Chi c’é dietro lo spauracchio del Gender?

Una dettagliata panoramica di come è nata e si è evoluta questa bizzarra teoria

L’incubo complottista del gender nacque negli anni ’90 nella mente di una seguace dell’Opus Dei, per essere poi legittimato e promosso dalla potente Curia romana.

Mentre in parlamento avanza (faticosamente) il disegno di legge che dovrebbe riconoscere giuridicamente le coppie dello stesso sesso nella penisola dilaga la campagna allarmistica sullo spauracchio dell’ “ideologia del gender”. Del tema hanno ormai hanno cominciato ad occuparsi le testate giornalistiche non solo nazionali ma anche locali dopo che alcune amministrazioni comunali del Nord Italia, tutte a guida leghista, hanno messo cartelli stradali nei quali avvertono i cittadini di essere contrarie all’ideologia gender.

Ma cos’é esattamente questa “ideologia del gender”? Da dov’é uscita? Ha una qualche base scientifica? No, non ce l’ha, come ha ben spiegato la sociologa e ricercatrice Sara Garbagnoli nel suo arma retorica reazionaria creata con l’intento di indebolire il potenziale critico di studi e rivendicazioni che sono portatori di una “rivoluzione simbolica”.

Negli anni iniziali del nuovo millennio a capo del Pontificio Consiglio per la Famiglia, un dicastero della Curia Romana, c’era il cardinale colombiano Alfonso López Trujillo che sfruttó tutto il potere conferitogli dalla Curia per combattere attivamente uguaglianza e pari diritti per le coppie omosessuali: “I Pacs? Niente nuove norme per un capriccio” The gender agenda. Redifining equality ” nel quale giá allora esponeva tutte le ossessioni base che ritroviamo oggi in molto materiale sul gender in circolazione. Secondo l’autrice l’ONU promuoverebbe contraccezione e aborto e favorirebbe l’agenda omosessualista al fine di ridurre la popolazione mondiale, mettendo in pericolo quindi il matrimonio, la maternitá e la famiglia tradizionale.

Nel 2001 si tenne a Roma il IV Concistoro straordinario convocato dall’allora Papa Karol Wojtyla e in quella occasione fu proprio il cardinale Trujillo ad annunciare la futura pubblicazione di un Lexicon, che avrebbe ospitato alcune centinaia di voci sulla famiglia e sulla sessualità. Il libro uscí nel 2003 e contiene tra le altre cose il saggio della teologa Jutta Burgraaf (anch’ella vicina all’Opus Dei) “Genere (gender)” quello di Oscar Alzamora Revoredo dal titolo “Ideologia di genere: pericoli e portata”. Giá all’epoca non mancarono forti polemiche. Lo psichiatra Italia , invitata dal dipartimento di giurisprudenza dell’ateneo cattolico Libera Università Maria Ss. Assunta (LUMSA) per tenere una lezione sull’ “Agenda del Gender” al quale furono chiamati a partecipare gli studenti dei tre anni del programma internazionale.

Che la gerarchia vaticana si sia molto ‘esposta’ sulla creazione e propagazione dello spauracchio gender é cosa evidente, basta dare un’occhiata al sito del quotidiano cattolico Avvenire per vedere campaggiare un’intera sezione dedicata alla questione. A sentir loro l’ideologia del gender pretenderebbe “di annullare il dato della differenza sessuale per sostituirlo con una astratta equiparazione di tutti i possibili orientamenti”. Ma il sito del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana é solo la punta di un iceberg di testate e movimenti che, spostandosi progressivamente verso il fondamentalismo e la destra piú radicale – dal ciellino Tempi sino ad arrivare a Militia Christi passando per il quotidiano (ormai solo online) La Croce – diventano via via piú estremiste e palesemente omofobiche. L’associazione antiabortista ProVita é molto attiva su questo fronte e ha prodotto anche dei video, inevitabilmente finendo nel mirino del sito Bufale un tanto al chilo. Il presidente dell’associazione d’ispirazione cattolica Giuristi per la vita Gianfranco Amato gira l’Italia facendo incontri pubblici (nella maggior parte dei casi organizzati dalle parrocchie) per promuovere il suo libro Gender (d)istruzione nel quale parla del “tentativo attualmente in atto di indottrinamento operato nelle scuola italiane per imporre la dottrina del gender ai nostri figli.” Sull’indottrinametno cattolico nelle scuole italiane nelle ore di religione ovviamente non ha niente da obiettare. Un altro che ha scritto un libro sul tormentone del gender é monsignor Tony Anatrella, gesuita e psicanalista francese, che fu consigliere di Papa Ratzinger in materia di omosessualità e del quale l’editore di area cattolica San Paolo ha pubblicato di recente La teoria del «gender» e l’origine dell’omosessualità. Una sfida culturale, nel quale sostiene che solo nella comunione, carnale e procreativa, tra un uomo e una donna si realizza “il compimento dell’essere umano maturo”, gettando dunque alle ortiche la pienezza di esseri umani di coloro che hanno la sfrontatezza di non essere rigorosamente eterosessuali.

Nel frattempo il complottismo gender ha prodotto anche tutta una serie di teorie della cospirazione globale per l’imposizione di quello che viene spesso definito il “pensiero unico omosessualista” assolutamente esilaranti. Alcuni passaggi di un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanitá, una tabella sulle tappe evolutive dei bambini, sono stati estrapolati dal contesto e per diventare la perversa volontá dell’governo accusato di voler imporre il cosiddetto indottrinamento gender nelle scuole quando invece lo scopo – come chiarito dal Ministero dell’Istruzione, Universitá e Ricerca – é quello di promuovere “ad ogni livello del rispetto della persona e delle differenze senza alcuna discriminazione”, in linea con i trattati e le convenzioni internazionali.

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É doverso ricordare che non tutto il mondo cattolico si é fatto travolgere dall’aggressiva campagna mistificatoria messa in piedi dai movimenti piú estremisti e omofobici. Le Suore Missionarie Comboniane sulla loro diocesi di Padova ha diramato una nota per cercare di “dipanare le incertezze” sulla cosiddetta “ideologia gender” parlando di allarmismo “inutile, se non nocivo”.

La totale “inconsistenza scientifica” di questo puro e semplice spauracchio é giá stata varie denunciata. A marzo 2015 l’Associazione Italiana di Psicologia (AIP) ha approvato un posizione : “Oggi – si legge nel comunicato diffuso il 9 settembre – si assiste all’organizzazione di iniziative e mobilitazioni che, su scala locale e nazionale, tendono a etichettare gli interventi di educazione alle differenze di genere e di orientamento sessuale nelle scuole italiane come pretesti per la divulgazione di una cosiddetta ideologia del gender” quando invece “favorire l’educazione sessuale nelle scuole e inserire nei progetti didattico‐formativi contenuti riguardanti il genere e l’orientamento sessuale non significa promuovere un’inesistente “ideologia del gender”, ma fare chiarezza sulle dimensioni costitutive della sessualità e dell’affettività, favorendo una cultura delle differenze e del rispetto della persona umana in tutte le sue dimensioni e mettendo in atto strategie preventive adeguate ed efficaci capaci di contrastare fenomeni come il bullismo omofobico, la discriminazione di genere, il cyberbullismo.”

“Un tempo si accusavano gli omosessuali di essere contro natura, oggi si accusa la cosiddetta «teoria di gender» di «porre in discussione le caratteristiche innate del maschile e del femminile universalmente riconosciute, fino a indurre un indifferentismo sessuale» (da una lettera del comitato «Difendiamo i nostri figli»). È un espediente retorico – intevenuto sulla controversia del ‘gender’ nelle scuole chiedendosi (e chiedendo a tutti, genitori in primis) “Cosa ci deve preoccupare: il diffondersi di una logica di paura e di sospetto che si placa solo con l’espulsione delle differenze oppure l’affermarsi di una cultura animata da desiderio di conoscenza, tensione al rispetto e all’incontro, pratica di una ragionevole inclusività?”.

Anche l’associazione Telefono Rosa, che da anni lotta per combattere le violenze sulle donne, ha preso ferma posizione su questo argomento: “Assistiamo sbigottite ad una strisciante campagna di disinformazione nonché ad un gravissimo tentativo di fermare l’attuazione della legge negli articoli dedicati all’inserimento dell’educazione di genere e approvati nella Buona Scuola. Basta con le falsità dell’inesistente teoria gender. L’educazione di genere è importantissima e contribuisce a prevenire la violenza. (…) Lo vogliamo riscrivere chiaramente: non esiste una Teoria Gender. Esistono invece gli studi di genere che si prefiggono di cancellare le discriminazioni riprodotte, a tutti i livelli della società, in base alle differenze. Ma sono ben altra cosa dalla disinformazione mirata che alcuni stanno facendo.”

In questa nostra panoramica – per forza di cose sommaria e incompleta – lo spettro potremmo dire opusdeino del “gender” é stato evocato e opportunamente smascherato per quello che é: un demone bugiardo e mistificatore che cavalca l’ignoranza facendo leva su stereotipi e vecchi pregiudizi per attaccare sia il movimento femminista che quello LGBT. In ambito cattolico qualcuno forse dovrebbe far intervenire un esorcista per cacciarlo via. Dal canto suo lo Stato Italiano, laico, dovrebbe nel frattempo prendere provvedimenti per proteggere i suoi cittadini, tutti, dai danni sociali che sta provocando e che potrebbero aggravarsi se non viene fermato.

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