GENITORI SEPARATI

Il coming out quando la situazione è delicata

Ciao, sono Francesco, ho 21 anni, sono uno studente e da un anno, fianalmente, ho accettato la mia omosessualità. Ora sento il bisogno di parlarne con i miei genitori, (ho già avuto modo di parlarne con degli amici e la reazione è stata positivissima!) ma la cosa mi spaventa. I miei sono separati, io vivo con mia madre, il suo compagno e mio fratello minore; ho già avuto un paio di reazioni importanti e ho sempre sentito il bisogno di poterne parlare con loro liberamente senza finzioni o bugie come invece è successo (sopratutto nei periodi in cui ho vissuto una realzione sentimentale, periodi nei quali mi sentivo sicuro di poterne parlare, sicurezza che poi è svanita nel momento in cui la storia si è conclusa, e avrei avuto bisogno di qualcuno che mi stesse accanto per affrontare la situazione e la solitudine) mi sono così deciso a parlarne, ma qualcosa mi blocca, sarà per le battute sarcastiche sui gay, che spesso vengono fatte in casa, sarà per non ferire mia madre, la quale ha una mentalità "aperta" ma solo fino ad un certo punto, e si aspetta chissà quanti nipoti da me che sono il primogenito…. per quanto riguarda mio padre, ci vediamo abbastanza spesso abbiamo un buon rapporto di amicizia (basato sopratutto ahime su bugie riguardanti relazioni con ragazze di cui parliamo spesso) è ho già sondato l’argomento, ma vedo che anche lui non accetta l’omosessualità (ad esempio l’ho portato a vedere "le fate ignoranti" ed uscito dal cinema sconvolto!). Se da una parte sento il bisogno di parlarne, dall’altro invece vorrei far finta di nulla, e continuare così, ma sono stanco di nascondermi, sopratutto con chi mi vuol bene! Come posso fare a fargli accettare la cosa, senza tante ripercussioni? e se dicendo la verità mi ritrovassi solo? Spero in una vostra risposta, so che il mio problema è abbastanza comune e frequente, e che spesso la paura che sentiamo è infondata ma….

Grazie per l’attenzione

Francesco

Francesco carissimo,

non scusarti per il fatto che il tuo desiderio – forte – di essere riconosciuto, di rendere partecipi del tuo essere diverso dalle loro aspettative le persone che ti amano e che tu ricambi di pari amore, sia un tema comune. Purtroppo è ancora comune, purtroppo ci si deve ancora pensare su se dirlo e come dirlo – sono gay! – , nel timore di ricevere un rifiuto, nel timore di nuocere alla famiglia.

Hai già fatto un primo passo che è quello di dirlo agli amici e ti è andata bene!

Ora vuoi tentare con la famiglia, ma da chi cominciare, visto che mamma e papà sono divisi?

Hai scoperto che la comunicazione e la relazione con tuo padre passa attraverso una strana costruzione di assecondamento degli stereotipi che comunemente circolano e che in genere prescrivono che un maschio debba amare e possibilmente giocare al pallone, che debba farsi una ragazza magari diventare pazzo per una bella fuoriserie con la quale poter correre e soprattutto aumentare il proprio prestigio sociale.

Come fare a dire apertamente a tuo padre che a te, delle ragazze, non te ne importa nulla in una relazione d’amore? Purtroppo hai troppo a lungo alimentato le sue aspettative ed ora devi, lentamente, con coraggio, smontarle una ad una! Non so in che relazione siano i tuoi genitori, se puoi contare sull’appoggio di tua madre – una volta che anche lei ne è venuta a conoscenza – o se devi fare da solo. Inizia a introdurre l’argomento omosessualità, parlagli di diverse possibilità d’amore. Oppure, un giorno in cui non ne puoi più parlagli francamente, senza mezzi termini, "da uomo ad uomo", ribadendo però la tua stima e il tuo affetto per lui e la necessità di averlo sempre vicino come amico e soprattutto come padre. La scelta dipende sempre dal tipo di relazione che hai con lui e sicuramente tu la conosci meglio di tutti.

Ma veniamo al resto della famiglia. Tua mamma convive con un compagno col quale vai d’accordo, col quale puoi avere un dialogo?

Chi si permette di fare i risolini in casa contro chi è – forse – diverso da lui? Certo, mi pare, non è tua madre, che è "aperta" (ma sappiamo che anche le persone che appaiono più aperte, non riescono a pensare che il proprio figlio possa essere quella persona tipo gay-pride, poco seria, o tipo trasmissioni televisive dove tutto appare tranne ciò che è una persona omosessuale).

Prendila da parte, magari prima di dirlo a tuo padre. Se riesci, preparala un po’, sondando il terreno sui suoi stereotipi in merito e cerca di scalfirli uno per uno, senza troppa rabbia – alla quale del resto avresti diritto, come tutte le persone omosessuali che si vedono distrutte stupidamente da costruzioni mentali false e nocive -.

Poi, quando tutto si sarà calmato (ricordati che molte volte le cose vanno meglio di quanto uno se lo aspetti!) fatti aiutare per dirlo al papà. Lascia a tua mamma il compito di avvisare il compagno. Il fratello lo puoi affrontare tu stesso. Devi così arrivare al punto di potere vivere in casa tua e di fronte a tuo padre serenamente, senza ammiccamenti e sofferenze, falsità, ingiurie: devi essere te stesso, devi poter , di nuovo, affrontare l’amore di cui fare partecipi anche i propri cari

Devi anche potere contare sul loro aiuto nel momento in cui senti di trovarti in difficoltà

La sicurezza che ti derivava dalla relazione d’amore, era una sicurezza dalle basi troppo fragili, come hai ben notato quando il meraviglioso castello è crollato. Di castelli potranno crollarne ancora, ma se la tua sicurezza sarà derivata dal tuo accettarti, dal tuo sentirti a posto nella relazione con i tuoi, allora potrai anche soffrire, ma saprai che c’è sempre qualcuno che ti è vicino e che ti può sostenere se sei in difficoltà!