Umbria, legge regionale contro omo-transfobia: associazioni e servizi firmano il protocollo

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Polemica per l'incredibile assenza dei prefetti e dei sindaci dei comuni capoluogo, Perugia e Terni.

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Giornata importante quella vissuta oggi a Perugia, grazie alla cerimonia ufficiale per la firma del protocollo per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.

Un protocollo che di fatto dà attuazione alla legge regionale 3/2017 e che impegna le istituzioni a porre in essere iniziative ed attività rivolte al contrasto di omofobia e transfobia nel territorio regionale. AGEDO Terni, ESeDomani Terni, Famiglie Arcobaleno Umbria e Omphalos LGBTI, ovvero le associazioni LGBTI umbre presenti oggi alla firma del protocollo, hanno ovviamente espresso soddisfazione per questo importante passaggio che rappresenta l’inizio di un percorso di impegno condiviso nel contrasto alle discriminazioni e alle violenze omo-transfobiche, ambito nel quale per troppo tempo il mondo dell’associazionismo è stato lasciato solo.

«L’impegno che le istituzioni si prendono con la firma di questo protocollo è estremamente importante – commentano i rappresentanti delle associazioni – dopo l’approvazione della legge questo è un primo passo fondamentale per iniziare a ragionare sulle azioni pratiche da mettere in campo. Il protocollo è ampio e include tanti ambiti dove la prevenzione e il contrasto alle discriminazioni in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere è ormai urgente: dai servizi pubblici alla sanità, dall’ambiente scolastico alla formazione professionale. Dopo il lungo percorso di approvazione della legge regionale, con la firma di questo protocollo entriamo finalmente nelle azioni concrete che ci auspichiamo producano cambiamento e miglioramento della qualità della vita nella nostra regione

«Dispiace constatare – continuano i rappresentanti – che non tutti ritengono la battaglia contro le discriminazioni omo-transfobiche degna di impegno al pari di tutte le altre discriminazioni, dimostrazione lampante della necessità di questa legge e di questo protocollo. In particolare l’assenza dei Prefetti e dei Sindaci dei comuni capoluogo, Perugia e Terni, dimostra l’involuzione culturale che esprimono i partiti politici al potere in questi due importanti comuni. Una posizione politica strumentale smentita nel merito anche dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che proprio oggi ha ribadito l’assoluta coerenza del protocollo con la legge regionale e ha dichiarato non fondata la perplessità avanzata da esponenti politici e presa in considerazione dalla Prefettura di Perugia sul coinvolgimento degli studenti nell’attività formativa promossa attraverso il Protocollo

In attesa che anche il Parlamento si impegni finalmente nel contrasto all’omo-transfobia, sono le singole regioni a metterci la faccia e a fare importanti ma necessari passi avanti, sfidando menzogne e anacronistiche, nonché pericolose, prese di posizione.

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