mondo. Se però si volesse trovare un filo conduttore alla maggior parte dei lavori raccolti in ‘Stripped’ (questo il titolo del libro), forse potrebbe essere una certa tendenza al brio, al colore e alla solarità: tutte cose che ben riflettono la fine della dark age di cui sopra. Una riflessione però si impone, visto che in ‘Stripped’ sono presenti 5 italiani che in Italia sono quasi dei perfetti sconosciuti.

Quanti conoscono Satt da Lucca e Aru da Milano? Dove sono stati visti i lavori (peraltro molto belli) di Franze e Andarle (rispettivamente di Crema e Bolzano)? Roy Klang aveva pubblicato un fumetto cinque anni fa (ristampato proprio da Gmunder l’anno scorso), dopodichè se ne erano perse le tracce: quanti gay italiani sono in grado di riconoscere la sua pur apprezzabile estetica leather? Gli artisti ospitati in ‘Stripped’

sono per buona parte ben inseriti nella realtà gay della loro nazione: pubblicano fumetti, lavorano su riviste e per campagne pubblicitarie, espongono in gallerie d’arte, realizzano copertine di libri, poster, gadgets e quant’altro. Molti di loro possono permettersi di vivere agiatamente lavorando solo per il pubblico gay, che sa perfettamente chi sono, riconosce il loro stile e li segue.

In Italia questo può succedere? Probabilmente no, visto che un vero mercato gay – capace di dare spazio ad artisti di questo tipo – nel nostro paese non esiste. Questo, però, ci porta a una seconda e più inquietante considerazione: la "dark age" italiana è davvero finita?

Abbiamo parlato di

Titolo: "STRIPPED – The illustrated male"

Editore: Bruno Gmunder

Costo: 21,95 €

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di Valeriano Elfodiluce