Will Young, “perseguitato in quanto gay nei primi anni di carriera”

Il 40enne cantante inglese ricorda i primi difficili anni di carriera, appellandosi alle giovanissime generazioni per un futuro più inclusivo.

Oggi 40enne, Will Young guarda con rammarico ai primi anni di carriera. Esploso nel 2001 grazie alla vittoria del talent show Pop Idol, il cantante fece coming out nel 2002, anticipando un tabloid che ne avrebbe rivelato da lì a breve l’omosessualità.

From Now On, suo primo disco, fece furore soprattutto nel Regno Unito, eppure quell’omosessualità esplicitata divenne un problema, per il giovane Will. A rivelarlo lo stesso Young, che ha confessato alla rivista Hello Magazine come venne letteralmente ‘perseguitato’, in quanto gay.

“Le cose cambiarono quando vinsi Pop Idol, non mi ero nemmeno reso conto come  fossi perseguitato in quanto omosessuale. A volte avevo paura, non volevo smuovere le acque per fare carriera. Ma ora sembrano tempi lontanissimi. Siamo in un’era diversa e io sono più fiducioso in me stesso, ho anche un sostegno legale che prima non avevo. Unioni civili, matrimoni gay, adozioni gay, essere in grado di sentirsi al sicuro nelle proprie relazioni – tutte queste cose mi hanno reso, in quanto omosessuale, più sicuro. L’inclusione deve iniziare il più possibile in giovane età, d’altronde perché non dovrebbe essere così? È molto importante perché ogni bambino è diverso. Siamo tutti unici”. “Non si tratta solo delle persone che vuoi amare o di cui sei attratto, ma che cosa vuoi mangiare, che aspetto hai, dove vivi, come sono i tuoi genitori“. “La differenza dovrebbe essere celebrata fin dalla più tenera età. Non importa cosa li rende diversi, i bambini sono uguali e non dovrebbero mai essere fatti sentire anormali”.

Proprio gli adulti, sottolinea Will, dovrebbero e potrebbero imparare dai più piccoli.

Il problema, penso, sono proprio gli adulti, perché hanno avuto più anni di condizionamento sociale e pregiudizi, vergogna, si spaventano nel parlare di questi problemi. Ma i bambini non nascono con i pregiudizi e non sono stati condizionati, per loro è molto normale.”

Come non dargli ragione?

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