Klaus Davi: “Intitolare una via a Giuseppe Mandanici”

Fu ucciso nel 1993 a Messina perché amava travestirsi. Disse prima di morire: “Mio padre è un mostro, resterò sempre una vittima”.

Il massmediologo Klaus Davi incontrerà il sindaco di Messina per discutere l’intitolazione di una via a un gay ucciso negli anni ’90 perché si travestiva da donna.

Klaus Davi incontrerà a dicembre il sindaco di Messina, Renato Accorinti: a darne notizia è lo stesso massmediologo sul suo profilo Facebook. Lo scopo? Presentare una petizione affinché il Comune di Messina intitoli una via a Giuseppe Mandanici, ucciso il 13 agosto 1993 – ad appena 32 anni – a Mazzarrà, piccolo paesino di 1500 abitanti in provincia di Messina. Giuseppe Mandanici fu ucciso perché amava travestirsi e perché si prostituiva in zona.

A finire in carcere, con l’accusa infamante di aver ucciso il figlio degenere, il padre Vincenzo, affermato vivaista della zona. Vincenzo fu condannato a 12 anni in primo grado, in seguito assolto dalla Corte d’Assise: l’uomo, a detta dei giudici, avrebbe pagato due sicari solo per spaventare il figlio, senza alcuna reale intenzione di ucciderlo. Fu dimezzata anche la pena per i due sicari.

Il giovane, ferito inizialmente con tre colpi di pistola, morì per le complicazioni alcune settimane dopo. Durante il periodo in ospedale fu raggiunto da La Repubblica e le sue parole risuonano ancora oggi più vivide che mai: “Mio padre è un mostro. Anni di minacce e botte. Già un’altra volta mi aveva piantato un coltello in un braccio. Sono ancora vivo ma resterò sempre una vittima. Sono solo come un cane, non ho un amico. Io non ho mai potuto frequentare nessuno, neanche entrare in un bar senza che mi prendessero in giro. Mia madre è una vittima. All’inizio provò a schierarsi dalla mia parte ma non ha retto a mio padre. Così si mise anche lei a picchiarmi pur di farlo contento”.

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