Chi c’é dietro lo spauracchio del Gender?

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Una dettagliata panoramica di come è nata e si è evoluta questa bizzarra teoria

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L’incubo complottista del gender nacque negli anni ’90 nella mente di una seguace dell’Opus Dei, per essere poi legittimato e promosso dalla potente Curia romana.

Mentre in parlamento avanza (faticosamente) il disegno di legge che dovrebbe riconoscere giuridicamente le coppie dello stesso sesso nella penisola dilaga la campagna allarmistica sullo spauracchio dell’ “ideologia del gender”. Del tema hanno ormai hanno cominciato ad occuparsi le testate giornalistiche non solo nazionali ma anche locali dopo che alcune amministrazioni comunali del Nord Italia, tutte a guida leghista, hanno messo cartelli stradali nei quali avvertono i cittadini di essere contrarie all’ideologia gender.

Ma cos’é esattamente questa “ideologia del gender”? Da dov’é uscita? Ha una qualche base scientifica? No, non ce l’ha, come ha ben spiegato la sociologa e ricercatrice Sara Garbagnoli nel suo intervento al convegno internazionale HABEMUS GENDER! Deconstruction Of A Religious Counter-Attack, che si è tenuto all’Université Libre di Bruxelles nel maggio 2014. “Ideologia del genere” – scrive Garbagnoli – é un’espressione che é stata coniata all’inizio degli anni 2000 in alcuni testi redatti sotto l’egida del Pontificio Consiglio per la Famiglia con l’intento di etichettare, deformare e delegittimare quanto prodotto nel campo degli studi di genere e degli studi LGBT. Da qualche anno il suo impiego é migrato dai testi vaticani per diventare parte degli slogan scanditi da migliaia di manifestanti mobilitatisi contro l’adozione di riforme giuridiche miranti alla riduzione delle discriminazioni subite dalle persone non-eterosessuali (matrimonio tra persone dello stesso sesso, riconoscimento dell’omogenitorialitá, legge di contrasto alle violenze omotransfobiche). Scegliendo di definirsi “anti-gender” tali manifestanti, sostenuti in quest’opera di ‘etichettatura’ dalla stampa cattolica e conservatrice e dal recente proliferare di una produzione editoriale dedicata a tracciare ‘pericoli e conseguenze’ di questa fantomatica ‘teoria’ hanno contribuito alla metamorfosi di un’etichetta priva di referente in una categoria di mobilitazione politica produttrice di effetti politici. (…) “Teoria gender” non è la descrizione di qualcosa che esiste, ma un’arma retorica reazionaria creata con l’intento di indebolire il potenziale critico di studi e rivendicazioni che sono portatori di una “rivoluzione simbolica”.

Negli anni iniziali del nuovo millennio a capo del Pontificio Consiglio per la Famiglia, un dicastero della Curia Romana, c’era il cardinale colombiano Alfonso López Trujillo che sfruttó tutto il potere conferitogli dalla Curia per combattere attivamente uguaglianza e pari diritti per le coppie omosessuali: “I Pacs? Niente nuove norme per un capriccio” tuonó nel 2006. La giornalista antifemminista e cattolica ultraconservatrice americana Dale O’Leary, che dal 1985 fa parte della discussa prelatura dell’Opus Dei, nel 1997 pubblicó un libro intitolato “The gender agenda. Redifining equality ” nel quale giá allora esponeva tutte le ossessioni base che ritroviamo oggi in molto materiale sul gender in circolazione. Secondo l’autrice l’ONU promuoverebbe contraccezione e aborto e favorirebbe l’agenda omosessualista al fine di ridurre la popolazione mondiale, mettendo in pericolo quindi il matrimonio, la maternitá e la famiglia tradizionale.

Nel 2001 si tenne a Roma il IV Concistoro straordinario convocato dall’allora Papa Karol Wojtyla e in quella occasione fu proprio il cardinale Trujillo ad annunciare la futura pubblicazione di un Lexicon, che avrebbe ospitato alcune centinaia di voci sulla famiglia e sulla sessualità. Il libro uscí nel 2003 e contiene tra le altre cose il saggio della teologa Jutta Burgraaf (anch’ella vicina all’Opus Dei) “Genere (gender)” quello di Oscar Alzamora Revoredo dal titolo “Ideologia di genere: pericoli e portata”. Giá all’epoca non mancarono forti polemiche. Lo psichiatra Paolo Rigliano disse che il libro dimostrava come “la Chiesa Cattolica si rifiuti di incontrare le persone omosessuali e di parlare e confrontarsi con loro, quindi si rifiuta di capire. É un errore grandissimo. L’estrema volgaritá di questo testo deriva da ció. É un libro che si autosqualifica dal punto di vista scientifico ma ne parliamo perché fa parte di un attacco piú vasto e grave che viene mosso al mondo omosessuale. Prima descrivere i gay come cospiratori e distruttori, corruttori e razzisti per poi discriminarli e perseguitarli come é stato fatto in passato”. Nell’aprile 2013 la giá citata O’Leary é approdata in Italia , invitata dal dipartimento di giurisprudenza dell’ateneo cattolico Libera Università Maria Ss. Assunta (LUMSA) per tenere una lezione sull’ “Agenda del Gender” al quale furono chiamati a partecipare gli studenti dei tre anni del programma internazionale.

Che la gerarchia vaticana si sia molto ‘esposta’ sulla creazione e propagazione dello spauracchio gender é cosa evidente, basta dare un’occhiata al sito del quotidiano cattolico Avvenire per vedere campaggiare un’intera sezione dedicata alla questione. A sentir loro l’ideologia del gender pretenderebbe “di annullare il dato della differenza sessuale per sostituirlo con una astratta equiparazione di tutti i possibili orientamenti”. Ma il sito del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana é solo la punta di un iceberg di testate e movimenti che, spostandosi progressivamente verso il fondamentalismo e la destra piú radicale – dal ciellino Tempi sino ad arrivare a Militia Christi passando per il quotidiano (ormai solo online) La Croce – diventano via via piú estremiste e palesemente omofobiche. L’associazione antiabortista ProVita é molto attiva su questo fronte e ha prodotto anche dei video, inevitabilmente finendo nel mirino del sito Bufale un tanto al chilo. Il presidente dell’associazione d’ispirazione cattolica Giuristi per la vita Gianfranco Amato gira l’Italia facendo incontri pubblici (nella maggior parte dei casi organizzati dalle parrocchie) per promuovere il suo libro Gender (d)istruzione nel quale parla del “tentativo attualmente in atto di indottrinamento operato nelle scuola italiane per imporre la dottrina del gender ai nostri figli.” Sull’indottrinametno cattolico nelle scuole italiane nelle ore di religione ovviamente non ha niente da obiettare. Un altro che ha scritto un libro sul tormentone del gender é monsignor Tony Anatrella, gesuita e psicanalista francese, che fu consigliere di Papa Ratzinger in materia di omosessualità e del quale l’editore di area cattolica San Paolo ha pubblicato di recente La teoria del «gender» e l’origine dell’omosessualità. Una sfida culturale, nel quale sostiene che solo nella comunione, carnale e procreativa, tra un uomo e una donna si realizza “il compimento dell’essere umano maturo”, gettando dunque alle ortiche la pienezza di esseri umani di coloro che hanno la sfrontatezza di non essere rigorosamente eterosessuali.

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