FIORDALISO PER I GAY

di

In concerto sabato 14 al Chikos di Manerbio (BS)

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
4301 0

Basta dire Fiordaliso e la prima cosa che viene in mente è "Non voglio mica la luna", la canzone che ha decretato il grande successo nel Sanremo del 1983 della cantante di origini piacentine. Ma Fiordaliso, il cui nome completo è Marina Fiordaliso, non è solo quella canzone. E’ anche una grande intrattenitrice che da anni gira locali presentando i suoi pezzi e non solo.

Sabato 14 luglio, ad esempio, potrete vederla al Chikos di Manerbio (Brescia), il faraonico locale (di cui abbiamo parlato anche in un precedente articolo) ospitato da "Le Cupole Village" in via Brescia 93 a Manerbio (infoline Franco 339.6123882, oppure consulta la relativa pagina della guida). Fiordaliso si esibirà lì con la sua band, e a lei abbiamo chiesto di darci qualche anticipazione della serata.

Allora, Marina, come sarà questo concerto?

Il mio non è un vero e proprio concerto. Io ho una cover-band, che mi segue anche nei concerti, ma con la quale proponiamo due tipi di spettacoli. Io sabato sera farò ballare, cioè farò qualche pezzo mio se me lo chiedono, quelli più conosciuti, ma in realtà faccio musica degli anni ’80, ’90, 2000 e anche 2001! Io praticamente sono un po’ la Smaila in gonnella.

Cosa intendi?

Sì, mi definisco così perché Smaila ha aperto un locale in Egitto a Sharm-el-Sheik identico a quello che lui ha in Sardegna a Porto Quartu; praticamente quando non c’è lui lì, ci siamo noi. Intratteniamo il pubblico con questo tipo di concerti. Anche sabato 14 al Chikos farò questo tipo di spettacolo in cui facciamo ballare la gente, con canzoni inglesi italiane, ma anche le ultime uscite: adesso ho appena montato questa di Geri Halliwell "It’s raining men". E poi farò anche "Non voglio mica la luna" e tutte le mie cose.

Tutto dal vivo, comunque.

Assolutamente, io non ho niente di registrato, così come anche la mia band; niente di computerizzato, tutto dal vivo.

Che rapporti hai con il pubblico gay?

Per me la parola gay non esiste. Sono tutti uguali, non mi fa né caldo né freddo se uno è gay o meno. Forse ti posso dire che i gay sono in genere un po’ più caldi, perché hanno meno inibizioni, quindi credo che questo concerto mi darà un po’ più di soddisfazione. Per il resto io trovo che dire "il pubblico gay" sia un po’ come costringere delle persone in una categoria. Per me c’è il pubblico e basta. Se poi vogliamo dire gay perché ci sono dei gusti sessuali diversi allora va bene. Ma io non vedo nessuna differenza: l’ho sempre pensata così, fin da quando sono una ragazzina, non è che sono diventata così…

E cosa mi dici a proposito delle rivendicazioni che il "mondo gay" porta avanti?

In quelle hanno solamente ragione. E’ un po’ come le femministe… Però io devo dire che io avevo degli amici gay all’inizio della mia carriera (e che ho tuttora) e allora erano veramente guardati a vista: c’erano i genitori che quando sapevano che il figlio era gay si facevano venire un mezzo infarto. Adesso si fanno venire solo un po’ di febbre… piano piano le cose sono un po’ cambiate. Uno può dire "Ah, mio figlio è gay" senza scomporsi più di tanto. Almeno al nord; al sud è ancora un po’ una tragedia.

Quindi saresti anche d’accordo col matrimonio gay?

Ma scherzi? Io non capisco nemmeno perché non lo fanno. Non ha senso per me, non vedo nessuna differenza: io sono talmente avanti con la testa che trovo assurdo anche fare manifestazioni, però capisco che non sono tutti come me. Il fatto, ad esempio, che una coppia gay non può adottare un bambino, io lo trovo talmente assurdo che non lo riesco a capire, però purtroppo la realtà è questa e bisogna fare anche le manifestaazioni.

Ti è mai capitato di interpretare una canzone in cui trattavi di argomenti vicini all’omosessualità?

Io l’ho sempre voluto fare negli anni ’80, ma me l’hanno sempre proibito. Avevo la fissazione di fare la canzone di una donna che aveva un amore per un’altra donna; ma me lo hanno sempre proibito, sempre, sempre, sempre. Mi hanno sempre detto che non sarebbe stato capito, che non era il caso… Io mi ricordo di una canzone bellissima che si chiamava "Rosa" di un album, che poi mi hanno completamente stravolta, che parlava di una ragazza che aveva scelto di essere single perché amava un’altra donna, e invece purtroppo le ho dovuto fare amare un uomo. Allora era così… Ma anche adesso è lo stesso. Non mi viene in mente nemmeno un cantante italiano che abbia fatto canzoni in cui si parla di questi argomenti liberamente; manca il coraggio…

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...