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Luka Magnotta: gay escort omicida che ha scioccato il Canada

La sentenza, la sua vita in prigione e come ha ucciso lo studente Jun Lin.

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3 min. di lettura

Il caso del gay escort omicida che ha scioccato il Canada: ecco le dichiarazioni di Luka Magnotta e di come sta vivendo la sua vita di reclusione, tra lettere e confessioni.

Luka Magnotta è il gay escort che ha ucciso e tagliato a pezzi Jun Lin, uno studente cinese, che si è filmato durante l’atto e ha poi spedito parti del corpo della vittima a scuole e a due partiti politici canadesi.

LA SENTENZA DI LUKA MAGNOTTA

Luka Magnotta, condannato all’ergastolo senza possibilita’ di liberta’ condizionata prima di 25 anni, è diventato uno scrittore molto prolifico e descrive a fondo la sua vita in prigione, che non trova affatto pesante.

In una di queste lettere, pensate, parla di una sua fantasia sessuale sinistra a proposito della monarchia inglese. A quanto pare Luka Magnotta, parla di come sarebbe fare sesso con la Famiglia Reale inglese e dice (traduco per voi):

Scommetto che William e Harry sappiano come usare i loro gioielli di famiglia (ride)

In altre lettere, invece, Luka Magnotta rivela di sentirsi a proprio agio in prigione, dove ha trovato lavorp in cucina. Nel suo tempo libero si  rilassa con l’arte, la musica, sport e libri. il gay escort omicida ha descritto la sua vita in prigione simile a quella di uno studente universitario, zeppa di pizza party e possibilita’ d’abbronzarsi. (Per chi non lo sapesse, il servizio carcerario canadese ammette ai prigionieri beni come la tv e lo stereo).

In una lettera dice:

Le nostre porte sono aperte il 90% del tempo, per me è come essere in una situazione universitaria.

In un’altra lettera, aggiunge, che ha comprato l’ultimo album di Celine Dion per goderselo mentre si abbronza.

L’unico problema del gay escort omicida, Luka Magnotta, sembrerebbe la povera selezione di cioccolato disponibile all’interno delle mura della prigione!

Luka Magnotta, con forte serieta’, asserisce:

Questi stronzi hanno detto che avrebbero aggiunto i Ferrero Rocher e non l’hanno fatto. Alcune persone sono proprio fottutamente egoiste, e questa cosa mi fa incazzare!

In tutto questo parlare e descrivere la sua situazione di reclusione, e la triste impossibilita’ di non avere il cibo take-away e la varieta’ di cioccolato desiderata, pero’ non viene fatta nessuna menzione sull’omicidio a freddo del povero Jun Lin e sul suo gusto per le barbarie.

RIPERCORRIAMO LA VICENDA : L’OMICIDIO DI JUN LIN

Luka Magnotta ha ammesso di aver ucciso Jun Lin nel 2012 e ha negato di aver ucciso per incapacita’ d’intendere e di volere. I giurati hanno condannato Luka Magnotta sia come omicida che per crimini atroci e indegnita’ verso il corpo umano, pubblicando e spendendo il materiale in giro, specialmente al Primo Ministro Canadese Stephen Harper che lo ha accusato di molestie criminali.

Il 32enne Luka Magnotta non mostro’ alcuna emozione al verdetto della corte, che lo descrisse come un uomo in missione che aveva accuratamente pianificato i suoi terribili atti. Sei mesi prima dell’omicidio si parla di come il gay escort omicida avesse scritto una mail a un giornalista britannico dicendogli di come avesse pianificato di uccidere qualcuno e di farci un film; filmato incriminato (per altro anche postato online da Magnotta) che poi i giurati hanno visto.

Dopo l’omicidio, le parti del corpo di Jun Lin furono ritrovate nell’immondizia dietro un appartamento di Montreal, e in pacchetti spediti (come dicevamo prima) a partiti politici di Ottawa e in scuole di Vancouver. I pacchetti contenevano mani e piedi di Jun Lin avvolti in carta velina rosa, accompagnati da note e poemi.

Dopo questi atti, il gay escort omicida volo’ in Europa e fu poi arrestato a Berlino in un internet cafè, dov’era stato trovato leggere news riguardanti i suoi stessi crimini.

Il padre di Jun Lin, la vittima, ha dichiarato:

La notte che Jun Lin mori’, parti di molte altre persone morirono in un modo o nell’altro. La sua mamma, sua sorella e me, i suoi amici… in una notte, abbiamo perso una vita intera di speranza. Ho viaggiato dalla Cina al Canada per vedere giustizia e sono tornato nel mio Paese soddisfatto di aver visto che non avete deluso mio figlio.

Una tragedia che, per via della freddezza di Luka Magnotta, sembra quasi ridicola e che ci fa seriamente dubitare della durezza del carcere che, forse, per certa gente non è abbastanza.

 

 

 

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