MA L’AMORE… BI!

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Un esplicito amore bisex aggiorna le divertenti macchiette di 'Ma l'amore…sì!', commedia popolare dichiaratamente 'cafonal' su una famiglia di emigranti calabresi che si trasferisce a Roma.

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«Ce l’hai il ragazzo?» chiede a sorpresa il bel fotografo Eros a un tremebondo Carmelo quando, finalmente soli, riescono a parlarsi durante un movimentato ‘psycho party’. «Sì…» risponde il ragazzo, mentendo. «Allora da adesso ne hai due» ribatte Eros baciandolo appassionatamente. La sera stessa, tornando a casa turbato – in realtà per Carmelo si tratta della prima esperienza gay – il ragazzo sedotto si vede infilare nel letto l’amica un po’ mignotta della sorella.

Questo esplicito amore bisex è la sottotrama più originale di Ma l’amore… si!, commedia popolare dichiaratamente ‘cafonal’ che si rifà al cinema veloce, disimpegnato e triviale sullo stile Parenti/Vanzina per raccontare le umane vicende di una famiglia calabrese, gli Jorio, che si trasferisce da Diamante a Roma dove apre un ristorante di cucina tipica della loro terra, ‘Il Piparedduzzo’. Il progetto può finalmente andare in porto grazie all’inattesa eredità di Nonno Alcide, deceduto per un infarto all’annuncio di una festa di compleanno a sorpresa evidentemente troppo inattesa per le sue deboli coronarie. I figli Jorio reagiscono diversamente al drastico cambiamento di abitudini: il timido Carmelo (Lorenzo Balducci) è entusiasta di aver trovato impiego come commesso, grazie a un cugino, presso una boutique trendy gestita dall’effemminato oltre misura ‘Princess’, occhioni languidi e labbra pneumatiche inaspettatamente naturali che non vuole si osservino fissamente quando si parla con lui. La sorella Angelina (Marina Limosani) deve invece lasciare al paese il fidanzatino oggetto delle smodate gelosie di papà Alfredo e in facoltà conosce la disinibita Clotilde detta Clò (Elena Buryka) a cui confida di essere vergine.

Intanto mamma Annuccia scopre la bisessualità di Carmelo origliando dietro una porta…

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Intanto mamma Annuccia scopre la bisessualità di Carmelo origliando dietro una porta il figlio che rivela i suoi turbamenti alla sorella e decide di cercare questo Eros di cui Carmelo si è invaghito. A sua volta Angelina trova l’amore in un manager svedese, il biondo Lars, che l’aiuta nella stesura della sua tesi. Gli altri personaggi non sono più che abbozzate macchiette: la nonna anticomunista che spacca tutto, divenuta pazza dopo la morte del marito (Laura Pestellini, celebre nonnina malefica di uno spot di piatti pronti), l’opprimente corteggiatore poeta Porfirio (Alessandro Haber), un cantante di night filosofo, Nick Apollo Forte (Rodolfo Laganà). Tutti coinvolti in una serie di rapide gag in puro slapstick – pentole e torte in faccia, un ‘vaffan…’ stentoreo che alza il vento – alcune abbastanza divertenti e molto televisive.

Il personaggio più interessante è quello di mamma Annuccia, attraverso il quale l’esilarante Anna Maria Barbera riplasma la sua amata Sconsolata dagli strepitosi neologismi ‘strafalcionati’ – George Cuneo, Nostra Dama, rotocalcio – infondendole una dolcezza materna credibile e molto partecipata (la scena progay col tassista dovrebbe essere mostrata a tutte le mamme, magari prima di un coming out). I giovani attori del cast se la cavano senza strafare e la personalità incisiva di Lorenzo Balducci spicca per misura e convinzione.

Curiosi due inserti surreali: nel primo Angelina s’immagina il bel Lars a torso nudo con i pettorali che pulsano, la scritta ‘Sexy boy’ sul petto e due stelline sui capezzoli; nel secondo si ricostruisce la vicenda di una donna barbuta attraverso un filmino in bianconero dallo stile espressionista.

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Colonna sonora molto varia che spazia dai bravi Tiromancino a un doppio Renato Zero (l’imperituro Il triangolo si sente nella boutique e sui titoli di coda) e scenografie da cartolina un po’ ovvie (il Colosseo, Castel Sant’Angelo).

Ma l’amore… si! è una commedia semplice, un po’ retrò frutto del lavoro dei due registi Marco Costa e Tonino Zangardi, ideale per i teen ager e/o per una serata spensierata con popcorn e Coca-Cola.

Peccato che, pur essendo il film bisex, le due uniche scene di letto siano rigorosamente etero.

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