Laos, il paradiso segreto

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Una vita gay agli albori, paesaggi e città mozzafiato, popolazione estremamente friendly fanno del Laos una meta del sud est asiatico assolutamente da non perdere

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Quando ho detto ai miei amici che sarei andato in Laos, molti non sapevano neanche dove fosse. Altri semplicemente mi hanno chiesto: ma che ci vai a fare? Ebbene, vi svelerò il mistero. Il Laos è davvero una meta da non perdere per chi ama viaggiare in Asia, non vi potete immaginare la ricchezza di bellezze e tradizioni da scoprire qui. Per non parlare di paesaggi spettacolari che hanno entusiasmato chiunque abbia visitato questo paese. La vita tradizionale, scomparsa da lungo tempo nelle altre parti dell’Asia, qui continua vitale, fresca e amichevole nei confronti degli stranieri, gay e non. I bei volti di questo popolo riflettono le correnti convergenti di culture ed etnie che scorrono lungo il fiume Mekong. Costumi, cucina tradizionale, pagode brulicanti di giovani bonzi, giardini e case, tutto è una festa per i sensi.

Non aspettatevi di trovare una vita gay sofisticata. Piuttosto godetevi la gentile accoglienza che questo popolo ha verso i gay. In questi anni i gay del posto hanno cominciato ad aprire qualche attività e a contribuire allo sviluppo  di tutta la scena e pub, boutique, gallerie, ristoranti e negozi di artigianato stanno iniziando a spuntare nelle due città principali. Cominciamo dalla capitale Vientiane. In città vi sono diversi pub club, il Blue Cool, il GQ e il CCC (in foto). In quest’ultimo, molto centrale, si fanno anche spettacoli di cabaret con le drag queen locali. Ed è proprio vero che tutto il mondo è paese, anche qui la più imitata è Lady Gaga. Soradith è la gay disco più popolare. Poco distante dal centro c’è anche un centro massaggi per soli uomini. A vostra discrezione e con una piccola mancia al massaggiatore potrete avere l’happy ending al vostro rilassante massaggio.

La perla di tutto il Laos è sicuramente la vecchia capitale, Luan Prabang dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Potete raggiungerla da Vientiane in vari modi: via fiume, navigando il Mekong oppure via bus, attraversando giungla, montagne e paesini lungo la via. Tenete presente che queste due soluzioni richiedono almeno una giornata di viaggio. Altrimenti, se siete più pigri e meno propensi all’avventura potete usare un volo interno. In questa città incantata e rilassante potrete ammirare un’infinità di tempi e pagode, organizzare escursioni sul fiume Mekong o nelle vicine cascate (ce ne sono diverse, tutte bellissime) e non peredtevi la cerimonia del mattino presto, quando centinaia di monaci buddisti invadono le strade per ricevere elemosine in cibo (in foto). Quanto alla scena gay, ci sono alcuni bar: il Blue Ice, il Lao Lao Garden oppure il Pack Luck e un paio di disco: Dao Faa e Muang Xuo. Sia nei bar che nelle disco la clientela è per lo più mista, seppure lo staff sia principalmente gay. Se avete voglia di fare incontri, più che i locali, vi sarà di grande aiuto la tecnologia. La maggior parte dei gay, autoctoni o turisti, è dotata di smartphone… con tanto di Grindr.

di Francesco Belais

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