Verona, terrorizzati causa omofobia erigono un muro di protezione che il comune ritiene abusivo

Da mesi vittime di minacce omofobe, Angelo e Andrea hanno eretto un muro a protezione della loro casa. Ma il sindaco tuona: ‘è abusivo’.

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Un incubo che sembra non voler finire mai.

Angelo e Andrea, coppia di Stallavena (Verona), vive nel terrore dall’estate scorsa, quando l’11 agosto dei delinquenti buttarono della benzina sul ballatoio di casa, per poi ricoprire con svastiche, insulti omofobi e minacce il muro esterno dell’abitazione. Successivamente, i due sono stati più e più volte vittime di violenza, soprattutto verbale.

Ecco perché Angelo e Andrea, esasperati, hanno letteralmente eretto un muro a protezione della loro casa, come confessato al Corriere della Sera. Una recinzione, però, che per il Comune di Grezzana è abusiva, non rispettando il vincolo fascia di rispetto di metri 150 dal torrente Valpantena. Ma l’omofobia, nei confronti di questa coppia, persiste. Nel weekend del Congresso Mondiale della Famiglia, Angelo è stato aggredito in piazza, per poi tornare a casa e trovare la porta d’ingresso bloccata con una sedia. Ma non è finita qui.

Il mese scorso la statua del David di Donatello che si trova davanti al loro cancello di casa è stata decapitata. Sconvolti, spaventati, Angelo e Andrea hanno semplicemente eretto un muro, sulla loro proprietà, alto due metri e lungo 41, color ruggine, fatto con pannelli in lamiera acciaio, ma il sindaco Arturo Alberti è stato chiaro: «Ad altri che avevano regolarmente chiesto di fare lavoro simili a quello è stato detto di no. Loro non hanno neanche presentato la domanda. Adesso si tratta di trovare una soluzione per un’opera che al momento è abusiva. Sono pronto a incontrarli e disponibile a cercare con loro una via d’uscita, ovviamente nei limiti della legge».

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