Il fascino dei giovanissimi

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Meravigliosi efebi. Ma anche bruttini, pelosi o in sovrappeso. Comunque con una propria sessualità e sentimenti intensi, troppo spesso oscurati da timori giuridici o da meri scopi commerciali.

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Ho prestato molta attenzione alla mail (apparsa sul sito qualche giorno fa), in cui un quindicenne chiedeva consigli al dottor Quattrini. Da essa, e dall’impeccabile risposta del medico, emergevano due realtà decisamente interessanti: la sessualità dei minorenni (che non è un’esclusiva etero) e la paura del coming out.

Di recente ci è capitato di ricordare che quello gay non è un orientamento spendibile solo tra i diciotto e i quaranta (o i cinquanta), ma continua anche dopo. E che non riguarda soltanto maschioni palestrati o antilopi selvagge, sessodipendenti (o sessuofobici) e ultramondani. E’ un ambito assai più variegato di cui, anche se si ha timore a dirlo, fanno parte anche i ragazzi sotto i diciotto.

Il puer, l’eromenos, nel mondo classico erano simbolo di bellezza e tentazione per l’uomo adulto, non solo per il coetaneo. Ma anche oggi la situazione non è del tutto mutata, anche se lo scopo principale non è più iniziatico ma commerciale, impiegati come sono a promuovere, col loro aspetto efebico e seducente, jeans, occhiali da sole o mutande. Veri e proprio ninfetti tentatori, utilizzati in tali vesti anche da un regista come Bertolucci in "The dreamers", oltre che in molti film porno morbosetti.

Chi ne sfrutta la bellezza, si assicura di precisare che si tratta sempre di maggiorenni. Ammesso pure sia vero, di certo non si fa nulla perché maggiorenni, oltre ad esserlo, lo sembrino. Si gioca proprio sull’ambiguità, sul confine sottile tra ciò che è consentito e ciò che è vietato. Il puer, insomma, è un ottimo sistema di vendita, anche se alla legge importa solo che abbia compiuto diciotto anni.

I ragazzi però non solo solamente oggetti da mettere sul mercato. Sono anche soggetti, tanto sentimentali quanto erotici. Inoltre, non sono tutti bellissimi e nemmeno tutti snelli o glabri. Soltanto alcuni di loro hanno occhi da cerbiatto e labbroni sensuali. Eppure tutti, chi più chi meno, scoprono fortissime pulsioni sessuali molto prima di compiere i fatidici diciotto. Tutti vivono un più o meno difficile transito dall’infanzia all’età adulta, durante il quale il sesso è tra le componenti che si fanno più sentire.

Nel caso dei gay, la consapevolezza della propria diversità coincide spesso (ma non sempre) con la pubertà, facendoci scoprire chi e cosa ci attrae: una scoperta che lascia il segno, per quanto possa col tempo arricchirsi o perfino stravolgersi. Una scoperta in molti casi accompagnata da esperienze concrete, nella maggior parte dei casi con coetanei.

Qualcuno però, già a quell’età, scopre di essere attratto da uomini più grandi: un binomio incoraggiato in alcune culture classiche ma oggi non più consentito, almeno non prima che si sia raggiunta l’età del consenso, che varia da paese a paese. Un obbligo che non segue sempre le leggi di natura ma che risulta necessario: il buon funzionamento delle leggi regola il funzionamento di una società ed esse vanno comunque difese. *

La lettera del ragazzo segnalava però che, legge o non legge, quali che siano i gusti di ognuno, la sessualità è già forte a 15 anni, spesso anche molto prima. Tra chi vede tutto nero e chi tutto rosa esiste una via di mezzo non del tutto soddisfacente ma comunque accettabile e, soprattutto, migliorabile con l’impegno di tutti. Perché va detto (e ribadito fino alla morte) che l’Italia conta una delle classi politiche più inadeguate, corrotte, egocentriche e inerti; va detto anche (e ribadito fino all’eternità) che su questi limiti danzano armoniosamente un Vaticano sempre meno divino e sempre più terreno; ma va pure aggiunto che la popolazione è in buona misura migliore della sua classe politica e delle alte gerarchie ecclesiastiche.

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I giovani non sono solo i bulli di you tube o le puttanelle di "Un gioco da ragazze". Buona parte di essi ha felicemente digerito l’omosessualità e, specialmente nei grandi centri (ma non solo), ci convive senza problemi. Alcuni ci considerano persone brillanti (talvolta lo siamo) e coraggiose, la nostra diversità non li spaventa ma li incuriosisce, e non solo sotto il profilo sessuale. Le ragazze ci sentono vicini e anche molti ragazzi non temono di vedere intaccata la propria virilità e magari si divertono ballando – nel caso della capitale – a Muccassassina o addirittura si commuovono guardando "Brokeback Mountain".

Se la nostra fosse una classe politica seria e libera, recepirebbe tutto questo e lo trasformerebbe nella locomotiva di una società nuova, multirazziale ed etero-genea. Visto che però al momento appare altamente improbabile, dobbiamo rimboccarci le maniche. Spetta a noi, specialmente ai più giovani, uscire allo scoperto e conquistare alla causa quanti ancora ci ritengono dei malati, dei pervertiti, dei poveretti. Il bello è che, tra tanti problemi, paure e delusioni, si finisce per avere anche sorprese positive, per scoprire ogni giorno il sostegno di chi non avremmo mai sospettato.

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