SCRITTO SUL CORPO

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Quello di Jeanette Winterson è un universo letterario che si svolge interamente al femminile. Da donna che ama altre donne.

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Jeanette Winterson nasce a Manchester nel 1959; orfana, ancora bambina viene adottata da una famiglia inglese appartenente alla congregazione Pentecostale, crescendo così in un ambiente fortemente religioso. Presa coscienza della sua omosessualità, lascia Manchester per Oxford, dove si laurea in lettere nel 1981. Poco tempo dopo prenderà il via la sua carriera di scrittrice, inaugurata da Non ci sono solo le arance e Boating for beginners (1985): nostalgico e fortemente autobiografico l’uno, ironico e tagliente l’altro. Seguiranno altri lavori notevoli: Il sapore della ciliegia, The passion, Arte e menzogne, Scritto sul corpo, tutti di grande e immediato successo.

Quello di Jeanette Winterson è un universo letterario che si svolge interamente al femminile: donna che ama altre donne, nei suoi romanzi la scrittrice ci presenta un panorama in cui le protagoniste sono loro, raccontate con lo sguardo apparentemente distratto di chi, di fatto, vive quella stessa dimensione.

Quinto lavoro della scrittrice, Scritto sul corpo raccoglie motivi comuni a tutta la produzione precedente, ma, allo stesso tempo, se ne distacca, reclamando quasi un posto a sé: anche questa è la storia di un amore, anche questa trama avvolge, in un lasso di tempo estremamente ampio, due persone che tentano di intrecciare una relazione, incerte fra desiderio e razionalità. Ma qui la voce narrante, l’io che introduce e svela la vicenda, di cui è anche protagonista, non è più una donna; o, meglio, non lo è più chiaramente: negli altri romanzi, la Winterson ha sempre posto al centro della vicenda dei personaggi fisicamente esistenti, quasi tangibili; adesso a muoversi sulla scena sono ancora due donne, ma non ne sono le protagoniste. Quasi elementi marginali, sono i confini fra cui ha sfogo e spazio il vero soggetto del romanzo, l’amore, con tutte le sue innumerevoli e complementari sfaccettature.

Così, il lettore viene coinvolto in un gioco sottile e intrigante: tentato più volte di scoprire se chi racconta è un uomo o una donna, resta piacevolmente avvinto dall’incertezza in cui l’intelligente autrice lo lascia e nelle cui pieghe è costretto a muoversi. E mentre il gioco si “costruisce” letteralmente sotto i nostri occhi, svela il suo farsi e lo scopo che lo regge: l’asessualità dei sentimenti, il loro essere solo in funzione di se stessi e il nostro inevitabile farci coinvolgere nei loro giochi complessi, spesso incomprensibili ma stranamente necessari.

Un’intrigante incertezza, quindi, domina tutto il romanzo, definendosi nello sguardo obiettivo dell’autrice che, straordinaria narratrice, ha il merito, molte volte difficile da raggiungere, di appassionarci e coinvolgerci, lasciandoci, come se fosse scritta sul nostro corpo, stavolta, una piacevole sorpresa.

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