Segreteria Arcigay, altre dimissioni: Reprimono il dissenso

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Fra pochi giorni Arcigay terrà il suo consiglio nazionale. Ma la Segreteria arriva all'appuntamento sfasciata. L'ultima defezione è di Salvatore Simioli: "Si parlava di romani e napoletani".

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Ancora dimissioni dalla Segreteria di Arcigay. L’organo esecutivo dell’associazione perde un altro pezzo e cambia la sua composizione in vista dell’appuntamento del prossimo 12 luglio a Bologna, giorno in cui Arcigay ha convocato il suo Consiglio Nazionale, equiparabile ad un vero e proprio parlamentino. 

Già rinnovato a novembre a causa delle dimissioni polemiche di sette  dei suoi componenti e dopo aver chiesto recentemente le dimissioni di Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, in tre anni la Segreteria Nazionale cambia volto per la terza volta perdendo anche Salvatore Simioli, che nell’organo aveva la delega alla "Lotta alle mafie". Presidente di Arcigay Napoli e commissario al circolo di Salerno, Simioli aveva rinunciato agli incarichi nazionali già dal 20 giugno scorso, ma ha preferito aspettare che finisse la stagione dei Gay Pride, conclusasi sabato con la manifestazione di Catania, per renderlo noto. «Il mio è un gesto di forte critica per come viene gestito il dissenso dentro ad Arcigay»

L’hanno ridotta al silenzio?

«Quando Gay.it ha scritto che il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo era stato costretto a dimettersi, in quell’articolo erano presenti dichiarazioni di alcuni presidenti dei circoli locali rimasti nell’anonimato. Si fa riferimento anche ad un presidente di un circolo del Sud e loro hanno accusato me di aver parlato con voi»

Parlare con Gay.it è diventata addirittura un’accusa per fare polemiche interne?

«Sì ma io non ho mai parlato con voi, neanche del caso Marrazzo»

Lo so, quelle interviste le ho fatte io e posso assicurare che quel presidente non è lei

«Eppure si è preferito fare del pettegolezzo anziché chiamare il sottoscritto e verificare se davvero fossi stato io»

Beh, ma se anche fosse stato lei a rilasciarci un’intervista, che male ci sarebbe?

«Nulla, anche perché lo statuto garantisce la circolazione delle informazioni e delle idee. Ma dopo che è trapelato il caso Marrazzo su Gay.it si sono impegnati seriamente a cercare di individuare i responsabili di quelle dichiarazioni con una vera e propria caccia alle streghe contro lo stesso statuto che garantisce la libertà di pensiero e di parola»

Perché Marrazzo è stato fatto dimettere?

«C’è una volontà di emarginare il dissenso interno. Qualcuno ha addirittura parlato di napoletani e romani che devono essere eliminati»

Amareggiato?

«Molto. Arcigay è parte della mia vita e infatti rimango in carica come presidente del circolo di Napoli. Dentro l’associazione la vera forza è costituita dai suoi volontari. Loro sono lontani dai giochi di potere dei loro dirigenti.»

Arcigay è in crisi?

«Tutto il movimento lgbt soffre di una crisi profonda. In anni di attività non è approdato da nessuna parte e non ha ottenuto nessun risultato. Anziché cercare di individuare le reponsabilità i dirigenti si occupano di giochi di potere. Stucchevole.»

di Daniele Nardini

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