Unioni civili: riassunto del primo giorno alla Camera

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Sorprese da Cicchitto di Ncd, critiche dalla Marzano. I punti più importanti della giornata di ieri sulle unioni civili

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Ieri alle 15.30 è cominciata la discussione alla Camera sulle linee generali del fantomatico decreto di legge Cirinnà riguardante le unioni civili tra persone dello stesso sesso, approvato (ricordiamo) il 25 febbraio al Senato con un voto di fiducia posto a un maxi-emendamento che rivedeva alcuni punti della legge (come quello sulla stepchild adoption). Il testo arriva in aula dopo il sì della Commissione Giustizia, che ha confermato il testo approvato in precedenza.

La giornata è stata piuttosto tranquilla: ad aprire il dibattito il lungo ed emozionante intervento di Micaela Campana, relatrice alla Camera del disegno di legge, di cui qui riportiamo il video integrale:

“È con profonda emozione, ed altrettanto orgoglio, che oggi prendo la parola in quest’Aula. Il disegno di legge che stiamo per discutere ed approvare restituisce finalmente ai nostri concittadini omosessuali un bene loro sottratto da tanto, troppo tempo: la dignità di cittadini di questo paese“. La relatrice ricorda poi due date importanti che coincidono con l’inizio del rush finale verso l’approvazione delle unioni: la giornata dell’Europa e il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, nel 1978. “Sono felice che la nostra discussione si apra il 9 maggio, nel giorno dell’EuropaDi un’Europa che, mentre vede tristemente innalzarsi nuovi muri, resta per noi soprattutto l’Europa dei diritti. Una speranza di futuro, un orizzonte di senso per il presente. In questa Europa dei diritti l’Italia rientra oggi a testa alta, dopo un silenzio durato troppi anni. […] Il 9 maggio del 1978, a poche centinaia di metri da qui, venne rinvenuto il cadavere di Aldo Moro: la sua colpa fu quella di aver scelto il futuro, guardando oltre i muri delle divisioni, oltre gli steccati imposti dalle ideologie, aprendo al dialogo. Così come allora sapemmo reagire, con la fermezza ed il diritto, così oggi siamo chiamati a fare altrettanto, per riaffermare, con forza, che le divisioni ideologiche e di parte non possono mai essere superiori al bene primo: la pienezza dei diritti dei nostri cittadini. […] In questo cammino, in questo desiderio di giustizia, restiamo immersi, con l’impegno di tutte e tutti, certi che da questo traguardo non ci sia più concesso tornare indietro”.

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A seguire gli interventi di alcuni esponenti dei vari partiti: da segnalare, l’inaspettato discorso di Fabrizio Cicchitto (Ncd-Ucd), che apre uno spiraglio di speranza sulle sue posizioni: “Riconosco agli omosessuali che nella loro vita storica, fatta di emarginazione e discriminazione, possano pienamente rappresentare la loro sessualità nelle forme e nei modi che non ledono affatto la famiglia nel suo senso storico e tradizionale. Noi non stiamo penalizzando la famiglia, ma stiamo dando a quella che è una minoranza dei diritti“. Di non altrettanto ampie vedute la collega Paola Binetti, che sottolinea il totale disaccordo del partito sulla stepchild adoption, argomento tirato costantemente in ballo quando si tratta di disarcionare il provvedimento. Qui l’intervento di Cicchitto.

Forti anche le parole di Michela Marzano, PD, che ribadisce le sue posizioni di non totale adesione al decreto, giudicato ancora troppo discriminatorio e lontano dalla piena uguaglianza con le coppie eterosessuali: “Mentre il matrimonio è ancorato all’articolo 29 della Costituzione, le unioni civili sono ancorate all’articolo 2 e all’articolo 3: l’unione civile viene istituita attraverso questa legge come una specifica formazione sociale, negando alle persone omosessuali la possibilità di accedere alla condivisione degli stessi diritti e degli stessi doveri delle persone eterosessuali, negando l’accesso all’istituto della famiglia. Certo, si colma una lacuna, come ha detto l’onorevole Campana, ma come la si colma? La si colma bene, veramente, in maniera adeguata? La si colma riconoscendo effettivamente l’uguaglianza di tutte e di tutti i cittadini italiani? Ebbene no“. Qui il video integrale dell’intervento:

L’onorevole Donatella Agostinelli, del Movimento 5 Stelle, ha sostanzialmente ricordato le posizioni ormai chiare del partito, come l’opposizione allo stralcio dell’obbligo di fedeltà e alle modalità di voto con fiducia, ricordando come sia altresì urgente l’impegno del Parlamento per una legge contro l’omofobia.

Nicola Molteni, di Lega Nord, si arrocca sulla famiglia come istituto formato da un uomo e una donna, sulla teoria gender come “zona grigia” e sulla “gravità” di introdurre il “genitore 1 e genitore 2”, facendo leva sulla appena passata Festa della Mamma: non sono mancati fischi e schiamazzi in Aula a contestare l’anacronismo e l’arretratezza di tali posizioni.

In conclusione, vediamo confermate più o meno le rispettive idee dei vari movimenti, con qualche piccola eccezione. Oggi a partire dalle 12 la seconda giornata, nella quale verranno discusse e votate le questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, in particolare dalla Lega: la questione pregiudiziale è uno strumento con cui uno o più parlamentari chiedono che la discussione di un provvedimento non abbia luogo per ragioni costituzionali o di merito. Se tutto si concluderà in modo consono, mercoledì verrà posta la fiducia dal governo, come annunciato da Renzi già su Facebook e ribadito domenica alla trasmissione Che Tempo Che Fa, e dopo circa 24 ore la legge diventerà effettiva.

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