GAY VIGLIACCHI E IPOCRITI

di

Un lettore: "Tra i gay mancano sincerità e amicizia: che tristezza omologarsi!". La iena risponde di non cambiare: "In troppe lettere che ricevo traspare la paura di affrontare...

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Ciao caro Fabio,

sono uno degli accaniti divoratori della tua rubrica, ho 23 anni, ed ho deciso di scriverti, in un raro momento di serietà. Nella mia vita, spesso travagliata come per tutti, ho avuto modo di fare una serie di esperienze inerenti il mondo gay, cui appartengo, e oggi, tirando le somme di ciò, posso dire di esserne amareggiato più che soddisfatto. L’atteggiamento con cui mi pongo nei confronti del prossimo è sempre quello di una spiccata naturalezza: non ho mai messo una maschera, anche quando le circostanze mi avrebbero favorito se così avessi fatto, e forse ne ho rimpianti. Possibile che oggigiorno non si debba, per così dire, "premiare" chi come me cerca di avversare la falsità, chi si sforza di essere sincero, disponibile, e soprattutto non ipocrita? Certo, io mi ritengo tutt’altro che perfetto, sono solo stufo di mostrarmi sorridente anche quando non sono felice. Il fatto è che vorrei con tutto il cuore che la gente almeno ci provasse ad essere "migliore", a trovare un punto d’incontro col prossimo. Sono convinto che già una piccola dose d’impegno consentirebbe rapporti migliori. Nel nostro ambiente, in modo particolare, vedo che è difficile avere contatti che non siano la semplice, fugace e rara scopata, illudendosi di carpire, nel tempo di un rapporto occasionale, un briciolo di sentimento dalla persona incontrata… (Illusione!)Forse manca l’amicizia, che io cerco affannosamente, ma quanti dubbi! ;-/ Possibile che la vita debba portare ad indurirti, ad essere più arido? Perchè soprattutto i giovani, spesso, sembra non apprezzino quel che sono e tendono, crescendo, a rifarsi sempre più a modelli in vista, che spesso sanno di goffagine ed ipocrisia, ad imitazione dei più "maturi"? Per essere gay ed avere successo, oggi, devi tirartela con i tuoi coetanei e dare via il sedere al primo quarantenne che passa, di nascosto però. Dopo tutto ciò penso: possibile che non ci sia spazio per uno come me? Possibile che ci si debba tutti omologare ad un preciso standard per sopravvivere? Boh… Magari con queste pallosissime riflessioni potremo aiutare qualcuno a meditare e me a risollevarmi un po’ il morale. Spero che, pazientemente, potrai aiutarmi a capire in che modo devo relazionarmi con gli altri per avere qualche contatto con loro, senza essere costretto alla solitudine perpetua che, ti assicuro, mi sta consumando. Beh, dunque scusa questa mia filippica, ti ringazio per la pazienza! ;-P Ti stimo tanto per il tuo essere schietto, lo ammiro molto. Grazie, qualunque cosa tu voglia dirmi! Ciao simpaticone ;-))

#Emmebis#

Ciao Emmebis. Nella tua lettera ho ritrovato uno di quei temi che io nella mia vita combatto da sempre, ovvero la mancanza di sincerità e naturalezza . Queste "mancanze" però hanno, spesso, un altro nome: Ipocrisia o, se preferisci, vigliaccheria. Credo che tu abbia il mio stesso problema. L’irrefrenabile, ingestibile, indomabile, incosciente (?), inesauribile voglia di dire sempre e comunque quello che si pensa e che si prova! Ora, se questo ad una prima lettura può sembrare un pregio, una qualità, ad un’analisi più attenta e approfondita può portare solo alla consapevolezza di una vita un tantino (per essere ottimisti…) più difficile. Purtroppo questa lettera parla anche a tanti di voi, cari lettori. In molte, troppe, lettere che ricevo traspare una vigliaccheria di base, una paura diffusa di affrontare il mondo a testa alta. Con questo non voglio invitare nessuno ad una continua guerra contro tutto e contro tutti. Assolutamente no! ma un pò più di coraggio, di orgoglio ( e non necessariamente nell’accezione "orgoglio gay") potrebbe essere utile e apprezzato. Ma si sa,caro Emmebis, è una storia tanto vecchia quanto lunga. Mi ricordo che già a scuola, nelle prime scaramucce con i professori "cattivi" di turno tutti erano d’accordo quando si parlava tra di noi, ma poi quando veniva il momento di parlare con il diretto interessato…ecco che tutti ( o quasi) sparivano dietro i banchi…tutto andava benissimo…nessuna obbiezione da fare..quello che dieci minuti prima sembrava un sopruso inaccettabile adesso era giustissimo, niente da dire. Ora io capisco che non tutti hanno la vocazione al condottiero, all’eroe che s’immola per la causa, ma cazzo! almeno non ritrattate!! non fate una giravolta a 90° sapendo che tanto ci sarà qualche imbecille che prenderà i calci in faccia anche per voi!

Ecco, tutto ciò riportato poi nella vita "da adulti" di tutti i giorni, nelle cause vere, magari anche più serie di quelle, per me diventa inaccettabile! Non so perché ma è più forte di me! Se una cosa non mi torna te lo devo dire (ed in faccia!!). Se poi mi spieghi la cosa ed hai ragione ti chiedo anche scusa, ma quello che penso te lo devo dire! So benissimo che questa cosa può essere letta come cattiveria, arroganza, "ienite", ma per me è solamente sincerità. Se però dire la verità, essere sinceri vuol dire essere iene, allora io si, sono proprio iena al di là del titolo di questa rubrica! E non lo dico per sembrare un eroe,un paladino della verità…devo dire che nella mia vita (specialmente professionale….e chi mi segue da un pò lo avrà capito e notato..) il dire sempre la verità non mi ha proprio aiutato, non mi ha aperto porte, anzi!…

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