PALESTRATI IN KIMONO

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Vento d'oriente per il maschio italiano. Dopo Milano, un occhio critico sulle collezioni di Gucci, Richmond, Biagiotti, Pignatelli, Trussardi, Alessandro Dell'Acqua.

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MILANO. E’ quanto emerso dalle collezioni uomo primavera estate 2003 appena concluse in una Milano immersa nell’afa. Quasi tutti i designer presenti hanno avuto un occhio di riguardo per l’estremo oriente, dovuto anche al fatto che è un mercato che non conosce crisi, in continua espansione grazie alla Cina, a differenza di quello americano che dopo l’11 settembre ha subito una brusca battuta di arresto.

Allora ecco Tom Ford che fa sfilare per Gucci, sotto un cielo di nuvole bianche e le note di Hotel California degli Eagles uomini in kimono e accessori porno chic. "L’uomo Gucci è sempre stato una rockstar, è glamorous e relaxed, porta camicie con collo alla coreana ma anche canottiere abbinate a calzamaglie, il tutto guarnito da una serie di disegni e ricami floreali di matrice orientale. Sulle pantofole in velluto parole da formare attraverso dei rebus, frasi come "Fuck Me" o "Suck Me" che escono fuori dopo aver anagrammato le lettere ricamate.

Giudizio: se vedete il vicino d’ombrellone con un costume micro annodato ai lati, non preoccupatevi non è un "diverso", è solo una vittima dello stile Gucci.

La Cina dei draghi è andata in scena invece dall’inglese John Richmond che ha presentato un giovane ragazzo metropolitano e cosmopolita, palestrato e amante della disco. Draghi e cineserie varie stampate ovunque, su magliette, camicie, pantaloni a vita bassa da cui fuoriescono i boxer e perfino su giacche principe di Galles.

Giudizio: un valido aiuto ai fan di Bruce Lee, che oltre alle innumerevoli repliche estive propinateci dalla tv, potranno godere d’ora in poi del suo guardaroba personale.

Ha preso spunto dalle opere dell’artista inglese David Hockney, l’uomo in white di Laura Biagiotti. In passerella nuotatori dalle spalle possenti e dai corpi statuari, ricoperti da canditi tessuti sgualciti, bagnati e consumati dall’acqua. Appare persino il taffetà, un classico per le passerelle femminili, ma una novità per l’uomo, che diventa una morbida giacca su di un leggero pantalone o un parka oversize.

Giudizio: con l’arrivo di Massimiliano Rosolino, oro olimpico italiano, in passerella nessuno ha più notato gli abiti.

Frac di spugna e smoking rosa sulle passerelle di Carlo Pignatelli che si è ispirato a Jay Gatsby, il personaggio interpretato da Robert Redford nell’omonimo film, per la collezione Outside. Giacche di frac abbinate a tute da jogging o a bermuda colorati. Testimonial della griffe il modello più pagato al mondo Markus Shenkenberg.

Giudizio: come essere fashion ma con una precisa identità sessuale.

Sempre a caccia di animali la famiglia Trussardi, a farne le spese questa volta è il pesce persico, lo struzzo, il bufalo e l’anguilla. Questa è l’ultima trovata della griffe bergamasca che propone tra l’altro giacchette rigide da emiro con squame nere accompagnate da calzoni da marinaio o short colorati.

Giudizio: poveri animali, il vostro sacrificio non serve a molto, ormai Trussardi è morto e si vede!

Depeche Mode a tutto spiano per la sfilata di Alessandro dell’Acqua, che presenta un’eleganza tipicamente italiana, un classico rivisitato con degli accorgimenti per non essere necessariamente impeccabile. Ed ecco pantaloni jogging in seta, smoking indossati con camicie di jeans e cravattino di pelle, molti disegni animalier sulle t-shirt, tra cui fenicotteri e giraffe.

Giudizio: per un eterno latin lover stile Marcello Mastroianni che rivisitato e corretto si trasforma in Adriano Giannini.

Pino Gagliardi per Gay.it

di Pino Gagliardi

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