Mario Venuti: “Il nuovo disco, l’amore, lo yoga e…l’infedeltà”

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Mario Venuti parla in esclusiva del nuovo cd Motore di vita, ma anche di yoga, amore, crisi e infedeltà.

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Con Mario Venuti, in questo preciso momento della sua vita, si può parlare di tutto, ma arriva un momento in cui, durante l’intervista, si ferma. Alle domande sulla vita più privata, l’artista siciliano, nato sotto il segno dello Scorpione, non vuole rispondere. Peccato, perché su alcune dichiarazioni che rilasciò a Vanity Fair avrei voluto indagare, ma il bel Mario, invece, mi porta a parlare del nuovo disco Motore di vita, uscito pochi giorni fa e già nella classifica dei dischi più venduti.

Un disco che sembrerebbe un inno alla vita. In che fase della vita sei, Mario?

Sai, superata la cinquantina si conquistano molte cose: la maturità, ma anche la capacità di non farsi travolgere dagli eventi della vita. Credo, anzi, ne sono sempre più certo, di aver conquistato anche un po’ di serenità che magari prima non avevo

Nella copertina evidenzi un fisico niente male. Ci tieni così tanto al fisico?

Negare che c’è anche una componente narcisistica sarebbe da ipocriti! Penso che la la cura del corpo, e quella dello spirito, vadano molto a braccetto. La serenità interiore, in fondo, si può raggiungere anche grazie all’esercizio fisico. Io, ad esempio, ogni mattina pratico yoga, che non è solo una disciplina fisica, ma anche, e soprattutto, spirituale.

Come mai hai scelto Caduto dalle stelle come primo singolo?

Perché ha tutte quelle caratteristiche di immediatezza che un singolo deve avere, ma anche perché in questo pezzo sperimento un tipo di sound che non avevo ancora mai proposto e che sicuramente potrà incuriosire anche un pubblico diverso dal mio. Avevo più pezzi a disposizione da poter scegliere, ma alla fin fine credo d’aver fatto la scelta giusta.

Hai definito quest’album come un lavoro “sensuale”. Posso chiederti perché?

I temi che affronto in questo album sono legati ai nutrimenti terrestri, cioè a quegli aspetti sensoriali e sensuali della nostra vita che vanno dalle nostre passioni, alla bellezza indiscussa della natura. Non dobbiamo affatto sentirci in colpa o mortificarci se ne traiamo godimento, anzi. Il corpo deve esultare in tutte le sue espressioni: dalla danza, al cibo, al vino, alla musica e per finire alle gioie dell’amore.

In questo nuovo lavoro parli di futuro, di positività e di luce in fondo al tunnel. Sembrerebbe che tu stia strizzando molto l’occhio alla filosofia buddista, no?

Ti confesso che per un breve periodo sono stato buddista, condividendone la filosofia di vita in molti aspetti. Mi piace molto che, al contrario della religione cattolica, nel buddismo non si insista troppo sul concetto di colpa, ma che si miri alla creazione di un benessere generale e spirituale, attraverso una espiazione del karma.

Cosa ti ha spinto a rivedere un brano interessante come Non è peccato, da te regalato, dieci anni fa, a Syria?

Di questi tempi, il tema affrontato in quel brano appare molto reale. Un argomento così eticamente sensibile, come il peccato, ora è più attuale che mai, dal momento che molte cose che prima venivano considerate sbagliate e inaccettabili ora, invece, son viste come normali. Dobbiamo ringraziare il progresso culturale che ha investito la nostra società negli ultimi anni. 

Ti senti più pop o più snob?

Sicuramente pop! Sono una persona alla mano in tutti gli aspetti della vita. Sono molto comunicativo e diretto. C’è solo una piccola percentuale di snobismo in quello che faccio, che poi è il motivo che mi spinge a ricercare cose culturalmente più raffinate e pretenziose. Che poi la bravura sta nel saper bilanciare perfettamente questi aspetti.

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In questo periodo si discute molto dei talent. Tu ne prenderesti mai parte come giudice o coach?

Solitamente si partecipa a questi programmi per acquisire denaro, ma anche maggiore popolarità, cosa che spesso interessa più ai giudici, che ai concorrenti stessi. Del resto, però sarebbe da ipocriti dire no…

Quindi stai dicendo che accetteresti un’eventuale proposta?

Perché no? Ormai è una cosa comunemente accettata. Ci son passati davvero tutti. Poi, se uno come Manuel Agnelli fa il giudice in un talent, e ne ricava benefici, perché biasimarlo? (ride, ndr)

Si sa: i dischi non si vendono più e le radio non funzionano come dovrebbero. Non hai mai pensato: “Basta, ora smetto”?

Assolutamente no! Finché mi diverto e finché avrò ancora qualcosa da dire, andrò avanti. Il mio è pur sempre un lavoro molto bello. È anche vero, allo stesso tempo, che la vita è troppo breve per fare solo una cosa. Quindi chissà, magari, in futuro, mi dedicherò anche ad altro.

In tempi non sospetti hai raccontato della tua infedeltà. A 53 anni è cambiato qualcosa?

Diciamo che il il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Oggi sei innamorato?

Io sono perennemente innamorato. È più forte di me. In certi momenti della mia vita ho anche pensato al matrimonio.

E pensi mai all’idea di diventare papà?

È capitato, qualche volta, ma non sempre.

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