Mara Venier: “Tutti i gay della mia vita”

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Dopo l'annuncio shock di voler abbandonare la Tv, l'iconica Mara Venier, si confessa a Gay.it tra passato, presente e un futuro inedito a tinte arcobaleno.

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È ancora una sex symbol, ma le piace essere considerata la zia d’Italia. È amata da tutte le casalinghe, ma è un’icona gay come poche. Spopola su Instagram, ma guarda con un certo sospetto il mondo 2.0 di Zuckerberg. Ha paura degli aerei, ma tra poco percorrerà 8 mila km per raggiungere Santo Domingo.

È la Regina della tv, ma tra l’esserci e non l’esserci, ultimamente, preferisce non esserci e dedicarsi unicamente alla sua nuova passione. Mara Venier è uno di quei personaggi che certo non hanno bisogno di grandi presentazioni. Bella, simpatica, positiva e, soprattutto, grata alla vita per tutti i successi ottenuti. Quando la chiamo è in viaggio per Milano. È felice perché da qualche giorno è diventata di nuovo nonna e dopo aver rifiutato una candidatura come Sindaco della sua Venezia, l’iconica Mara si racconta come non ha davvero fatto mai.

Nonna di nuovo. Che effetto le fa?

Sono felice come non mai, mi creda. Questo nuovo arrivo nella mia famiglia è stato del tutto inaspettato e son davvero contenta. 

Piace alle mamme, alle nonne, alle zie, agli uomini, ma anche ai gay. Si è mai chiesta perché piace così tanto al mondo gay?

Perché in fondo anche io sono molto gay. Non sessualmente parlando, naturalmente, ma nell’aspetto introspettivo c’è un’umanità che ci unisce davvero. Sembrano dei cliché, lo so, ma tutti i miei più grandi amici, da tempi non sospetti, son gay. 

Anche da prima di diventare popolare?

Scherza? Assolutamente sì! Mi ricordo ancora quando avevo quindici anni e stavo a Mestre. C’era un ragazzo che veniva preso in giro per il suo essere gay e io, contro tutto e tutti, legai subito con lui diventando subito molti amici. Non riuscivo ad accettare, già ai tempi, tutte quelle prese in giro.

Ma cosa la spinge a battersi da sempre contro le discriminazioni?

Perché non ho mai visto le “diversità” come un qualcosa di realmente diverso. Ho sempre odiato le etichette e non ho mai fatto distinzioni tra un etero, un gay. Per me esiste la persona e penso che ogni individuo debba avere gli stessi diritti.

A proposito di diritti, lei sarebbe favorevole alle adozioni per le coppie dello stesso sesso?

Certamente! Non riesco proprio a capire il perché di tutti questi preconcetti. Se ne parla tanto, ma nessuno capisce che dietro questo tema c’è solo una parola: l’amore, ed è tutto più semplice di quanto non lo sembri. Io, quando mi confronto con amici e colleghi, chiedo sempre: “Ma tu pensi davvero che un bambino stia meglio in un orfanotrofio, che con due persone pronte a dare tanto amore?

E pensa che l’Italia riuscirà a colmare questo gap?

Onestamente? Temo di no! Credo che ci vorrà ancora molto tempo. Nessuno ha il coraggio di fare questo passo in avanti, ma prima o poi…

Le piace la legge Cirinnà?

Mi piace ed è veramente bello che qualcuno abbia finalmente fatto qualcosa di concreto. Per amor di battuta, ma neanche poi così tanto, le confesso che ho obbligato due miei amici a sposarsi.

Davvero?

Certo! Stanno insieme da una vita e ora che hanno la possibilità di unirsi non lo fanno? Al di là dell’unione in sé, questa legge permette delle cose importanti che spesso vengono dimenticate. Mi riferisco all’assistenza sanitaria, per esempio, piuttosto che al discorso dell’eredità. Non bisogna mai dimenticare tutte le battaglie fatte per ottenere questo piccolo, ma grande risultato.

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Il Gay Pride è il modo giusto per manifestare le proprie idee?

Il Gay Pride ha un documento politico, ma è pur sempre una festa. Una grande festa.

E le piace?

Ad una ‘baraccona’ come me, vuole che non piaccia una manifestazione come quella? A me diverte da morire. Il primo lo vidi molti anni prima a New York, nel 1985 se non erro. Ero con Jerry Calà. Appena lo vidi rimasi subito affascinata da tutto quel colore. 

Molti gay, sui social, contestano il look di personaggi più effemminati. Come vive questa strana forma di discriminazione?

Io non credo che i gay siano i primi a discriminare! In generale tutti criticano e commentano i look dei personaggi, ma anche delle persone meno popolari. Talvolta si esagera, quello sì, ma non ne farei un discorso di sessualità. Se solo si provasse ad andare oltre alle apparenze, sarebbe un mondo migliore. 

Beh, ma con il suo amico Malgioglio, piuttosto che con Bosco Cobos non son stati così carini…

Voglio sperare che siano stati commenti relativi ai loro personaggi, e non alla loro sessualità. In fondo non si può piacere a tutti, no? Cristiano e Bosco sono due amici. Due persone eccezionali che tutti meriterebbero di conoscere. Con Malgioglio ci chiamiamo “sorelle”, mentre con Bosco abbiamo un rapporto che definirei familiare.

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