Tutti pazzi per i Bastardi

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Abbiamo incontrato i The Bastard Sons of Dioniso che con il loro primo disco "L'amor carnale" parlano di sentimenti non corrisposti e di un "amico" con cui consolarsi....

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Di persona sono ancora più fighi che in televisione, simpaticissimi e… "bastardi"! I belli della band hanno spaccato in due l’universo femminile e quello gay. Chi impazzisce per Federico, il biondino, chi preferisce Jacopo, il moro! Vincitori morali e vera rivelazione della seconda edizione di X Factor, i "bastardi" hanno portato a casa il Premio della Critica oltre ad aver conquistato il pubblico televisivo dei reality, solitamente distante da una proposta musicale come la loro. Adesso il trio power rock della Valsugana ha da pochi giorni pubblicato per Sony/Bmg l’Ep L’amor carnale che, oltre al singolo omonimo contiene un altro inedito, Wednesday Was, e alcune cover: Contessa dei Decibel, Ragazzo di strada dei Corvi, Just Can’t Get Enough dei Depeche Mode e Che colpa abbiamo noi dei Rokes. Ecco Jacopo Broseghini (21 anni), Federico Sassudelli (22 anni) e Michele  Vicentini (22 anni).

Come siete arrivati a X Factor?

(Jacopo) Hanno chiesto al nostro fonico se nella nostra zona c’era qualcuno di valido…

(Federico lo corregge) Non di valido, qualcuno idoneo! Se dici così sennò vuol dire che noi siam bravi! Così abbiamo deciso di fare una gita e Milano e ci hanno preso.

Come è nato il vostro nome, che tanto ha fatto dannare Mara Maionchi, e la vostra formazione?

(Federico) In originale era il nome, sbagliato, di un gruppo di Jacopo: The Sons Bastard of Dioniso. Ci è piaciuto e lo abbiamo tenuto.

(Jacopo) Ci siamo conosciuti tramite amici il giorno della Madonna nell’agosto nel 2003, e siamo andati in una baita di montagna che era la mia sala prove. A dir la verità siamo stati al bar fino alle 11.30 e dopo siamo andati a suonare, da lì abbiamo deciso di mettere su l’allegro complessino.

Siete i vincitori morali del programma, ma in gara avete dovuto cimentarvi con brani molto lontani dal vostro prodotto musicale. Non credete che in futuro questo vi penalizzerà?

(Jacopo) Spero che le persone tengano sempre presente che X Factor è un gioco, chi va lì deve rimanere su brani molto popolari. Abbiamo cercato di renderli più vicini al nostro stile con gli arrangiamenti, ma senza neanche poterli suonare il risultato non è un prodotto che ci rappresenta completamente. Ci siamo messi alla prova, ma la prova vera e propria sarà quando uscirà il nostro primo album di inediti, dove la nostra musica parlerà più dell’aspetto televisivo. Abbiamo accettato la sfida di X Factor, pur conoscendone i rischi – io per primo ero molto prevenuto perché pensavo che tutto ciò che venisse dalla televisione fosse una cagata – per raggiungere i mezzi d’informazione che altrimenti, seppur andando in giro a sbatterti e a suonare, non riesci a fare. Pensa che noi abbiamo alle spalle oltre 230 concerti, eppure non ci conosceva nessuno. X Factor ti dà la popolarità, adesso speriamo di riuscire a far capire chi veramente siamo e far piacere le nostre cose.

(Federico) Questo Ep, è solo un assaggio, il nostro vero lavoro sarà con il primo album.

(Michele) Magari a qualcuno non piacerà il nostro primo vero album, questo lo sappiamo. Ma meglio avere meno pubblico più vicino al nostro pensiero, che tutta questa attenzione non basata su una conoscenza a livello musicale. 

Vi è dispiaciuto non aver vinto, oltre tutto per una manciata di voti?

(Jacopo) Noi abbiamo vinto! Siamo riusciti a proporre il nostro pezzo inedito su Raiuno, davanti a milioni di telespettatori. Ci siamo esibiti con Elio e le Storie Tese, abbiamo cantato i Beatles. Per noi questa è una vittoria enorme.

Il rapporto con gli altri concorrenti?

(Federico) Buonissimo, tutte persone senza manie di grandezza o che pensano "io son più bravo di te" e così via. Anche gli autori non ci hanno mai messi l’uno contro l’altro. L’unico momento di trash che hanno avuto è quando hanno tirato in ballo la lettera della mia fidanzata. È stato il punto più basso del programma, gli abbiamo fatto un culo così e han capito di non farlo più e hanno smesso con ‘ste stupidate!

È stata una finale tutta al maschile, un vostro pensiero sulle donne di X Factor?

(Federico) È vero. Sicuramente è dovuto al fatto che chi vota sono le ragazze e le signore, e questo favorisce gli uomini. Io ad esempio non manderei mai un messaggino, magari la mia ragazza sì. Elisa si meritava la finale, ha una voce pazzesca, ma anche Ambra Marie e Serena.

X Factor vi ha cambiati?

(Federico) Sì, per la popolarità, basta! (ride, ndr) Per la prima volta ci pagano i dischi, non dobbiamo spendere per produrci, inoltre abbiamo potuto lavorare con il miglior fonico della nostra zona che ci ha fatto dei suoni della madonna! Quindi… vai!

Se ve lo avessero detto che un giorno avreste partecipato a un programma pop come TRL, ci avreste creduto?

(Federico) Sai che quando siamo venuti per la prima volta a Milano a fare il provino per X Factor, abbiamo fatto un giro in piazza Duomo per andare a mangiare da Mc Donald e scherzando dissi magari tra qualche mese ci affacceremo sul balcone e diremo "Ciao bimbe!"

(Jacopo) Sì, e io dissi "Vaffanculo" (ride, ndr). A parte gli scherzi è bello sapere che le persone ti hanno apprezzato e speso dei soldi per votarti.

(Federico) È stata comunque anche quella una bella vetrina. Inoltre Carlo Pastore, il presentatore, è uno che si intende molto di musica e viene dal nostro ambiente, eppure sta là a presentare con dieci bambine che urlano!

(Jacopo) Oggi, del resto c’è un target. Ad esempio, noi spesso ci siamo proposti a case discografiche ma cercavano sempre di togliere quello che eravamo noi per creare il prodotto. È giusto che sia così perché ci sono persone che lo ascoltano, ma viene tralasciata una parte enorme di artisti italiani.

Siete dei bei ragazzi, che effetto vi fa essere talvolta acclamati più per il vostro aspetto fisico che per la musica? Vi pesa il rischio di diventare un prodotto per le ragazzine?

(Jacopo) È bello anche che la gente parta da una cosa banale come la valutazione fisica di un artista, gente che forse non avrebbe mai ascoltato un certo tipo di musica.

(Michele) A me fa piacere, ma sono contento se la cosa non si ferma lì.

(Federico) Se aiuta a sdoganare il fatto di proporre anche un certo tipo di rock come il nostro in televisione, va benissimo. Magari nei prossimi anni ci saranno altri gruppi come noi, e ne siamo orgogliosi.

Anche sul nostro portale, solitamente indirizzato verso cose un po’ più pop, avete suscitato interesse per il vostro aspetto fisico.

Ah sì, bene… (ridono)

Poi, alla fine del vostro inedito "L’amor carnale" dite: "…solo per distrazione ho accettato questo invito

bella conclusione star qui con il tuo amico". Com’è che dopo un rifiuto femminile vi consolate con un maschietto?

(Jacopo) La bellezza delle parole è che non hanno un unico significato. Quindi pensatela come volete! (Ride)

Allora lasciamo la porta aperta alle speranze di qualcuno?

Va bene!

di Francesco Belais

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