Margherita Hack personaggio gay del 2010

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Margherita Hack ha ricevuto oggi da parte di Gay.it il premio "Personaggio Gay dell'anno". Alternando temi importanti a qualche battuta, l'astrofisica toscana si è vestita con la bandiera...

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Margherita Hack ha ricevuto oggi il Premio di “Personaggio Gay dell’Anno” da parte del portale Gay.it, negli anni passati assegnato a personaggi del calibro di Ferzan Ozpetek, Nichi Vendola, Vladimir Luxuria, Maurizio Costanzo. A consegnarlo oggi pomeriggio al Mamamia di Torre del Lago Puccini, nel “miglio gay” d’Italia, Alessio De Giorgi, direttore del sito d’informazione lgbt, insieme alla drag queen Regina Miami.

Incontenibile e sferzante come sempre, la Hack ha risposto ad alcune domande dei due intervistatori e del pubblico con la schiettezza che da sempre la contraddistingue. Sulla recente polemica sui preti gay a Roma, ha dichiarato: «I preti sono costretti a una vita innaturale, quindi è naturale che succedano cose del genere. Non mi scandalizza affatto. I rapporti sessuali tra persone consenzienti è una cosa più che naturale». Alla domanda sul riconoscimento delle coppie gay e lesbiche, l’astrofisica ha ricordato che «da parte di altri paesi è certamente un segno di civiltà. Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos’è il rispetto della libertà. Il Vaticano è certamente un deterrente che influenza la classe politica, ma la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos’è il rispetto della libertà altrui».

Sulla recente polemica sui baci gay, dopo aver precisato che ritiene che i baci debbano essere e rimanere privati, ha sostenuto che non si deve fare alcuna differenza tra coppie gay e coppie etero: «Io non lo farei, ma chi lo vuole fare è padrone di farlo liberamente». Questa vicenda, ha sostenuto l’astrofisica, è l’ennesima dimostrazione di quanto questo paese stia regredendo sui diritti e sulle libertà. «E’ un grande segno di ignoranza andare contro i diversi e non capire che siamo tutti uguali: il Parlamento dovrebbe avere la capacità di far rispettare la Costituzione che di per sé garantisce già piena uguaglianza».

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