BISESSUALE E BATTAGLIERA

Gianna Nannini si confessa, in esclusiva a Gay.it. E dice: "Sono bisex. L’amore con una donna o un uomo è un incontro tra libertà". Il nuovo disco, il rapporto con Isabella Santacroce, i gay in piazza

MILANO – «Sono bisessuale, battagliera: contro guerre e sessismi. L’amore per una donna o un uomo è l’incontro tra libertà. Invito ad abbandonare ogni paura». Battagliera lo è davvero Gianna Nannini: senese, gemelli, di professione rockstar. Si è impegnata con Greenpeace e dato sostegno anche ad Amnesty International. La personalità è forte e marcata: a volte eccentrica. Il rock fa parte del suo DNA. Una vera leonessa capace di graffiare con i ritmi rock ‘n’ roll nella foresta delle mille identità. Con lei, in un incontro a Milano parliamo del suo ultimo "Aria"; dei suoi percorsi musicali ed umani ed ovviamente, di scelte sessuali.

Gianna: parliamo dei tuoi esordi musicali.

Il mio strumento è sempre stato il pianoforte. A 18 anni mi sono trasferita a Milano, studiando al Conservatorio. Iniziando a cantare il rock ‘n’ roll mi sono accorta che non mi serviva e ho smesso.

Che musica ascoltavi?

I Jetthro Tull. Poi conobbi Janis Joplin. Fu la "mia" maestra di canto. Da lei imparai le tecniche della "black songs". A seguire Otis Redding.

Che ne è stato del rock di quegli anni e dei suoi rappresentanti italiani, quali Pfm, Banco, Area, Demetrio Stratos"

Demetrio è stato un maestro per molti di noi. A me ha insegnato tecniche vocali che uso ancora. Ero con gli Area ed altri al "Festival del Parco Lambro" (1976). Dovevo cantare ma mi fu proibito dopo il macello generale creatosi a causa di un furto di polli. Ci fu un’assemblea sul palco: io non cantai e i polli non furono ritrovati. La musica in quegli anni era caotica. Tutti si indirizzavano verso il rock progressivo, pieno di virtuosismi. A me questo non interessava. Mi piaceva il punk da dove si sono poi sviluppate più rivoluzioni musicali. Ero e resto una minimalista.

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Il tuo impegno per il disarmo

Molte lotte e problemi servono ad offuscare la questione del riarmo. Non ci si arriva mai al disarmo. Non basta urlare per capire che non occorrono le armi per vivere. Ma le grandi economie si basano sulla vendita di materiale bellico, ed è forte in loro la paura che la gente possa prendere coscienza di questa iniquità. I pacifisti devono trovare più coraggio e determinazione. Il brano "Aria" dice questo: andare, migrare, staccarsi da un terreno che ha prodotto odi, guerre e discriminazioni!

Il tuo incontro con Isabella Santacroce.

Ci siamo conosciute in un bar a Milano. Un po’ per caso e un po’ perché qualcuno ci aveva messo in contatto. I suoi libri sono una ricchezza e lei va oltre la scrittura. Isabella ha destato in me nuove emozioni. Devo però dire: la collaborazione tra due donne dà fastidio a parecchi. Tra me e Isabella sono nati fatti belli ed importanti ma noto che è ancora difficile per due donne poter collaborare in santa pace. Insieme siamo una grande forza, una enorme energia scaturita nel disco "Aria". Dico a tutti: dobbiamo parlare di questo? Non credo serva più di tanto parlare solamente di me e del rapporto che ho con lei. Ma la gente non è disponibile. Se si incontrano un Lennon con Paul McCartney, nessuno si meraviglia. Io, invece, sono incazzata perché debbo subìre schemi preconcetti. La domanda è ricorrente negli incontri pubblici con Isabella. A me poi fa piacere parlare di lei, ma mi accorgo che questa cosa è vista con discriminazione. Che problema c’è? Perché non mi chiedono dei rapporti con Christian Lohr? Chiaro: è meno interessante! Due donne che lavorano insieme e che vedono un mondo, per qualcuno pieno di eccessi, fa parlare.

Proseguirà questa collaborazione tra te e Isabella?

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Credo durerà per molto tempo ancora. Non parteciperà al tour, non è nelle sue corde. Lei è un personaggio prima che scrittrice.

Parliamo di omosessualità: movimenti e rivendicazioni.

Per gli omosessuali trovo necessario ed utile manifestare nelle piazze. Ci sono ancora molte discriminazioni: nei posti di lavoro, per esempio. Io sono una inguaribile libertaria. Non trovo interessanti alcune cose: come la formazione di una famiglia. Se i gay vogliono farlo va bene. A me non interessa perpetuare altrove il ruolo della famiglia, origine già di molti problemi. Sono contraria al matrimonio. Trovo prioritarie invece altre lotte di libertà.

Omo, etero, bisex. Gianna Nannini dove sta?

Sono bisessuale.

Cos’è l’amore tra due donne?

Le definizioni in sé non mi appartengono. Amare è andare oltre.

Liquidiamo così la paura di molti giovani a vivere liberamente le loro scelte sessuali?

No, no. L’amore per lo stesso sesso è una scoperta difficile. I gay stessi non è detto che siano riusciti a liberarsi. Quando vivevo a Milano facevo autocoscienza con il gruppo "Lotta Femminista". La nostra lotta consisteva nel confrontarsi con i problemi: soprattutto sessuali. Ci si raccontava le cose che si facevano col proprio uomo. E’ servito tantissimo. Andavi lì, ti confrontavi, facendo poi l’amore con le amiche. Il confronto avveniva anche sulle esperienze omosessuali. Venivano discusse le paure fino a trovare l’appartenenza alla libertà di ognuna. Io di sesso ne ho sempre parlato moltissimo, in gruppo, così vengono fuori meglio i blocchi mentali. Ho tradotto le mie scelte nella musica. "Lei" tratta di un amore tra donne: un rapporto dichiarato. La liberazione sessuale passa attraverso l’incontro. A volte, serve qualcuno che possa scatenare questi desideri che trovi incapaci a manifestare.

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Le donne lesbiche trovano più difficoltà.

Il rapporto omosessuale tra lesbiche e gay è diverso. Per la donna è stato sempre più difficile, causa i ruoli che le hanno imposto. Tutti dicono, ancora oggi, che se due donne stanno insieme creano scandalo o un problema, e ciò indica che i preconcetti esistono. Nel movimento lesbico questo si avverte molto di più. Per me dire che una donna fa sesso con un’altra donna è una libertà; è andare contro un certo tipo di razzismo sessuale. E questo io lo voglio!

Trovi più dolce l’amore di un uomo o di una donna?

Nessuna differenza. In questo periodo mi sembrano più dolci gli uomini. Ma finiscono per rivelarsi: "uomini a metà". Il maschio lo vedo sbarellato nei ruoli. A me ed Isabella è capitato di incontrare degli uomini che vedevano in noi una potenza molto forte, fino a sentirsene castrati. Riecco gli uomini a metà, incapaci di confrontarsi con tutto il resto e con gli altri. Ma poi in questi "uomini a metà" ci abbiamo messo anche le donne.

Grazie Gianna. La tournèe?

Partiamo il 13 luglio da Tuscolano Maderno (Bs), Milano ed altre città e concludere il 30 agosto a Siena. Poi l’estero. Il trio che mi segue è fantastico: Christian Lohr, artefice del "noise computer"; il chitarrista John Cabàn e il batterista Thomas Lang: un figo pazzesco.

di Mario Cirrito