Il porno gay si attrezza: sistema di allerta sulla salute

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Mentre le case di produzione comprano i porn performer a suon di dollari, il mondo del porno gay americano ha messo in piedi un sistema per monitorare lo...

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Anche d’estate il mondo del porno gay continua a lavorare, studiando le mosse vincenti per la prossima stagione. La Bel Ami, ad esempio, ha deciso di stupire il suo pubblico mettendo per la prima volta sotto contratto esclusivo un giovane gay porn performer americano, Brady Jensen, che si era già fatto notare sul sito Iseancody.com qualche tempo fa. Era già capitato che la Bel Ami trasgredisse alla sua tradizionale filosofia di promuovere le bellezze dell’Est Europa (come nel cult del 1995 An American in Prague), ma questa è la primissima volta che lo fa scritturando uno "straniero" con un contratto di questo tipo.

Intanto il noto culturista Zeb Atlas (in foto), che per anni si era rifiutato di fare sesso con altri uomini (limitandosi a qualche servizio fotografico e a qualche scena in solitario), ha gradualmente abbandonato ogni inibizione e adesso è arrivato a fondare anche una sua piccola casa di produzione di porno gay. Si chiama Zeb Atlas Productions, e ovviamente il palestratissimo Zeb sarà il performer di maggior richiamo. Il primo titolo si chiamerà Zeb Atlas is the boyfriend, e vedrà la partecipazione – fra gli altri – di Casey Daniels, Adam Killian e Skye Woods. Da notare che Zeb Atlas è di recente comparso anche nel reality show Gigolos, parlando della sua esperienza di escort per uomini.

Un altro gay porn performer che ha deciso di mettersi in proprio è Riley Price (in foto), che per il debutto del suo sito personale ha deciso di coinvolgere anche un suo collega di cui si è molto parlato: Mason Wyler. Dopo una brillante e variegata carriera, infatti, Mason Wyler era balzato agli onori della cronaca per essersi scoperto sieropositivo nel pieno della sua attività. A quel punto aveva detto che avrebbe fatto sesso solo con altri performers sieropositivi e in seguito aveva deciso di ritirarsi dal mondo del porno, ma a quanto pare ora ci ha ripensato e vuole riprendere in mano la sua carriera, anche se ovviamente farà solo sesso sicuro. Il suo esempio si rivelerà di aiuto per chi vive male la propria sieropositività o verrà visto come l’ennesima scelta commerciale? Solo il tempo potrà dircelo, ma sicuramente non mancano gli spunti interessanti su cui riflettere.

Quel che è certo è che il tema del sesso sicuro nel mondo dell’hard continua ad essere molto dibattuto, anche a livello legale, soprattutto in California, non a caso una delle capitali dell’hard internazionale. Proprio in California, infatti, l’AIDS Healtcare Foundation sta promuovendo una raccolta di firme per un referendum che potrebbe avere luogo già nel giugno 2012. In questo referendum chiederà il consenso popolare per una legge che obblighi tutti i produttori di video porno con sede legale in California a promuovere l’uso del preservativo. In precedenza la fondazione aveva già cercato di fare approvare una legge del genere per altre vie, ma i giudici della Corte della California avevano sempre bocciato le loro proposte. Staremo a vedere cosa accadrà.

Nel frattempo molti gay porn performer (anche sieropositivi) stanno appoggiando questa iniziativa, ma non solo. La Free Speech Coalition, la rete degli avvocati per i diritti dell’adult entertainment, ha da poco inaugurato il suo tanto discusso APHSS (Adult Production Health & Safety Services) Advisory Committee. Si tratta di un’associazione nata per monitorare costantemente – e rendere disponibile agli operatori del settore – lo stato sierologico dei porn performers che vi si iscrivono e prevenire il rischio di contagi, ma che offre anche consulenze mediche e legali. La cosa interessante è che, per statuto, nella segreteria di questa associazione dovranno essere presenti cinque porn performers, due produttori, un consulente legale e un medico, che dovranno rinnovarsi ogni sei mesi. L’idea è quella di promuovere il senso di responsabilità nel mondo del porno partendo dall’interno, anche se ovviamente questa iniziativa ha già molti detrattori, che vedono il rischio di istituire un "registro dei sieropositivi" come una minaccia e una potenziale fonte di discriminazione.

Attualmente, a rappresentare il mondo del porno gay nella segreteria di questo comitato c’è Steve Cruz (in foto), che nonostante una brillantissima carriera come gay porn performer, ultimamente si è lanciato con successo nella regia, firmando dei titoli decisamente riusciti. Così, se da una parte l’estate diventa la stagione del porno mercato, in cui le esclusive dei porn performer vengono comprate a suon di dollari, dall’altra si nota anche un crescente senso di responsabilità verso temi importanti come il contagio da HIV. Evidentemente non è più possibile fare finta di nulla.

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