L’arcivescovo contro i gay che vogliono diventare sacerdoti: “Ordino solo chi mi dice che gli piacciono le donne”

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Héctor Aguer ha detto la sua sul rapporto tra orientamento sessuale e fede.

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L’arcivescovo argentino Héctor Aguer, ospite nel programma No se puede viver sin amor (Non si può vivere senza amore) ha voluto condividere con il pubblico le sue edificanti posizioni sul rapporto tra orientamente sessuale e fede. Durante la trasmissione l’uomo di chiesa ha espresso la sua personale visione su diversi argomenti e fra questi non poteva ovviamente mancare l’omosessualità:

“Nessuno nella chiesa è amico o nemico dei gay.  C’è una dottrina della chiesa su questo argomento, che è rispettata tanto da Bergoglio quanto da me. E questa dottrina non è cambiata. È così e così resterà.”

La riflessione dell’arcivescovo si è poi sposata sulle condizioni necessarie per diventare preti. Come ricorderete, il mese scorso la Chiesa ha voluto ribadire il suo no al sacerdozio per gli omosessuali: in documento pubblicato dalla Sede della Congregazione per il Clero, Il dono della vocazione presbiterale, si è dichiarato ufficialmente che le persone omosessuali non possono accedere al seminario.

In merito a questo argomento Aguer ha voluto ribadire: “Ai ragazzi che vogliono entrare in seminario gli domando sempre se le piacciono le ragazze. Se mi rispondono di sì, gli dico ‘Ah, bene. Grazie a Dio’. Non ordino chi mi dice che non gli piacciono le ragazze“. Infine l’arcivescovo ha concluso il suo intervento ribadendo che l’omosessualità è malattia e un peccato mortale: “Se il penitente confessa la sua omosessualità, crede che sia un peccato e si pente, è assolto; ma se non si redime, non può ricevere l’assoluzione“.

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