Dolomiti Pride, la provincia autonoma di Trento nega il patrocinio

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Il governatore Ugo Rossi minimizza così la manifestazione LGBT: "Folclore ed esibizionismo".

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La prima edizione del Dolomiti Pride non avrà la benedizione della provincia: la decisione è stata resa nota stamattina.

Non la migliore delle accoglienze per il Dolomiti Pride, che farà il suo esordio quest’anno tra le strade di Trento il 9 giugno. La Provincia Autonoma di Trento infatti ha deciso di non affiancarsi al Comune nel patrocinio della manifestazione LGBT.

Quello della città trentina è il principale appuntamento nel NordEst previsto per l’Onda Pride di quest’anno, che si affianca al tradizionale corteo di Padova.

Il governatore trentino Ugo Rossi, alla guida per altro di una giunta di centrosinistra ha spiegato così la propria decisione: “La parata nel centro della città assume un aspetto più di folclore e di esibizionismo – scrive Il Dolomitiche sicuramente non apporta alcun contributo alla crescita e valorizzazione della società trentina e della sua immagine”.

Sul Pride a Trento si erano già alzate nei mesi scorsi le contestazioni del centrodestra e della chiesa locale, per questo ha aggiunto Rossi si tratta di “un evento che potrebbe generare una forte contrapposizione e quindi disinteresse e distacco su temi importanti che diversamente richiedono partecipazione e confronto”.

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