Idem e Boldrini al Palermo Pride: “Sì a diritti, combattere omofobia”

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La presidente della Camera e la ministra per le Pari Opportunità presenti dell'evento che dà il via alla settimana del Pride nazionale di Palermo: "Senza diritti non c'è...

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Laura Boldrini (a sinistra) e Josefa Idem (a destra)

Laura Boldrini (a sinistra) e Josefa Idem (a destra)

Una standing ovation ha accolto oggi l’arrivo della Presidente della Camera Laura Boldrini e della Ministra delle Pari Opportunità Josefa Idem al convegno sui diritti delle persone LGBT che dà il via alle attività del Palermo Pride.

In una sala affollatissima, la terza carica dello Stato e la rappresentante del governo hanno ribadito il loro impegno a favore dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

“Nessuno ha il diritto di ridicolizzare il nostro impegno – ha sottolineato Laura Boldrini -. Non sono pagliacciate, ma vedo persone che si confrontano su un argomento molto importante”. “Siamo qui oggi per parlare di diritti. Diritti negati, e troppo spesso violati, sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere – ha continuato -. E’ di poche settimane fa la pubblicazione di un importante studio dell’Agenzia europea per i Diritti fondamentali, dalla quale emerge che il 47% delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender che vivono nei Paesi membri dell’Unione europea ha subito discriminazioni o abusi nei dodici mesi precedenti il sondaggio. Una su quattro è stata aggredita fisicamente o ha rischiato di esserlo. E solo una persona LGBT su cinque ha sporto denuncia per le violenze subite”.

La presidente della Camera si è poi spinta parlare di coppie e famiglia.

Un momento dell'intervento di Josefa Idem

Un momento dell’intervento di Josefa Idem

“Devo fare una considerazione amara: la politica, in tema di diritti, avrebbe il compito di fare da apripista – ha dichiarato -. E, invece, troppo spesso si muove in ritardo, a rimorchio delle scelte che una società matura reclama. Dobbiamo promuovere la discussione sulle leggi a tutela dei diritti delle coppie omosessuali. L’Europa non ci chiede solo politiche di rigore fiscale, non ci chiede solo austerità. L’Europa ci chiede anche di ampliare lo spettro dei diritti riconosciuti, ma non c’è la stessa fretta su questo punto”. E poi un accenno a chi contrappone la tutela della cosiddetta famiglia tradizionale ai diritti delle coppie omosessuali. “Sostenere i diritti degli omosessuali non può e non deve essere in alcun modo contrapposto al sostegno verso la famiglia, la cui centralità non è assolutamente in discussione – ha dichiarato la presidente Boldrini -. Rafforzare le politiche a sostegno della famiglia è un’esigenza che sento forte. Tanto più in un momento in cui la crisi economica colpisce duramente. Ma questo non mi impedisce di ribadire la necessità di vedere rispettati anche i diritti delle comunità LGBT. Insomma, riconoscere diritti a chi non ne ha non significa toglierne agli altri”. Infine ha sottolineato come la questione dei diritti riguardi quelli delle persone lgbt, ma anche quelli delle donne, dei migranti e delle altre minoranze. “E’ un pacchetto unico: si chiama ‘pacchetto diritti’ – ha spiegato -. Perché, diciamoci la verità, l’omofobo, il maschilista e il razzista sono figli della stessa sottocultura alimentata dal pregiudizio. Perché i diversi tipi di discriminazione finiscono per sommarsi, creando una spirale di marginalizzazione e di esclusione sociale. (…) Ogni singolo atto di discriminazione ed ogni singola solitudine non sono semplicemente una offesa per la persona che ne è vittima, ma sono soprattutto il segno insopportabile di una sconfitta delle stesse istituzioni e di tutta la società”.

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Alla domanda di un giornalista riguardo alle adozioni gay, poi, la Presidente Boldrini ha risposto: “Penso che bisogna gradualmente cominciare, credo però che anche su questo la società italiana sia più pronta e più matura di quanto sia la politica”.

Laura Boldrini (a sinistra) e Josefa Idem (a destra) con Titti De Simone, presidente del comitato Palermo Pride

Laura Boldrini (a sinistra) e Josefa Idem (a destra) con Titti De Simone, presidente del comitato Palermo Pride

La ministra Idem nel suo intervento ha garantito impegno sul DDL per le unioni civili e sull’estensione della Legge Mancino perché includa anche l’omofobia. “Sono qui per portare un segnale concreto di attenzione del governo – ha esordito la campionessa di canoa -. Diritti ed economia non sono due temi in concorrenza: mi dicono ti occupi dei gay mentre il paese ha tutti questi problemi? E io ho risposto: E allora? Anzi me ne occupo a maggior ragione. non permetterò che la questione dei diritti passi in secondo piano. Anche perché la crescita economica è minacciata dove non ci sono diritti”. “I diritti non possono avere colore politico e per questo mi impegnerò per la presentazione di un disegno di legge per le unioni civili che tanti cittadini continuano giustamente a chiedere – ha affermato la ministra che ha poi commentato le polemiche sulle presunte ostentazioni del Pride -. Che male c’è a far vedere che si è orgogliosi della propria identità’ Penso che non ci sia nulla di cui vergognarsi. Io penso che il Pride sia invece un’occasione per tutti di riflessione sul tema dei diritti e un’occasione di crescita per il paese”. “Dobbiamo intanto affrontare il problema dell omofobia – ha concluso Idem – ma propongo anche l’estensione della legge Mancino-Reale alle persone omosessuali”.

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