“MI SENTO GAY”

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Viola Valentino fa delle battaglie per la comunità omosessuale la sua bandiera. E lo conferma con il singolo "Surprise de l'Amour", scritto da Camerini. Intervista esclusiva per Gay.it.

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«La mia difesa non è rivolta al mondo omosessuale affermato ma: ai gay, alle donne e alle transessuali che vivono la strada, con i suoi rischi e quel greve senso di libertà». Guarda negli occhi, fissandoli, per non smarrire nell’interlocutore il senso delle affermazioni. Lei è Virginia Minnetti, nome d’arte: Viola Valentino! Il carattere è dolce, mai smielato, con quei sorrisi che conquistano in un sortilegio amicale e complice. Figlia d’arte, a 14 anni si cimenta in shooting fotografici e passerelle di moda. Incontra Gino Paoli e nasce “Dixie”, 45 giri episodico per una bellissima fanciulla di 16 anni. Non pensa ai palcoscenici canori anche se Paoli vede in quell’ugola una esplosione di colori musicali. Sposa Riccardo Fogli e nasce la coppia che affascina non soltanto il mondo musicale. Oggi Viola torna ad affermarsi con il singolo: “La Surprise de l’Amour” tratto dalla commedia francese di Marivaux del 1722, con testo e musica di Alberto Camerini. A Milano, come a Catania i suoi fans, in maggioranza omosessuali, presenziano alla promozione del disco ed accompagnano con precisione i testi delle canzoni che Viola regala in questi incontri.
Narriamo i tuoi esordi, Viola.
Fantasy è stato il mio primo gruppo. Cercavano una donna per questa band quasi misteriosa e ne è nato un Lp nel 1977. Nel ’79, Giancarlo Lucariello, il mio produttore-despota, mi propose “Comprami”, una musica deliziosa sposata con un testo definito oltraggioso.
Quale musica ascoltavi in quel periodo?
Ero piccola e senza soldi ma amavo i Queen, l’Equipe 84, i Camaleonti, i Dik Dik, Morandi. Ero innamorata di Gianni; la mia generazione era legata ai Beatles.
Com’è stato il tuo incontro con Paoli?
Nella mia vita tutto è successo per caso. Anche la mia esperienza di modella è nata accompagnando la mia amica Oriella Dorella, che studiava danza e posava per la pubblicità. Incontrai Paoli accompagnando un amico: mi chiese se sapevo cantare. Incisi “Dixie” con una band jazz e poi decisi di tagliare quel cordone ombelicale. Lui si arrabbiò molto.
Una occasione mancata.

Non proprio. Durante una riunione con dei discografici in cui discutevano della crisi del disco, Paoli fece un elogio pubblico alla Minnetti, prima in classifica con “Comprami” e, questo mi fece piacere.
Com’era la tua attività artistica?
Con i suoi alti e bassi. Negli anni ’60 esistevano canzoni d’amore. Negli anni ’70 sono stati i gruppi italiani e stranieri a cantare l’amore con un richiamo al sociale. Esisteva un cantautorato che ci ha deliziato. Gli anni ’80, quelli che più mi appartengono, sono stati causa di un disimpegno musicale con i suoi Duran Duran al posto dei Pink Floyd.
Bastava qualche successo, poi sparire e tornare, come Giuni Russo ed altri?
Giuni ha avuto una crisi mistica che l’ha portata altrove. Ma il punto è che esiste una discriminazione verso gli artisti degli anni ’80 e solo se hai un buon entourage risali la china.
Aiutano le case discografiche?
Non fanno più contratti! Preferiscono investire sui giovani o se si tratta di Cher. Nasce così l’autoproduzione! Io ho lavorato tantissimo con la CGD.
Come va “La Surprise de l’Amour”?
Il solo impegno radiofonico ha piazzato il brano al 59° posto nella “borsa singoli”.
Cos’è l’amore?
Un gran casino!
Esiste omofobia nel mondo musicale?
Non credo, se penso che Dario Gay o Cattaneo fanno delle belle canzoni. Ho cantato “Amica” storia di due ragazzi o “Dall’Atlantico a Napoli” dove presto la voce a un viados.
Parlami del tuo impegno con i Verdi.
Mi sono avvicinata a loro quando ho visto che si impegnavano con gli omosessuali. Ero con loro al “Pride” di Roma.
Hai fatto un digiuno con Gad Lerner e altri su caso Sofri e Bompressi.
Ho aderito emotivamente ma la mia lotta e il mio impegno è rivolto ai ragazzi di strada o a quelli che non riescono a vivere la loro omosessualità in famiglia, con gli amici e nella società e finiscono magari per suicidarsi. Questo coinvolge la mia vita!
Ci sono diritti da tutelare verso i gay e le donne?
Non siamo donne con il burqa e quindi i diritti devono essere quelli destinati agli uomini, sia che una faccia l’imprenditrice o che lavori da prostituta. Unioni civili per gli omosessuali a tutela dei due individui e che possa permettere anche la gestione di un figlio adottivo. Sarebbero molto più amorevoli di tanti padri e madri eterosessuali.
Unione civile o matrimonio?
Ho seri dubbi sul matrimonio che miete già molte vittime tra quanti, oggi, hanno accesso a questo istituto.
Verrai al Pride di Bari?
Devo confessarti che mi piacerebbe vedere un Pride austero, dove tutti dicessero: noi siamo la società, come lo siete voi e, quindi nessuno giudichi la nostra scelta sessuale! Un Pride silenzioso, senza orpelli, solenne! “Priscilla” non è la realtà. A Bari desidero esserci.
Stai preparando un libro?
Sì, con amici gay, lesbiche e transessuali che raccontano insieme a me un vissuto di sofferenze ma anche di riscatto amoroso.
Programmi?
Canto nei locali con la precisa volontà di incontrare i gay: un pubblico che sento vicino.
Viola, ti senti una icona gay?
Mi fa paura la parola icona. Forse mi sento più gay!
Grazie Viola.
Grazie a te, a Gay.it e ai miei amici omosessuali e transessuali.

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Date dei concerti di Viola Valentino
Il 4 febbraio alle 22.30, ospite a “L’Altro Martedì” di Radio Popolare.
Il 12 febbraio, ore 18.00, ospite del programma “Close Up” di Gay.Tv.
Il 14 febbraio, alle 24,30 discoteca “Al B1” di Via Plezzo, Milano.
Il 21 febbraio, ore 18.00, al FNAC di Genova.
Il 28 febbario, ore 18.00, al FNAC di Verona.

di Mario Cirrito

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